Aldo Moro e la lezione del dialogo oltre le ideologie

Nel giorno del 40esimo anniversario dalla morte di Aldo Moro la riflessione del segretario provinciale Pd, Giovanni Gostoli su Democratica: https://www.democratica.com/focus/aldo-moro-lezione-dialogo-ideologie/​  

Aldo Moro e la lezione del dialogo oltre le ideologie

Quarant’anni dalla morte di Aldo Moro, uno dei più grandi riformisti della storia italiana. Dopo cinquantacinque giorni di martirio il 9 maggio 1978 ha pagato con la vita l’impegno al servizio dell’Italia. Intellettuale e professore universitario in “prestito” alla politica, la sua visione resta a tutt’oggi fra le più significative. “Un uomo buono, mite, saggio, innocente e amico”, disse Paolo VI ai funerali.

La violenza criminale delle Br e del terrorismo è durata quasi dieci anni e ha compiuto centinaia di vittime. L’agguato di via Fani con l’uccisione degli uomini della scorta, il rapimento e la condanna del leader Dc, sono stati un attacco al cuore dello Stato e della democrazia italiana. In quel preciso momento è cambiato il corso della storia e il futuro del Paese.

Chi come me è nato negli anni Ottanta ha conosciuto Moro solo nei libri di storia, nelle riviste di cultura politica, in alcuni film, nei racconti di altri alle riunioni di partito, leggendo i suoi discorsi oppure gli articoli di giornale. Tante parole sono state scritte, perché immenso è stato il contributo di pensiero di Aldo Moro. Personalmente desidero ricordare uno dei “padri costituenti” con questa meravigliosa fotografia. Un’immagine presente anche in tanti circoli del Pd capace ancora di fare battere il cuore. La stretta di mano insieme a un altro gigante della storia, Enrico Berlinguer.

Per le nuove generazioni essa custodisce un prezioso insegnamento di chi credeva nei partiti e nella loro funzione storica. La lezione più bella, tra le tante preziose di Moro, è stata quella del “compromesso”: il dialogo oltre le ideologie. “Cum promittere”, promettere insieme. E trasformare il pensiero in azione per il bene comune e rigenerare la democrazia.

In questa fotografia non ci sono solamente due persone, due statisti, due leader, Moro e Berlinguer. Ci sono storie, culture, passioni e valori che si incontrano. Qualcosa di più grande. C’è il senso profondo di un rispetto reciproco e un modo di vivere l’impegno. Un sentimento genuino di cui oggi si sente tanto il bisogno. Quell’idea di preferire la politica ai tatticismi, l’incontro allo scontro, la gentilezza all’arroganza, la bellezza delle parole alla logica degli insulti, la convinzione di costruire con le persone ponti e non muri, la voglia di comprendere la complessità e non la facile suggestione della banalità, il desiderio non di chiudersi alle dinamiche del palazzo, ma di aprirsi ai bisogni e alle speranze del paese reale.

Insomma, la politica come missione, gesto di altruismo, rispetto e dialogo: farsi carico delle ragioni dell’altro. Di questo avrebbe bisogno l’Italia, qui c’è la missione originaria del Pd. Per continuare a difendere la democrazia. Una conquista che non è scontata e bisogna rinvigorire per tenerla viva. Dopotutto ricordare Aldo Moro oggi è una buona occasione anche per riflettere sul presente e “vivere il tempo che ci è stato dato con tutte le sue difficoltà”. E forse come diceva: «perché qualcosa cambi dobbiamo cambiare anche noi».

Giovanni Gostoli

Industria 4.0: oltre 13 milioni nel triennio per il salto tecnologico delle imprese

Tracciare una “via marchigiana” all'Industria 4.0, per segnare il progresso e la crescita dei distretti industriali e definire lo sviluppo della “fabbrica intelligente”. È l'obiettivo principale della proposta di legge regionale 150 sulla “Industria 4.0: innovazione, ricerca e formazione”. La pdl è stata presentata ed illustrata questo pomeriggio alla Sala degli Incisori del Collegio Raffaello di Urbino in un'iniziativa pubblica promossa ed organizzata dal Gruppo Pd Marche del Consiglio regionale, dal Pd cittadino di Urbino e da quello provinciale di Pesaro-Urbino.

La proposta di legge, che si sviluppa in 15 articoli, introduce il Piano straordinario (su programmazione almeno triennale) Industria 4.0 che mira innanzitutto allo sviluppo della manifattura innovativa e dell'artigianato digitale che vedono l'inserimento nel sistema produttivo delle tecnologie e dei sistemi digitali più avanzati, dall'Information and Communication Technology (ICT) alle Key Enabling Technologies (KEY) fino all'Internet of Things (IoT). Concetti non solo affermati sulla carta, ma per l'implementazione dei quali la Regione, anche attraverso la proposta di legge 150, prevede misure di attuazione e strumenti di intervento atti a promuovere e favorire il processo, con incentivi, investimenti ed agevolazioni, anche fiscali, per sostenere una trasformazione epocale - non a caso si parla di “Quarta rivoluzione industriale” -, imprescindibile ed inderogabile per assicurare la crescita economica del territorio marchigiano. La legge sarà finanziata nel triennio 2017-2019 con 13,2 milioni tra risorse statali, regionali proprie, regionali vincolate e risorse comunitarie.

 

«La crisi economica globale che ha colpito duramente anche il nostro territorio e contemporaneamente un contesto in cui la tecnologia è in continua evoluzione non possono che imporre una trasformazione delle imprese tradizionali, del loro modo di produrre. Queste devono cogliere la sfida dell'innovazione, integrando le tecnologie digitali ed Internet nei loro processi industriali se non vogliono essere espulse dal mercato ed essere competitive a livello mondiale»ha affermato il presidente della commissione Sviluppo economico, Gino Traversivi.



Una trasformazione che non può essere imposta e per la quale non bastano incentivi e finanziamenti, pure indispensabili, ma che deve essere frutto anche di una trasformazione culturale. Un cambiamento «che va accompagnato anche per il forte impatto sociale che avrà, radicando nella società il dilagante l'utilizzo degli apparati smart, anche rispetto all'occupazione - sottolinea Fabio Urbinati, relatore di maggioranza della pdl e capogruppo in Consiglio regionale -. La nuova fabbrica intelligente avrà bisogno sia di nuove professionalità in grado di condurre la digitalizzazione dell'impresa sia di manodopera qualificata e riqualificata, che sappia utilizzare nuovi strumenti e linguaggi: stampanti 3D, robot, nuove interfacce, affinché si possa realizzare senza fratture quell'integrazione tra persone, macchine ed oggetti che è alla base di questa quarta rivoluzione industriale». Non solo corsi di formazione e tirocini, la legge prevede anche la promozione di Hub digitali, FamLab e Academy aziendali che permettano di sviluppare idee e prodotti nuovi.

Una strategia, quella volta all'affermazione dell'Industria 4.0, avviata sin da subito da questa amministrazione regionale. Ne è dimostrazione, ad esempio, il bando “Manifattura e lavoro 4.0” - pubblicato lo scorso 8 settembre e chiusosi a febbraio 2018 - che prevede la concessione di contributi in conto capitale alle micro, piccole e medie imprese (Mpmi) manifatturiere marchigiane, ricordato dall'assessora all'Industria ed all'Artigianato Manuela Bora. Per il bando sono stati stanziati 9 milioni, più ulteriori 2 milioni derivanti dal Fse. Sono state 107 le domande arrivate, per 11 milioni di contributi richiesti e per investimenti complessivi previsti per quasi 35 milioni. «Questo è solo uno dei tanti interventi messi in campo per vincere le principali sfide della quarta rivouzione industriale. Sfide che vanno affrontate in maniera sistematica - le parole dell'assessora Bora -, a partire da quella dell'occupazione, con il delicato problema della riconversione di molte figure professionali».



L'assessora ha ricordato anche la necessità «per la moltitudine di Pmi che caratterizzano il nostro territorio di avere adeguate risorse finanziarie per poter fare il salto tecnologico. Occorre quindi favorire l’aggregazione di risorse sia pubbliche sia private per agevolare tale transizione, anche promuovendo un mercato alternativo dei capitali». Bora non ha mancato di sottolineare l'opportunità che in questo quadro di sviluppo rappresenta la Silver Economy: ovvero le tecnologie applicate all'invecchiamento attivo, alla salute ed al benessere della popolazione anziana «un settore nel quale è evidente il potenziale di convergenza con l'Industria 4.0 e sul quale la Regione Marche è da tempo impegnata».

 

Il PD di Urbino riparte dal territorio, ecco le iniziative dei circoli

Il PD di Urbino dopo le politiche appena svoltesi il 4 marzo riparte dal territorio e dai circoli. Dal centro storico alle periferie, partiamo proprio dall’ascolto di tutto un territorio, dalle esigenze e proposte dei cittadini.

Il lavoro del Partito Democratico di Urbino non parte altrove ma dalla base.

Infatti nel mese di aprile ci sarà un fitto calendario di incontri sul territorio aperto a tutti. Incontri organizzati e coordinati dai segretari di circolo e dalla segreteria del PD di Urbino. Gl’incontri hanno come obiettivo principale il coinvolgimento dei cittadini, per conoscere le istanze del territorio e costruire insieme il programma elettorale per le elezioni comunali del 2019.

Partiamo dalle domande che i cittadini ci pongono, alla politica il compito di lavorare per dare risposte adeguate.

Il PD di Urbino parte da qui, dal confronto con i cittadini e con le varie anime politiche che con senso di responsabilità e serietà vogliono costruire qualcosa di importante per la città di Urbino.

Vi aspettiamo

Calendario iniziative con date già confermate:
Circolo di Canavaccio - 13 aprile - ore 21 presso circolo Acli (già svolta)
Circolo Trasanni-Torre - 16 aprile - ore 21 presso la sede PD Urbino
Circolo Piansevero - 18 aprile - ore 21 presso la sede PD Urbino
Circolo Montesoffio - 18 aprile - ore 21 presso circolo ARCI
Circoli Cà Mazzasette Miniera Montecalende Schieti e Pieve di Cagna - 23 aprile - ore 21 presso La Casa del Minatore, Miniera di Urbino
Circoli Mazzaferro e Centro - 26 aprile - ore 21 presso la sede PD Urbino

Nei prossimi giorni aggiorneremo il calendario anche con le date dei Circoli di Gadana-Cavallino e Pallino-Pantiere

 

 

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