Bagno di folla per Maria Elena Boschi a Festa Pesaro

Ha parlato di politica al femminile, di violenza sulle donne e di futuro del partito. Maria Elena Boschi, ospite del settimo giorno di Festa Pesaro, è salita sul palco dell’area dibattiti di Piazzale Collenuccio poco dopo le 18 accolta dagli applausi dei tantissimi presenti e da un mazzo di rose rosse.

Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri ha iniziato l’intervista ricordando quali sono i punti distintivi del Pd e quanto sia fondamentale l’unità non solo all’interno del partito stesso ma anche con gli elettori. “Il nostro è un partito diverso dagli altri, il segretario viene scelto dagli elettori perché nel nostro dna c’è una scelta democratica della leadership, ci caratterizziamo per idee e progetti concreti che portiamo avanti da 3 anni con la consapevolezza che dobbiamo ancora fare tanto ma per ora siamo sulla strada giusta.  Con il partito si creano dibattiti, si possono dare risposte. Mi piacerebbe che il Pd fosse una comunità in grado di conoscere tutti i cittadini, che li accompagni nella loro crescita oltre ovviamente a dar loro una buona amministrazione cittadina. A questo proposito trovo che le Feste dell’Unità siano delle occasioni bellissime di incontro e di confronto con gli elettori. La festa è un’identità forte che va avanti da anni perché sono tante le persone che ancora hanno voglia di uscire di casa e parlare di politica. Quella del Pd è una linea di buon senso perché tiene unita la sicurezza e la legalità, il nostro modello è seguito anche da Macron e Merkel. Il nostro dovere è quello di parlare dei problemi concreti senza essere schiavi della stampa, pensare alla crescita senza farci condizionare dalla notizia del singolo giorno”. 

A proposito di notizie, Maria Elena Boschi ha così commentato gli ultimi fatti di violenza che vedono protagoniste le donne. “Tutti condanniamo questi atti, ricordo che noi abbiamo messo in campo un progetto serio: per la prima volta il nostro Paese ha un piano anti violenza. Bisogna fare anche un lavoro ti tipo culturale perché la violenza nasce da un crescendo di forme più lievi di discriminazioni. Le offese contro le donne hanno sempre un retrogusto un po’ sessista”. Molte conquiste di oggi si devono alle battaglie delle femministe degli anni 70 ma non solo, spiega la Boschi: “Oggi molti uomini sono protagonisti insieme alle donne delle loro battaglie. In parlamento rappresentiamo il 30% e se alcune battaglie non fossero state condivise anche dagli uomini molte leggi non sarebbero passate”.

Prima di concludere la Boschi fa un salto indietro. “Qual era il mio sogno politico prima di intraprendere questa strada? Quando ero alla Leopolda e facevo ancora l’avvocato non avrei mai pensato di fare politica attiva. Credevo nelle persone che facevano politica e nell’impegno che ci mettevano. E’ necessario avere il coraggio di portare avanti le battaglie soprattutto quando il risultato è incerto. Mi piace le idee che le utopie ci aiutino a metterci in moto e provare”. E alla domanda che cosa sono le utopie per lei, cita una poesia di Eduardo Galeano: “Lei è all'orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Cammino per dieci passi e l'orizzonte si sposta dieci passi più in là. Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l'utopia? Serve proprio a questo: a camminare”.

Scesa dal palco, il bagno di folla per le vie del centro: tante strette di mano, molti selfie e per finire una scoperta, come l’ha definita lei entusiasta su Instagram: “La pizza Rossini, il Partito Democratico è anche questo!”.  

Monica Generali

Redazione Web