Sdradicare la povertà. A Pesaro il Pd incontra la Caritas

Un focus sul tema della povertà. Un cammino intrapreso da qualche settimana dal circolo Pd "Centro Mare" di Pesaro con una serie di incontri di approfondimento promossi dal segretario di circolo Luca Storoni. Ieri c'è stato un incontro con i responsabili della Caritas e poi una cena alla mensa dei poveri con la presenza del segretario provinciale, Giovanni Gostoli, e l'Assessore ai servizi sociali del comune di Pesaro, Sara Mengucci

Il segretario provinciale dem, Giovanni Gostoli, su facebook ha scritto:

Incontro poi cena alla mensa della Caritas a Pesaro.
La generosità di queste realtà è meravigliosa. Un impegno prezioso di cui bisogna essere grati, perché costruiscono una comunità più solidale e quindi migliore per tutti. Siamo stati qui per ascoltare, capire e confrontarsi insieme sulle cose fatte e da fare sul tema della povertà. 
Proprio oggi è stata presentata una proposta di legge del Partito Democratico per rafforzare uno strumento che già c’è: il Reddito d’inclusione. È la prima misura italiana di protezione delle persone e contrasto alla povertà. Una rete di sicurezza per tutti i cittadini che vivono o potrebbero affrontare un periodo di difficoltà.
È possibile azzerare in poco tempo la “povertà assoluta” investendo più risorse nel Reddito di inclusione. Proponiamo di raddoppiare subito le risorse dai 3 miliardi attuali ai 6 miliardi di euro, allargare la platea dei beneficiari e arrivare a più persone, aumentare l’assegno economico, implementare i servizi sociali alla persona. Al fine, da un lato, di sostenere economicamente chi è in difficoltà e, dall’altro, dare una mano a rialzarsi e trovare un nuovo percorso lavorativo.
Da qui deve ripartire il Pd.
Dai più deboli, dalla gente che non arriva a fine mese, dal ceto medio provato da una lunga crisi economica, dai giovani precari sfruttati, dai lavoratori autonomi a volte dimenticati, dai piccoli imprenditori prigionieri della burocrazia.
L’impegno a ridurre le diseguaglianze, non solo quelle di reddito, è un obiettivo contenuto anche nei punti di Agenda 2030. 

SRADICARE LA POVERTA' - LA NOSTRA PROPOSTA PER POTENZIARE ED ESTENDERE IL REDDITO DI INCLUSIONE

http://deputatipd.it/blog/sradicare-la-povertà

I RISULTATI SUL REDDITO DI INCLUSIONE NELLA SCORSA LEGISLATURA.

A fine 2017 l’Italia si è dotata della prima misura nazionale di carattere strutturale per il contrasto alla povertà e all’esclusione sociale nella storia repubblicana.

Il Reddito di inclusione è in vigore dal 1 gennaio 2018, ma il percorso dei governi a guida Pd sul contrasto alla povertà inizia prima.

Già con la legge di bilancio per il 2016, il governo Renzi ha stanziato 1 miliardo di risorse strutturali per la sperimentazione del Sia (Sostegno per l’inclusione attiva), l’antesignano del Reddito di inclusione su cui è stata condotta la prima sperimentazione, e ha fatto partire (con un collegato alla Legge di bilancio) il percorso della legge delega che ha portato al Reddito di inclusione.

Un percorso graduale quindi ma l’opposto di quello proposto dal governo Conte.

5 Stelle e Lega promettono due miliardi per un fantomatico rafforzamento dei centri per l’impiego, poi si vedrà. Il nostro governo ha stanziato subito 1 miliardo strutturale per la garanzia del reddito delle famiglie sotto la soglia di povertà (privilegiando inizialmente quelle con minori a carico) e ha creato la cornice legislativa unica dove sarebbero poi confluite le risorse ulteriori stanziate con le leggi di bilancio per il 2017 e per il 2018.

Un disegno organico fin dall’inizio che si è poi arricchito di ulteriori miliardi (sempre strutturali) e strumenti attuativi.

Dal 1 luglio 2018, con il venir meno dei requisiti familiari (figli minori, gravidanza, disabilità, ecc.) il Reddito di inclusione diventa compiutamente universale in linea con il suo disegno originario. L’unico requisito per accedervi è quello di essere al di sotto di una soglia di reddito e patrimonio.

Nello specifico, il reddito di inclusione si articola in due strumenti.

1.      Sostegno al reddito: un beneficio economico erogato mensilmente attraverso una carta di pagamento elettronica (Carta Rei) sulla base del numero dei componenti del nucleo familiare.

2.      Servizi alla famiglia: un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa predisposto con il supporto dei servizi sociali del comune che operano in rete con gli altri servizi territoriali e con il terzo settore.

ECCO IL CONTENUTO DELLA NOSTRA PROPOSTA PER POTENZIARE ED ESTENDERE IL REDDITO DI INCLUSIONE.

Come detto, dal 1 luglio 2018 il Rei diventa compiutamente universale, dando un reddito e servizi a 700 mila famiglie (2,5 milioni di individui) in condizioni di fragilità sociale. Si tratta di un risultato storico per il nostro stato sociale. Ma secondo le stime Istat, anche per via delle ferite della crisi economica che non si sono ancora rimarginate nonostante la ripresa degli ultimi anni, le famiglie sotto la soglia di povertà in Italia sono ancora di più. Per questo proponiamo di stanziare 3 miliardi di euro annui dal 2019, raddoppiando le risorse a disposizione del Fondo povertà. Il numero di famiglie beneficiarie del Rei sarebbe così esteso a circa 1 milione e 400 mila, raggiungendo tutti gli individui in condizione di povertà secondo l’Istat.

La nostra proposta di legge non si limita a estendere la platea dei beneficiari, ma incrementa gli importi del beneficio economico del Rei agendo su diverse leve: (I) l’aumento del beneficio economico da 3.000 a 4.000 euro; (II) l’eliminazione del parametro per cui tale valore è moltiplicato, a oggi, in sede di prima applicazione, al 75%; (III) l’innalzamento del massimale del beneficio economico erogabile dal 110 al 150% dell’assegno sociale. A titolo d’esempio, il combinato disposto di questi interventi porterebbe l’importo del beneficio per una famiglia con figli a un ammontare pari a 750 euro. Proponiamo inoltre di rendere più generoso il beneficio anche nella sua continuità per chi persiste in condizioni di bisogno. Attualmente, dopo 18 mesi di fruizione, il sostegno è rinnovabile per ulteriori 12 mesi solo dopo che ne siano trascorsi 6; la nostra proposta di legge riduce da 6 a 2 mesi il periodo di sospensione necessario ai fini del rinnovo.

Per favorire l’occupabilità dei beneficiari del Rei e il loro reinserimento lavorativo, la nostra proposta consente loro di accedere all’assegno di ricollocazione previsto dal Jobs act, anche se non in possesso dei requisiti normalmente richiesti (permanenza in Naspi e stato di disoccupazione di durata non inferiore a quattro mesi). Inoltre, in caso di successo occupazionale, l’importo dell’assegno di ricollocazione per questi soggetti è raddoppiato, a parità di altre condizioni. La nostra proposta innalza anche la quota del Fondo povertà destinata al rafforzamento degli interventi e dei servizi sociali, e consente l’assunzione di nuovi contingenti di assistenti sociali da parte dei comuni in deroga ai vincoli alle assunzioni previsti dalla legislazione vigente. Perché il Rei è innanzitutto uno strumento di attivazione sociale e lavorativa, non un mero trasferimento di carattere assistenziale.

“Vogliamo portare il Bes nelle politiche locali”

Alla “prima” del Dipartimento Bes, tanti iscritti e simpatizzanti e gli interventi di Speroni, Ricci e Marchegiani

L’avvio del dipartimento provinciale del Partito Democratico, dedicato al Benessere Equo Sostenibile, ha visto la Sala Rossa del Comune di Pesaro affollata di iscritti e simpatizzanti, con interesse registrato anche da rappresentanti di alcune sigle sindacali e della cooperazione sociale. È intervenuto Donato Speroni del segretariato Asvis, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile guidata dall’ex ministro Enrico Giovannini. Presenti, con interventi dedicati ai rispettivi piani strategici comunali, il sindaco di Pesaro Matteo Ricci e il vicesindaco di Fano Stefano Marchegiani. Pierpaolo Bellucci, neo-responsabile del dipartimento Bes, ha introdotto la tavola rotonda parlando delle “necessità di portare un nuovo metodo di pianificazione amministrativa, cogliendo il secondo semestre del 2018 come un arco di tempo propizio a costruire i programmi amministrativi per il prossimo quinquennio, con il denominatore comune della sostenibilità e della continua tensione alla misurazione e rendicontazione dei risultati raggiunti”.

Il segretario provinciale PD Giovanni Gostoli, nelle conclusioni, ha dato la cifra politica del Bes nella programmazione delle prossime sfide locali: “Avviamo questo dipartimento nel cinquantesimo anniversario dell’assassinio di Bob Kennedy. Un grande democratico, punto di riferimento per tante generazioni, colui che per primo poco prima di morire aveva spinto la società ad andare oltre il Pil che misura tutto ma non ciò che rende la vita degna di essere vissuta”. Poi la sfida che coinvolge l’Anci: “Il Bes non supera, ma integra il Pil. Insieme agli indicatori economici, il benessere di una comunità si misura attraverso aspetti sociali, ambientali e di sostenibilità intesa a 360 gradi. In questi anni, a livello nazionale e internazionale, sono stati fatti passi avanti importanti sui temi cruciali dello sviluppo sostenibile: adesso serve fare di più, dando vita ad un percorso capace di calare il Bes nella prassi amministrativa dei Comuni. L’idea è semplice e ambiziosa: se il Bes dal 2016 è diventato punto di riferimento per Governo e Parlamento nella stesura del Documento di economia e finanza (Def), perché non impegnarsi affinchè diventi punto di riferimento per pianificare le politiche strategiche su scala comunale? È una proposta sulla quale - nelle Marche e in Italia - deve lavorare anzitutto l’Anci”. Infine, la linea politica per i prossimi mesi: “Nel frattempo investiremo tutte le nostre energie per costruire idee e proposte, orientate dagli indicatori del Bes, in vista delle Amministrative 2019. Priorità nelle quali vogliamo offrire ai sindaci una visione e un impegno comune sulle cose concrete da fare nei propri Comuni, orientate alla crescita del benessere dell’intero territorio provinciale”.

Lo scorso 14 giugno è stato pubblicato l’aggiornamento su scala provinciale dell’ultimo rapporto Istat sul Bes 2017, con i dati di tutte le 110 province italiane. Pesaro e Urbino, nel complesso, si attesta lievemente al di sopra della media nazionale. Ci sono luci e ombre, tante criticità e disuguaglianze prodotte dalla crisi economica, sulle quali serve uno sforzo più intenso da parte di chi amministra: “Il PD nazionale – conclude Gostoli - per ripartire deve costruire un nuovo progetto politico basato sulla metodologia del Bes e le sfide dell’Agenda 2030 dell’Onu. Per una forza che vuole tornare a immaginare il futuro di un Paese incentrato sullo sviluppo sostenibile, i 17 obiettivi dell’Agenda 2030 offrono uno straordinario quadro concettuale solido e utile a migliorare la qualità della vita delle comunità”.

Il Benessere Equo Sostenibile è un cruscotto di indicatori statistici coniato dall’Istat nel 2013. Dal 2017 è parte integrante del Documento di Economia e Finanza (Def). A livello internazionale, il Bes si coniuga con il percorso pedagogico di sviluppo sostenibile avviato dall’Agenda 2030 dell’Onu.

Maggiori informazioni sulla pagina Facebook “Benessere Equo Sostenibile PD PU” (fb.com/bespdpu).

 

“La Vita Degna”: il PD parla di BES nei cinquant'anni dall'assassinio di Robert Kennedy

Venerdì 15 Giugno 2018 alle ore 18.30 nella Sala Rossa del Comune di Pesaro in piazza del Popolo, si terrà l’evento “La Vita Degna” nei cinquant’anni dall’assassinio di Robert Kennedy. Sarà l’occasione per avviare il percorso del nuovo Dipartimento sul Benessere Equo Sostenibile attivato dal Partito Democratico di Pesaro e Urbino.

Dopo l’introduzione di Pierpaolo Bellucci, responsabile del neonato Dipartimento, interverrà il prof. Donato Speroni, segretario dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (Asvis) e profondo conoscitore dei temi legati alla misurazione del benessere, della qualità della vita e dello sviluppo sostenibile. Conclusioni affidate al segretario provinciale PD Giovanni Gostoli. Parteciperanno sindaci e amministratori del territorio provinciale.

“La scelta di dedicare un Dipartimento tematico al Benessere Equo Sostenibile all’interno dell’esecutivo provinciale – spiega il segretario PD Giovanni Gostoli – è dovuta alla volontà di fornire strumenti per una governance innovativa degli enti locali. I nostri amministratori potranno acquisire nozioni e buone prassi utili sia per il governo di oggi, sia per la campagna elettorale che ci vedrà protagonisti nella prossima Primavera, quando saremo chiamati a riconquistare buona parte dei Comuni del territorio provinciale”.

“Misurare la qualità della vita non è soltanto un’attività accademica o per addetti ai lavori - aggiunge Pierpaolo Bellucci, responsabile del Dipartimento sul Bes – ma una prassi alla quale un amministratore non può sottrarsi. Al di là del nozionismo, desideriamo trasmettere il messaggio che un ente locale deve essere guidato con un cruscotto aggiornato di indicatori, allineati sul comune denominatore dello sviluppo sostenibile. Per questo l’esperienza nazionale e internazionale di Donato Speroni risulterà preziosa per la nostra attività ventura”.

Il Benessere Equo Sostenibile è un cruscotto di indicatori statistici coniato dall’Istat nel 2013. Dal 2017 è parte integrante del Documento di Economia e Finanza (Def). A livello internazionale, il Bes si coniuga con il percorso pedagogico di sviluppo sostenibile avviato dall’Agenda 2030 dell’Onu.
Maggiori informazioni sulla pagina Facebook “Benessere Equo Sostenibile PD PU”.

 

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Viva l'Italia, viva la Repubblica

Attacco alla Costituzione, solidarietà Pd al presidente Mattarella. Il volantino per i circoli PD

Solidarietà al capo dello Stato da parte del Pd. Il presidente del Pd Matteo Orfini e il segretario reggente Maurizio Martina hanno condiviso la solidarietà verso il presidente Mattarella e dichiarato apprezzamento totale del suo discorso in difesa della Costituzione.

Anche Paolo Gentiloni su twitter e Matteo Renzi su Facebook sono intervenuti.

Il segretario reggente del Pd Martina ha scritto su Twitter: “Il presidente della Repubblica ha difeso il Paese, la Costituzione, l’interesse nazionale. È il garante degli italiani. Per 80 giorni Lega e Cinque Stelle hanno invece portato in modo irresponsabile l’Italia sull’orlo di una crisi senza precedenti”.

Nel pomeriggio, Martina, a margine di una iniziativa elettorale a Cinisello Balsamo, ha sottolineato che c’è chi vuol far rischiare all’Italia di diventare una nuova Grecia.
“Penso di sì – ha detto rispondendo a una domanda sul rischio Grecia – purtroppo qualcuno vuole che l’Italia rischi quello che ha rischiato la Grecia poco tempo fa. Devono stare molto attenti perché c’è il futuro del Paese in ballo. Altro che popolo contro Palazzo. Qui siamo alla partitocrazia pentaleghista contro gli interessi generali del Paese”.

Il presidente del Pd Orfini ha invece twitttato così: “Di Maio e Salvini avrebbero dovuto giurare sulla Costituzione. Che anche in questi istanti dimostrano di disprezzare”, mentre il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni sul social ha scritto: “Nervi saldi e solidarietà al Presidente Mattarella. Ora dobbiamo salvare il nostro grande Paese”.

“Di Maio e Salvini hanno preso in ostaggio l’Italia da tre mesi – ha esordito Renzi nel suo post su Facebook –  Dovevano governare ma fuggono dalle responsabilità: o non sono capaci o hanno paura. Nelle ultime settimane hanno bruciato miliardi di risparmi degli italiani con dichiarazioni scriteriate sull’Euro, sul debito, sul futuro”. E oggi, anziché far partire il Governo come avrebbero agilmente potuto fare, rilanciano contro il Presidente della Repubblica paventando la messa in stato di accusa. A loro non interessa cambiare l’Italia, ma vivere un conflitto permanente contro tutto e contro tutti, persino contro il Capo dello Stato. Sulle Istituzioni non si scherza: fermatevi, siete ancora in tempo.

“Noi stiamo dalla parte delle Istituzioni – ha ribadito Renzi – orgogliosi della nostra bandiera e della nostra appartenenza all’Italia e all’Europa. Faremo sentire la nostra voce, calma e coraggiosa, senza paura. Noi lo faremo in Parlamento, ma chiedo a tutti di farlo sui luoghi di lavoro, nelle sedi delle associazioni, negli incontri con gli amici. Se necessario nelle piazze. Perché oggi c’è bisogno di un popolo che dica no a chi vuole spaccare tutto, a chi usa alibi per non assumersi responsabilità, a chi gioca sulle ansie della gente. L’Italia è più forte e più grande di tutte le nostre paure.  Avanti insieme”.

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Sanità, Pd a M5S e Lega: “Contratto di governo in sintonia con la riforma nelle Marche”

Ieri sera incontro del Dipartimento provinciale con Fabrizio Volpini. Gostoli: “Vogliamo che tutta la comunità marchigiana sia protagonista del nuovo Piano Sanitario”

Nel contratto di governo M5S e Lega il capitolo dedicato alla sanità è molto in sintonia con il processo di riforma sanitaria avviato nelle Marche. Basta con la politica dei "due forni" : nelle Marche sostengono una posizione e contemporaneamente un'altra diversa a Roma”. Parole del segretario provinciale Pd, Giovanni Gostoli, all’incontro tenuto ieri sera in via Mastro Giorgio a Pesaro del Dipartimento provinciale Pd Salute e Sanità. All’incontro ha partecipato Fabrizio Volpini, consigliere regionale e presidente della commissione sanità in Regione Marche, ed è stato coordinato da Rosetta Fulvi, vicesegretaria provinciale Pd.

Vedremo con il tempo se le parole si tradurranno in fatti. La “prova del nove” sono le risorse destinate alla sanità pubblica che non deve subire tagli e il timore c’è considerate le tante promesse mirabolanti presenti nel contratto di governo. In particolare nel documento – ha aggiunto Gostoli – si scrive di superare il modello "ospedalo-centrico". Investire in alta tecnologia, digitalizzare SSN con particolare riferimento al Fascicolo Sanitario Elettronico e alle ricette digitali. Affrontare problema dell'invecchiamento della popolazione garantendo strutture socio-sanitarie e a bassa intensità di cura. Rivedere il ruolo di medico di medicina generale come perno del sistema. Preservare il modello di gestione del servizio sanitario a finanziamento prevalentemente pubblico. Punti condivisibili che sono tutto il contrario rispetto alle critiche dell’opposizione giallo-verde nelle Marche”.

Il Dipartimento provinciale Pd Salute, aperto ai professionisti del settore, nasce per dare un contributo alla riforma sanitaria che vuole implementare l’offerta dei servizi dalla costa alle aree interne, esigendo e vigilando sulla qualità. “Nei prossimi giorni toneremo a incontrarci per approfondire i singoli temi – dice Giovanni Gostoli - A cominciare dalla riduzione delle liste di attesa e la rete dell’emergenza nei quali bisogna spingere l’acceleratore. Poi inizieremo a discutere del nuovo Piano sanitario ed è già in programma un focus sulla salute mentale

“La riforma sanitaria è un processo aperto, un percorso in divenire, che non si realizza in un giorno. Ogni trasformazione comporta dei disagi iniziali, ma nel nostro territorio sono più dovuti ai ritardi sull’applicazione. Siamo consapevoli che la situazione può migliorare e la riforma serve proprio a questo scopo. Il Pd è impegnato a rafforzare la rete provinciale servizio sanitario pubblico partendo dai nuovi bisogni di salute dei cittadini. Parlano i numeri, non le chiacchiere. L’aumento del budget economico di spesa e del personale in sanità, oggi di circa 1200 dipendenti in più rispetto al 2014, è la dimostrazione di un chiaro investimento nella sanità pubblica. Molti gli investimenti di qualità anche sulle tecnologie per offrire alla comunità marchigiana anche strumenti innovativi per la cura delle persone”

Poi l’appello a Volpini: “Vogliamo che la tutta la comunità marchigiana sia protagonista del nuovo Piano Sanitario 2018-2020 oltre che la destinataria. Così come vorremmo mettere a disposizione l'esperienza e il modello di sanità del  PD chiedendo alla Regione di  scrivere il Piano insieme a tutti gli interlocutori e fruitori del servizio sanitario del territorio marchigiano, dai professionisti, ai sindaci, ai sindacati, ecc. Serve anche il continuo investimento da parte dell’Azienda Ospedaliera Marche Nord e dell’Asur – conclude Gostoli - per informare e far conoscere ai cittadini le tante professionalità, i servizi e le buone pratiche della sanità marchigiana”.

 

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