Avanti uniti. Apriamo le porte del Pd ai bisogni e speranze dei Millennials

A giorni il documento “aperto” di propose. Oggi alle 12.30 su Instagram e social network presenterà il logo della campagna congressuale

“Dopo la lettera dei giovanissimi, l’appello all’unità raccolto da più persone nell’ultima assemblea provinciale e le parole di tanti volontari l’unica cosa che posso dire è che sono a disposizione del Pd con passione, entusiasmo e umiltà”. Sono le prime parole di Giovanni Gostoli, dopo la lettera dei ventenni che hanno lanciato un appello per la ricandidatura al congresso provinciale Pd di Pesaro e Urbino.

“Con il congresso è l’intero Partito democratico a ricandidarsi per essere il primo partito in provincia e forza di buon governo delle nostra comunità”, aggiunge il segretario dem. “La nuova stagione congressuale vorrei dedicarla ai giovani ventenni, la generazione dei “Millennials” – continua Gostoli - Vogliamo un partito che non parla ai giovani, ma con i giovani. Il Pd deve essere sempre più un luogo vivace e dinamico di idee e lo strumento per cambiare in meglio i loro progetti di vita dei ragazzi”.

Qualche tempo fa ho scritto una lettera ai circoli del Partito democratico. Nelle ultime settimane è cresciuta sempre più la consapevolezza di vivere un congresso non sui nomi, ma sui temi. Un partito meno ostile e con più stile che, al di là dei personalismi, che vuole cogliere l’opportunità di fare un congresso provinciale unitario. E’ stato questo il messaggio più forte venuto anche in occasione dell’ultima assemblea provinciale Pd che si è tenuta a mercoledì scorso a Pesaro – aggiunge Gostoli - Le sfide future sono quelle di rafforzare il Pd marchigiano e il governo regionale, vivere al meglio le elezioni politiche e costruire un “Progetto Marche” nel governo dell’Italia. L’orizzonte sono le amministrative 2019. Serve fare di più. Un “partito pensante” che si prende cura dei marchigiani, dove le priorità sono i bisogni e le speranze dei cittadini: lavoro e nuovo sviluppo del territorio, servizi ai cittadini e sanità, ridurre le disuguaglianze e avere cura dell’ambiente, meno pressione fiscale e più sicurezza”

E poi: “Per vincere la sfida serve un Pd capace sempre più di fare squadra, aprire le porte al meglio del civismo, formare una nuova classe dirigente nei circoli e una comunità più orgogliosa di essere forza di governo. Dobbiamo raccontare di più le tante cose concrete fatte e discutere, con una piena autonomia di pensiero, di quelle ancora da fare”.

“A giorni presenterò il documento di proposte per il Pd e per il territorio che sarà discusso negli ottanta circoli della provincia, dalle aree interne alla costa – conclude Gostoli – Sarà un manifesto aperto alle opinioni, proposte e critiche su come migliorare la vita del partito e sulle questioni di cui il Pd deve prendersi cura per le comunità”.

Infine l’invito alla partecipazione ai congressi: “Il Pd non è di proprietà della classe dirigente che, semmai, lo rappresenta in un determinano momento. Il Pd appartiene ai volontari, chi aderisce, al popolo delle primarie e a tutte le persone che domani decideranno di entrare”.

Intanto nella giornata di oggi, intorno alle 12.30, Gostoli presenterà sul suo profilo Instagram il logo della campagna congressuale realizzato dai giovani volontari dem.

Festa Pesaro sempre più nazionale

“Festa Unità Pesaro è sempre più nazionale”. Sono le prime parole di Giovanni Gostoli, segretario provinciale Pd, e Francesca Fraternali, segretaria Pd Pesaro a commento del bilancio finale della kermesse del Partito Democratico.

“E’ stata una kermesse dai grandi numeri, siamo molto orgogliosi – continuano i segretari dem – “Festa Pesaro è riconosciuta come una delle Feste de l’Unità più belle d’Italia che unisce tradizione e innovazione, con un format vincente che si apre alla città e una programmazione di qualità. Desideriamo ringraziare uno a uno tutti i 400 volontari che con entusiasmo, altruismo e passione hanno lavorato nei 100 giorni di organizzazione. Così come un grazie di cuore alle migliaia di persone che hanno partecipato alla festa nel centro storico della città: sono loro a ricordarci ogni volta che siamo una grande comunità”.

Come ogni edizione a fine festa è tempo di numeri. 10 giorni di festa, quasi 400 volontari nei 100 giorni di organizzazione. Oltre 250 ospiti della politica, del giornalismo, della musica, spettacolo e intrattenimento hanno partecipato alla Festa Nazionale Tematica Enti Locali. Circa 10 mila persone in piazzale Collenuccio hanno seguito i dibattiti. L’organizzazione ha stimato 80 mila presenze nei quindici luoghi della kermesse. Così come migliaia sono stati i pasti consumati al ristorante, alla pizzeria e al bar della festa, oltre ai locali alcuni convenzionati del centro storico. Più di 10 mila visitatori al sito web del Pd provinciale, oltre 150 mila interazioni e 80 mila le persone raggiunte attraverso la pagina Facebook. 45 mila i libretti distribuiti nella festa e scaricati dal web. Un meraviglioso album fotografico di 1800 immagini a cura di Luca Toni pubblicate nei social network e su Flickr.

Festa Pesaro 2017 ha avuto una notevole visibilità negli organi di informazione nazionali e locali che per dieci giorni hanno parlato di Pesaro, tra cui: Rai (Tg1, Tg2, Tg3 e TgR Marche), TG5, Tgcom24 Mediaset, LA7 (Tg e L’Aria che tira), Tvrs, Il Resto del Carlino Pesaro, Corriere Adriatico, Ansa Marche, Agenzia Dire, Radio Radicale, Radio Fano, Radio Prima Rete, Radio Incontro. I siti online di informazione locale, come ViverePesaro, Il Foglia e Pesaro Notizie. Inoltre la redazione web composta da giovani volontari dem hanno raccontato la festa con articoli, interviste, live tweet e facebook, immagini e video ancora consultabili su www.pdpu.it. Gli hashtag #festapesaro e #energialocale sono stati Trend Topic su Twitter, tra gli argomenti più discussi in Italia.

“Per noi la festa è stata una straordinaria occasione per ripartire con entusiasmo. Vogliamo vincere le sfide future e andare avanti con le riforme che servono a cambiare in meglio il Paese. Il bagno di folla ai dibattiti e l’accoglienza della città ai big dimostra che ci siamo. Adesso vogliamo rimetterci in cammino con unità, umiltà e umanità insieme ai nostri 80 circoli nel territorio provinciale che ogni giorno si prendono cura delle persone, dei territori e delle comunità.”, conclude il segretario provinciale Gostoli.

ALBUM FOTOGRAFICO DELLA FESTA: http://bit.ly/festapesaro2017

FACEBOOK E TWITTER: PDPESAROURBINO

Immagini di Luca Toni per Festa Pesaro 2017

Nicodemo presenta Disinformazia a Festa Pesaro

A chiudere il ricco programma dei dibattiti di #FestaPesaro è stato l’incontro con Francesco Nicodemo, responsabile nazionale della comunicazione PD tra il 2013 e il 2014, ora nello staff di Paolo Gentiloni, docente di Diritto del web presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma. Con Nicodemo anche Giovanni Boccia Artieri, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università degli studi di Urbino,  e Massimo Mantellini, noto blogger e direttore editoriale della rivista online Le macchine volanti che, di fronte ad un numeroso e  attento pubblico, hanno raccontato il complesso mondo della comunicazione digitale e della sua influenza sulla attuale visione del mondo e sulla politica.


Lo spunto del dibattito è stata la presentazione del libro di Nicodemo Disinformazia. La comunicazione al tempo dei social media, Marsilio Nodi , 2017 nel quale si racconta come la rete abbia radicalmente modificato le modalità di comunicazione e la diffusione delle informazioni e delle problematiche a queste collegate. Le ultime vicende politiche italiane o internazionali hanno evidenziato la necessità di riflettere su come l’informazione (o cattiva informazione?) giochi oggi un ruolo importante, anche se non determinante, nelle competizioni elettorali ed anche quanto sia necessario formare i cittadini ad un uso consapevole e critico dei nuovi media.
Boccia Artieri, in apertura del confronto, ha evidenziato  tra le criticità da affrontare come la discussione in rete sia troppo spesso polarizzata, estrema nel presentare posizioni rigide e nette, ed anche che i sistemi tecnologici, gli algoritmi, facciano sì che ad ognuno di noi arrivino informazioni nelle quali sia più facile riconoscerci, limitando così la possibilità di venire in contatto con mondi diversi e lontani tra loro. Internet è stata probabilmente tra le più grandi invenzioni del XX secolo, ha sostenuto Nicodemo, ha permesso l’accesso alle informazioni senza mediazioni, e questo, soprattutto nei paesi con bassi livelli di istruzione e limitata libertà, è stato un evento rivoluzionario. I nuovi media però devono essere utilizzati con consapevolezza; è reale il rischio che in Internet ci si incontri sempre con persone che hanno opinioni simili e che si creino di conseguenza gruppi troppo omogenei con visioni parcellizzate della realtà. Si tratta di quelle che gli addetti ai lavori chiamano “camere polarizzate” all’interno delle quali molto spesso si possono diffondere notizie false o artatamente elaborate.


Le fake news, uno dei fenomeni analizzati, non sono frutto dei nostri tempi, ha sostenuto Mantellini, piuttosto la novità di oggi sono la velocità e la capillarità della divulgazione. Lo strumento attraverso cui si possono limitare i danni è la formazione dei cittadini che devono essere dotati di strumenti in grado di sviluppare maggiori capacità interpretative di quanto si legge in rete. Nicodemo a questo proposito ha ribadito la necessità di strutturare un nuovo sistema educativo, all’interno del quale ognuno di noi può svolgere un ruolo determinante, che riconosca al governo e alla politica funzioni di primo piano. La partecipazione politica può diventare la modalità attraverso cui ognuno può sentirsi parte di una comunità, può ritrovare il piacere di condividere ed anche combattere la diffusa mancanza di fiducia. Una buona comunicazione politica ha quindi lo scopo di costruire un dialogo soprattutto con chi la pensa in maniera diversa, deve costruire egemonia culturale ed empatia, deve oltrepassare i confini delle posizioni polarizzate, imparare a gestire i confitti. La buona informazione è quindi, secondo Nicodemo, possibile anche attraverso una rinnovata forma organizzativa dei partiti che devono ritrovare la capacità di ascoltare e dialogare con tutti, in un rapporto anche virtuale ma maggiormente personale.
La sfida è quella di superare la visione di un “mondo chiuso e ripiegato su se stesso e sulle proprie paure, che propone ricette anacronistiche a problemi sempre nuovi”. E ognuno di noi, attore attivo della comunicazione web, può dare il suo fondamentale contributo, agendo con buon senso, comprensione, competenza e umiltà.

Brunella Paolini per la redazione web

Ricordi, cose fatte, speranza: a Festa Pesaro si parla di terremoto con Ceriscioli e De Vincenti

Ricordi, emozioni, speranza, cose realizzate e progetti per il futuro sono stati i punti centrali del dibattito di sabato 2 settembre con il Ministro Claudio de Vincenti, il Presidente della regione Luca Ceriscioli, il Vicesindaco di Arquata del Tronto, il Sindaco di Amandola, il Sindaco di Pieve Torina e il Presidente della provincia di Ascoli Piceno intervistati dal giornalista Raffaele Vitali.

Un piazzale Collenuccio affollato di persone provenienti da tutta la regione, tutte per ricordare che le Marche sono unite e insieme torneranno a rinascere. La parola viene subito data al Presidente Ceriscioli, il quale ci tiene a ricordare, che “il terremoto non è solo occuparsi dell’emergenza, ma c’è tutto un lavoro successivo, come lo smaltimento delle macerie, la messa in sicurezza delle attività (218 stalle realizzate per continuare l’attività produttiva) e la ricollocazione delle casette cercando di portarle vicino al luogo di residenza di questi cittadini colpiti dal terremoto”. Perché sottolinea Ceriscioli: “il nostro territorio deve tornare ad essere migliore di prima”. È la volta poi del sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, un comune che sta all’interno della comunità montana e fa parte delle aree interne. Il sindaco ci dice che il 93% degli edifici è inagibile, ma la speranza di rinascita non ha mai abbandonato la sua comunità. Ha ancora in bocca il sapore delle macerie, quello delle case e delle attività di Pieve Torina. Prende poi parola Michele Franchi, vicesindaco di Arquata del Tronto, un comune che dopo il 24 agosto ha perso anche il suo capitale umano: 51 vittime, persone morte sotto i crolli, ma anche alcuni mesi dopo per il dispiacere. “Anziani – dice – che non hanno accettato di vedere le loro case crollare e si sono lasciati morire”. Ma il motto di Franchi e di questo comune è: guardare al futuro, grazie anche alle 42 casette consegnate e alle prossime che arriveranno a breve, del resto - come ci dice - “abbiamo la fortuna di guardare al futuro”. In un piazzale commosso dai racconti, prende la parola il Ministro De Vincenti, il quale definisce: “il lavoro e le condizioni di vita di questi territori il tema chiave”. “Come Governo – sottolinea – fin da subito abbiamo dato sostegno alle attività produttive di questi territori colpiti dal terremoto. Bisogna tornare ad investire in questi Paesi, perché solo così potranno rinascere. Esemplare è stato l’impegno di Della Valle che investendo ad Arquata ha pensato al futuro di quei giovani.” Prosegue dicendo che: “dobbiamo pensare alla ricostruzione di quei paesi mantenendone l’identità e migliorando la vita di queste persone, con case sicure e servizi”. I giovani sono per il Ministro il motore di queste zone e proprio per questo devono essere date a loro le condizioni necessarie per poter rimanere nelle loro terre, quali: investimenti e lavoro. Un passaggio importante del dibattito è anche quando viene affrontato il tema della ricostruzione. Infatti sarà garantito per le prime e seconde case un contributo del 100%. Perché il 100% anche per le seconde case? “Perché - ci spiega - sebbene queste persone abitino altrove, hanno il cuore lì, le loro radici sono in questi luoghi ed è giusto tutelare anche loro”. La parola viene poi affidata al sindaco di Amandola, Adolfo Mariangeli, il quale si è distinto dagli altri comuni del cratere per essere intervenuto con delle puntellature (pannelli di legno) a carico del comune sugli edifici danneggiati. “Infatti” spiega “l’estate per noi è molto importante dal punto di vista turistico, quindi perché far vedere ai turisti la distruzione che il terremoto ha lasciato? Per noi questi interventi sono stati importanti per poter tornare a credere nel futuro”. Ricordo anche che Amandola è un comune famoso anche per il grande ospedale di riferimento per quella zona. Il discorso prosegue poi con il Presidente della provincia di Ascoli Piceno Paolo D’Erasmo, il quale afferma che la provincia fin dalle prime ore è stata al servizio dell’emergenza e ancora può fare tanto per i piccoli comuni, conoscendo il territorio e le diverse dinamiche ad essi connesse, consapevole però che il ruolo delle provincie è abbastanza limitato. Il Ministro interviene dicendo che “nonostante il referendum sulla Riforma Costituzionale, non sia passato, bisogna ripensare al ruolo delle provincie. Un ruolo di programmazione e regolazione dei servizi come ad esempio la distribuzione del gas. Lo stesso Ceriscioli sollecitato dal giornalista Vitali afferma che: “la gestione della ricostruzione è da affidare alle provincie e ai comuni, perché conoscono meglio il territorio” afferma poi che “le risorse sono concrete per la ricostruzione e la regione si risolleverà quanto prima”. Il dibattito si conclude con il Ministro De Vincenti, il quale ritiene ragionevole la proposta del sindaco di Pieve Torina sulla diversa priorità di ricostruzione delle zone colpite dal terremoto, infatti ci sono zone più e meno colpite da questo. Ed è impegno del Governo ascoltare tutte le sollecitazioni e proposte di questi territori che vivono sulla loro pelle i disagi del terremoto. Vi saluto con un messaggio di speranza del sindaco di Pieve Torina: “un mio cittadino di 91 anni mi disse la notte del terremoto, sindaco fammi tornare nel mio comune. Appena arrivata la prima casetta l’ho assegnata a lui, non ha fatto altro che piangere, ma so che quello era il mio dovere da sindaco e che ho reso felice questo mio cittadino”. Che questo sia un esempio di buon auspicio per la rinascita della nostra regione e per un futuro più roseo.

Jessica Belpassi, redazione web

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