Ricordi, cose fatte, speranza: a Festa Pesaro si parla di terremoto con Ceriscioli e De Vincenti

Ricordi, emozioni, speranza, cose realizzate e progetti per il futuro sono stati i punti centrali del dibattito di sabato 2 settembre con il Ministro Claudio de Vincenti, il Presidente della regione Luca Ceriscioli, il Vicesindaco di Arquata del Tronto, il Sindaco di Amandola, il Sindaco di Pieve Torina e il Presidente della provincia di Ascoli Piceno intervistati dal giornalista Raffaele Vitali.

Un piazzale Collenuccio affollato di persone provenienti da tutta la regione, tutte per ricordare che le Marche sono unite e insieme torneranno a rinascere. La parola viene subito data al Presidente Ceriscioli, il quale ci tiene a ricordare, che “il terremoto non è solo occuparsi dell’emergenza, ma c’è tutto un lavoro successivo, come lo smaltimento delle macerie, la messa in sicurezza delle attività (218 stalle realizzate per continuare l’attività produttiva) e la ricollocazione delle casette cercando di portarle vicino al luogo di residenza di questi cittadini colpiti dal terremoto”. Perché sottolinea Ceriscioli: “il nostro territorio deve tornare ad essere migliore di prima”. È la volta poi del sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, un comune che sta all’interno della comunità montana e fa parte delle aree interne. Il sindaco ci dice che il 93% degli edifici è inagibile, ma la speranza di rinascita non ha mai abbandonato la sua comunità. Ha ancora in bocca il sapore delle macerie, quello delle case e delle attività di Pieve Torina. Prende poi parola Michele Franchi, vicesindaco di Arquata del Tronto, un comune che dopo il 24 agosto ha perso anche il suo capitale umano: 51 vittime, persone morte sotto i crolli, ma anche alcuni mesi dopo per il dispiacere. “Anziani – dice – che non hanno accettato di vedere le loro case crollare e si sono lasciati morire”. Ma il motto di Franchi e di questo comune è: guardare al futuro, grazie anche alle 42 casette consegnate e alle prossime che arriveranno a breve, del resto - come ci dice - “abbiamo la fortuna di guardare al futuro”. In un piazzale commosso dai racconti, prende la parola il Ministro De Vincenti, il quale definisce: “il lavoro e le condizioni di vita di questi territori il tema chiave”. “Come Governo – sottolinea – fin da subito abbiamo dato sostegno alle attività produttive di questi territori colpiti dal terremoto. Bisogna tornare ad investire in questi Paesi, perché solo così potranno rinascere. Esemplare è stato l’impegno di Della Valle che investendo ad Arquata ha pensato al futuro di quei giovani.” Prosegue dicendo che: “dobbiamo pensare alla ricostruzione di quei paesi mantenendone l’identità e migliorando la vita di queste persone, con case sicure e servizi”. I giovani sono per il Ministro il motore di queste zone e proprio per questo devono essere date a loro le condizioni necessarie per poter rimanere nelle loro terre, quali: investimenti e lavoro. Un passaggio importante del dibattito è anche quando viene affrontato il tema della ricostruzione. Infatti sarà garantito per le prime e seconde case un contributo del 100%. Perché il 100% anche per le seconde case? “Perché - ci spiega - sebbene queste persone abitino altrove, hanno il cuore lì, le loro radici sono in questi luoghi ed è giusto tutelare anche loro”. La parola viene poi affidata al sindaco di Amandola, Adolfo Mariangeli, il quale si è distinto dagli altri comuni del cratere per essere intervenuto con delle puntellature (pannelli di legno) a carico del comune sugli edifici danneggiati. “Infatti” spiega “l’estate per noi è molto importante dal punto di vista turistico, quindi perché far vedere ai turisti la distruzione che il terremoto ha lasciato? Per noi questi interventi sono stati importanti per poter tornare a credere nel futuro”. Ricordo anche che Amandola è un comune famoso anche per il grande ospedale di riferimento per quella zona. Il discorso prosegue poi con il Presidente della provincia di Ascoli Piceno Paolo D’Erasmo, il quale afferma che la provincia fin dalle prime ore è stata al servizio dell’emergenza e ancora può fare tanto per i piccoli comuni, conoscendo il territorio e le diverse dinamiche ad essi connesse, consapevole però che il ruolo delle provincie è abbastanza limitato. Il Ministro interviene dicendo che “nonostante il referendum sulla Riforma Costituzionale, non sia passato, bisogna ripensare al ruolo delle provincie. Un ruolo di programmazione e regolazione dei servizi come ad esempio la distribuzione del gas. Lo stesso Ceriscioli sollecitato dal giornalista Vitali afferma che: “la gestione della ricostruzione è da affidare alle provincie e ai comuni, perché conoscono meglio il territorio” afferma poi che “le risorse sono concrete per la ricostruzione e la regione si risolleverà quanto prima”. Il dibattito si conclude con il Ministro De Vincenti, il quale ritiene ragionevole la proposta del sindaco di Pieve Torina sulla diversa priorità di ricostruzione delle zone colpite dal terremoto, infatti ci sono zone più e meno colpite da questo. Ed è impegno del Governo ascoltare tutte le sollecitazioni e proposte di questi territori che vivono sulla loro pelle i disagi del terremoto. Vi saluto con un messaggio di speranza del sindaco di Pieve Torina: “un mio cittadino di 91 anni mi disse la notte del terremoto, sindaco fammi tornare nel mio comune. Appena arrivata la prima casetta l’ho assegnata a lui, non ha fatto altro che piangere, ma so che quello era il mio dovere da sindaco e che ho reso felice questo mio cittadino”. Che questo sia un esempio di buon auspicio per la rinascita della nostra regione e per un futuro più roseo.

Jessica Belpassi, redazione web