Un Pd a km zero

Il Pd ha un grande bisogno di rigenerarsi nei territori. Ogni rendita politica è finita perfino in quelle realtà tradizionalmente di centrosinistra. La mobilità del voto è più forte, sempre più locale nelle amministrative, e la fiducia dei cittadini si misura sulle proposte e sulle persone del momento. Ogni comune ha una storia a se, ogni cinque anni è una nuova sfida. Non basta la buona amministrazione se non si aggiunge la capacità di creare coesione sociale, di costruire significati che motivino i cittadini e li facciano sentire comunità. Si vince quando si convince sull'idea di futuro e non con gli occhi rivolti al passato. Per questo serve, ancor di più, un partito che sappia essere moderno e dinamico.

Dopo le ultime elezioni il quadro politico nei comuni medi e piccoli è profondamente cambiato. La crisi del centrodestra apre la strada al M5S e ai campanilismi civici. I partiti di centrodestra in molti luoghi non ci sono più. Anche a sinistra del Pd le cose non sembrano migliori. Sono lontani anni luce le coalizioni conosciute fino a qualche tempo fa. È l'effetto dei "non-partiti" degli ultimi vent'anni: simboli vuoti, di proprietà di un leader, senza organizzazione e democrazia interna, storie legate alle ambizioni di pochi anziché alla partecipazione dei più. Quando ci sono spesso non riescono a guardare oltre le mura del comune. Il Pd è l'unica realtà radicata dove la democrazia si rinnova ogni giorno. Alla luce di questa nuova situazione, però, i democratici devono cambiare. Cogliere la grande opportunità di innovare, sapersi mettere in discussione, per parlare a quegli elettori orfani di un partito, sia a destra che a sinistra. Persone che desiderano respirare una bella politica: non è anti politica, ma la voglia di un'altra politica. 

Per farlo occorre un Pd a km zero, in grado di vivere nei territori dentro i bisogni, le speranze e i sentimenti delle persone. Genuino come la passione dei volontari e dei sindaci. Capace di rinnovarsi, sempre, con un modello organizzativo aperto, accogliente e sensibile alla vita delle persone, ai nuovi tempi di vivere e di fare politica. Senza contrapposizioni, perché le cose belle si uniscono: la piazza reale può stare insieme alla piazza virtuale; chi aderisce può cercare momenti di confronto sui temi con il popolo delle primarie. Un Pd a km zero che invece di avvitarsi nel vecchio dibattito tra la radice e la chioma dell'albergo capisce davvero che la questione odierna è rendere fertile la terra dell'impegno civile. Così il compito del Pd nazionale è di mettere le periferie al centro, fare squadra con i territori, per dare una mano ai circoli a essere più cooworking e startup di idee, capaci di costruire nuove e vere classi dirigenti. Luoghi pieni di vita in cui metterci il cuore.

Giovanni Gostoli
Segretario provinciale Pd Pesaro e Urbino
@giovannigostoli

No Imu-Tasi Day. Gostoli (PD): "Ridurre le tasse è una scelta di buon senso"

"È la più grande riduzione delle tasse degli ultimi vent'anni. Oggi ridurre la pressione fiscale non è di destra o di sinistra, ma una scelta di buon senso". Sono le parole del segretario provinciale Pd di Pesaro e Urbino, Giovanni Gostoli, in occasione del "No Imu-Tasi Day" promosso dal Partito democratico.

Questa mattina il segretario democrat è stato prima ad Acqualagna, per un banchetto al mercato insieme al segretario di circolo Lorenzo Feligioni. Dopo Gostoli è andato a fare volantinaggio a Montelabbate, alla mensa dei lavoratori Cimas a Chiusa di Ginestreto. Infine, nel pomeriggio un altro banchetto all'Ipercoop di Pesaro, dove ha partecipato anche il sindaco di Pesaro e vicepresidente nazionale del Pd, Matteo Ricci e la vice capogruppo Pd alla Camera dei Deputati, Alessia Morani. Altri momenti di informazione e incontro con i cittadini sono stati organizzati anche a Fano e Urbino.



"Niente più Tasi per 19,5 milioni di famiglie, così come per l'Imu agricola e sugli imbullonati - aggiunge Gostoli- Misure concrete che vengono dopo gli 80 euro in busta paga in più per tanti lavoratori, sgravi dell'Irpef per le imprese che hanno assunto a tempo indeterminato".

E poi prosegue: "I marchigiani pagheranno 96 milioni di tasse in meno, di cui circa 87 milioni di euro della Tasi sulla prima casa. Nella città di Pesaro significa meno 4,5 milioni, mentre a Urbino circa 600 mila euro" In Italia il 74,3% dei contribuenti che ha smesso di pagare la Tasi prima casa - dicono le statistiche del Pd - guadagna meno di 28000 euro lordi. Il 72,2% delle case sono di tipo civile, economico, popolare e ultrapopolare. Il taglio Tasi riguarda per il 40,8% lavoratori dipendenti, per il 34,4% pensionati, per il 14,6% lavoratori autonomi. "Pagare meno tasse e pagare tutti: il governo Renzi ha ottenuto anche buoni risultati dalla lotta dell'evasione fiscale".

Oggi su l'Unità i banchetti di Pesaro e Acqualagna

Giù le Tasse Day

La più grande riduzione delle tasse degli ultimi vent'anni. In provincia di Pesaro e Urbino saremo con banchetti e volantinaggi a Pesaro, Fano, Urbino, Acqualagna e alla Cimas mensa lavoratori a Ginestreto (Montelabbate) #GiùleTasse

Giovedì 16 giugno, milioni di italiani non pagheranno la Tasi sulla prima casa così come non pagheranno Imu e Irap agricola e Imu su imbullonati.
Nello stesso giorno le imprese che hanno assunto lavoratori a tempo indeterminato vedranno una riduzione dell’Irap come mai prima.

E’ una riduzione di tasse senza precedenti negli ultimi vent’anni. Lo abbiamo fatto e continueremo a farlo per colmare il deficit di futuro che l’Italia ha accumulato e che ha una misura molto concreta: il livello degli investimenti, pubblici e privati, sceso drammaticamente dal 2011 al 2014.

Il 2015 è stato l’anno dell’inversione di tendenza, con il recupero dell’1% di PIL: il 2016 dovrà essere l’anno della ripresa consolidata.

Per questo il Pd scende in piazza, per incontrare i cittadini e raccontare tutto quanto si è fatto per tagliare le tasse a chi vuole cambiare il Paese, dagli 80 euro alla decontribuzione sui neoassunti al super ammortamento, dalla fine dell’Imu agricola e sugli imbullonati al nuovo regime dei minimi per le partite Iva. Ma non solo: accanto alla partita economica c’è quella legata ai diritti civili, alla pubblica amministrazione, alle riforme istituzionali, agli investimenti su scuola, ricerca, cultura, settori sui quali fino ad ora si era abbattuta più di tutti la scure dei tagli.

Stiamo colmando il deficit economico ma soprattutto quello di futuro che il nostro Paese ha accumulato in questi anni. E vogliamo farlo insieme a tutti quelli che hanno a cuore il cambiamento necessario perché l’Italia riparta.

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