Un bagno di folla per il ministro dell'Integrazione Cécile Kyenge


© ph Luca Toni
In un piazzale Collenuccio gremito di persone è stato il ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge a dare il via ufficiale ieri pomeriggio a Festa Pesaro. Un bagno di folla, il suo. Una vera e propria dimostrazione di affetto, che sembra allontanare di anni luce le parole di Calderoli - "quando vedo la Kyenge non posso non pensare ad un orango”, aveva detto l’esponente leghista - e i tanti attacchi di cui il ministro è stata vittima negli ultimi mesi. “Calderoli? Non è nei miei pensieri. Mi ha regalato dei fiori per scusarsi. Li ho portati – commenta ironica – alla Madonna del Buon Consiglio.  Da oltre cento giorni – spiega Kyenge alla giornalista Maria Latella – subisco attacchi perché colpevole di essere nera, di essere donna, nata all’estero, laureata. Colpevole di aver rotto tutti gli stereotipi. Tantissime persone si ritrovano in quello che io rappresento, quindi quando attaccano me, attaccano anche loro. Fare politica vuol dire anche lavorare per i più deboli, proteggere chi ha più bisogno. Preferisco parlare di quello che il Ministero sta facendo per la lotta al razzismo e per migliorare le normative sull’immigrazione”.


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Intanto con una legge europea recepita dal Governo Letta, dal prossimo settembre gli stranieri con permesso di soggiorno avranno l’opportunità di partecipare ai concorsi di lavoro pubblici. Una novità che Kyenge ha così spiegato: “Ci sono norme europee che l’Italia deve attuare indipendentemente dal pensiero del ministro. Le persone, in ogni caso, verranno scelte non perché italiane o straniere, ma perché competenti. Quando lavoravo in ospedale la prima domanda che mi veniva rivolta era se fossi un’infermiera e quando dicevo che ero un medico specializzato in oculistica mi chiedevano se fossi americana. C’è un percorso di sensibilizzazione culturale che va avviato”. E i progetti in ballo sono già tanti. “Con le parti sociali elaboreremo un documento per rafforzare quelle leggi nazionali, come la legge Mancino, che si occupano di discriminazione razziale. Lavoreremo a stretto contatto con le scuole, creeremo nuove opportunità di integrazione per gli immigrati”.


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E il Pd come affronterà le prossime sfide? “Il nostro è un partito ricco di personalità. E’ un grande suk. Per questo le discussioni sul probabile candidato alla segreteria nazionale mi interessano poco. Non ragiono pensando a qualcuno in panchina. Vedo un gruppo che lavora insieme per arrivare allo stesso obiettivo. Chi vincerà le primarie sarà il mio segretario. Mi sono sempre comportata così”.

Redazione web Festa Pesaro
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