Il Sindaco più nazionale d’Italia. Paolo Del Debbio intervista Matteo Ricci

Fumino, moderato, preparato. Lo presenta così Paolo Del Debbio, conduttore di Quinta Colonna, Matteo Ricci, il sindaco più nazionale d’Italia. Saluta e ringrazia Pesaro e la sua provincia il giornalista, che ha studiato a Urbino e passato qui alcuni tra gli anni più belli della sua vita. Poi è subito politica.

E si va subito al sodo. La prima domanda è la domanda per eccellenza. Dopo la sconfitta al referendum del 4 dicembre, quale sarà la legge elettorale con la quale si andrà alle prossime elezioni? Ricci è pragmatico, non vede spiragli per un cambiamento della legge elettorale. Si voterà con la legge approvata dalla Consulta per la Camera e l’attuale legge per il Senato. Un peccato, un’occasione persa, ribadisce il Sindaco di Pesaro, che, a buona ragione si domanda dove è finita ora l’eterogenea schiera di quelli che una nuova legge elettorale l’avrebbero varata in sei mesi, dopo aver tentato in vano per oltre 30 anni. Un sistema, quello attuale, che sembra fatto apposta per la I° repubblica, sottolinea Ricci, con il semplice particolare che quell’era politica è finita da un pezzo e che i partiti tradizionali non esistono più, con l’aggravante, aggiunge, che la legge attuale favorisce il fiorire di micro partiti personali ed una politica fatta di ricatti e veti incrociati.

E Del Debbio lo incalza. Allora, che farà Renzi, ritiene il Partito Democratico autosufficiente? Ricci non si fa pregare, l’obbiettivo minimo è arrivare primi per avere la responsabilità di governo, per arrivare, per quanto arduo, a quel 40% che farebbe scattare il premio di maggioranza. Bisogna ripartire da quel 41%, dai quei 15 milioni di italiani che hanno votato Si al referendum, da quell’Italia stanca della palude e che vuole cambiare davvero. Cambiare per crescere. Perché la discussione sulle coalizioni possibili rischia di essere surreale. Nel centrosinistra infatti, allo stato attuale, esiste solo il Partito Democratico e non è possibile fare il centrosinistra senza il PD, o peggio, chiedendo la testa di un segretario, che ha vinto primarie e congresso, il segretario dell’unico partito che elegge in maniera trasparente e aperta il proprio leader.

Il modello di coalizione, evocato da Ricci, è quello proprio di molte amministrazioni locali per arrivare ad un centrosinistra largo che vada da Calenda a Pisapia. Perché dopo anni di recessione finalmente, grazie all’operato del governo, si vedono i segnali di ripresa economica. Ed il PD, a differenza del disastro dei 5 stelle, offre l’unica proposta di governo credibile al paese.

Del Debbio insiste, parla di problemi con l’album di famiglia, alludendo a MDP, disposta a tutto per affossare Renzi. L’esempio siciliano è sotto gli occhi di tutti, prosegue il sindaco di Pesaro. In Sicilia abbiamo ripreso il modello vincente rappresentato da Leoluca Orlando, proponendo il rettore dell’università di Palermo. Abbiamo incassato il si convinto di Pisapia, ma MDP si è smarcata. Ma il popolo è stanco delle fazioni ed eccetto qualche quadro un po’ frustrato, saranno in pochi a seguire MDP.

Del Debbio chiede allora di commentare l’uscita di Gad Lerner dal partito per le posizioni sull’immigrazione. Ricci si rifà alla migliore tradizione politica del PCI, il cui senso dello Stato e dell’ordine ha sempre caratterizzato la sua azione e la sua classe politica. La sinistra riformista infatti, afferma Ricci, deve tenere insieme, da posizioni di Governo, rigore e solidarietà. La linea sviluppata dal PD ed espressa da Minniti, altro non è che la linea sviluppata da amministratori e sindaci Democratici e consta di quattro punti essenziali: l’incremento delle risorse per la cooperazione internazionale;  la riduzione delle partenze che già ha dato i suoi frutti attraverso azioni ed accordi di carattere internazionale; un sistema di accoglienza diffusa che non preveda per ogni comune una percentuale di profughi superiore al 3x1000; la creazione di un sistema di volontariato di pubblica utilità che sappia essere occasione di integrazione attiva. E l’Europa deve fare la sua parte, perché se non c’è futuro senza Europa, vero è che l’Europa deve cambiare e rifuggire gli egoismi nazionali. Perché l’Europa, continua il vicepresidente del Partito Democratico, deve sostenere crescita ed investimenti, riducendo la pressione fiscale, dicendo no alle politiche di austerità e rivedendo dove necessario il trattato di Maastricht. L’obbiettivo è un PIL a +2%. Questa la ricetta, lo sblocco del patto di stabilità, non la decrescita felice o il reddito di cittadinanza che è contrario alla costituzione che fa del diritto al lavoro un diritto essenziale di ogni cittadino. Altra cosa è il reddito di inclusione sociale, voluto dal partito democratico, per combattere la povertà estrema, e che andrà ad alleviare le difficoltà di quasi due milioni di italiani.

Del Debbio passa poi a questioni internazionali, a quella forse più sentita ed attuale. Il terrorismo internazionale. Ricci elogia l’operato dei servizi e delle forze dell’ordine. Oltre 220 le persone segnalate e allontanate dall’Italia dai nostri apparati di sicurezza. Il terrorismo fatto in casa, si combatte investendo in cultura e sicurezza, attraverso un’opera di trasformazione delle periferie voluta dal governo Renzi che ha stanziato per la riqualificazione delle banlieue italiane oltre due miliardi di euro.

Poi si passa al capito terremoto, e al recente addio di Vasco Errani, da commissario per la ricostruzione. Ricci pur ribadendo la stima per l’ex presidente della regione Emilia Romagna lo interpreta a buon ragione come un brutto segnale, forse dettato da motivazioni politiche e al richiamo di Bersani in vista delle prossime elezioni. Ci si avvia poi alla conclusione, in una piazza gremita e partecipe.  L’intervista si conclude con un excursus personale che ripercorre le tappe della carriera politica di Ricci. Una passione nata da ragazzo, a 17 anni, grazie ai racconti del nonno emigrato in Belgio e alle feste dell’Unità, a cui lo portava, raccontandogli di Berlinguer, uomo perbene, dalla parte dei deboli. Quello spirito, quella concretezza, quell’ansia di fare le cose, ereditata da una famiglia di gente abituata a lavorare, Ricci la mette tutti giorni del suo mandato, ed è questa la sua soddisfazione più grande. Quella di vedere realizzate le proprie intuizioni ed i progetti per la sua città, riconoscimento che gli arriva da persone dagli orientamenti politici più diversi. Perché finalmente anche i Pesaresi più scettici hanno capito l’utilità e l’importanza di avere come inquilino di Piazza del Popolo, il sindaco più nazionale d’Italia.

 

Enrico Siepi

Redazione Web

Da Pesaro un alternativa al populismo guradando al futuro

Sabato 26 nell’area dibattiti di Piazzale Collenuccio è il turno di Debora Serracchiani intervistata da Andrea Pennacchioli. Incontro ricco di ottimi spunti di riflessione su quei temi che identificheranno il Pd come unica alternativa al populismo di Movimento 5 Stelle e Lega. Si parte subito dal tema caldo di questi giorni: l’immigrazione con un inevitabile riferimento ai fatti sconcertanti di Piazza Indipendenza a Roma.

debora serracchiani a festa pesaro 2017

“ Sull’edificio pendeva già un provvedimento del Tribunale per occupazione abusiva; il compito della politica era trovare un’alternativa abitativa ed è inaccettabile che l’Assessore ai lavori Pubblici non era al corrente di ciò e della presenza di minori”. Prosegue Serracchiani “ La violenza è sempre ingiustificata da entrambe le parti e bene ha fatto Minniti a dire che non ci saranno più sgomberi prima di una soluzione alternativa, ma è chiaro che il Comune non ha ottemperato alla sua funzione di mediatore”. Dal caso specifico si passa poi all’elaborazione della strategia adeguata per rispondere a problemi seri come immigrazione ed accoglienza che non lasciano spazio a superficialità e qualunquismo tagati Salvini “ Il clima italiano sta diventando pesante ed abbiamo posto il tema con forza da tempo anche nei confornti di un’Europa che ci ha lasciato soli”.  Poi aggiunge “ Noi abbiamo cercato di fare il massimo cercando di tenere insieme solidarietà e pragmatismo. Accoglienza diffusa che ci permette di attenuare le tensioni, ma nello stesso tempo barra dritta sul rispetto delle regole e coinvolgimento degli immigrati nei lavori socialmente utili. Non possiamo lasciare il campo a Salvini sfidandolo con soluzioni razionali non rivolte solo al consenso”.  Al centro del dibattito non poteva mancare il tema dell’abusivismo soprattutto dopo i crolli ad Ischia in seguito ad una scossa di relativa intensità. La posizione di Serracchiani è chiarissima: ”La lotta all’abusivismo è inanzitutto culturale e la politica dovrebbe raccogliere le sollecitazioni di Renzo Piano a non consumare ulteriore suolo, ma investendo risorse per riqualificare l’esistente. Nella mia regione c’era una quantità infinita di edifici abusivi e noi  ci siamo concentrati sull’investimento antisismico con l’obiettivo di mettere a norma ciò che gia c’è”.  Ma non basta perché la questione ne chiama in causa un’altra che è quella del cambiamento  della PA” Vanno garantiti il rspetto delle regole e il rifiuto del condono, ma l’accorciamento dei tempi liturgici della Pubblica Amministrazione va preso di petto rimettendo al centro la responsabilità di chi si occupa di determinate procedure e le soluzioni del ministro Madia su rotazione e Albo dei dirigenti secondo me vanno nella direzione giusta”. A questo punto il conduttore del dibattito Andrea Pennacchioli sposta l’asse del dibattito su quello che il Pd dovrà fare nei prossimi mesi partendo dalle elezioni siciliane cercando di avviare un ragionamento sul rapporto con le formazioni politiche alla sinistra delo PD “Il nostro partito deve guardare a sinistra rimettendo al centro programma e obiettivi da perseguire. Per le regionali siciliane abbiamo deciso di puntare su un candidato senza tessera di partito cercando di replicare il modello Palermo dove il PD è stato capofila di un’alleanza civica e larga,da Mdp ad Alfano, che poi si è rivelata vincente. Assurdo chi a sinistra fa di tutto per affossare il progetto riformista del PD solo per una questione personale nei confronti di Renzi che è stato eletto dal popolo delle primarie”. Non poteva mancare una riflessione sulla sobrietà della politica considerata l’azione e l’attenzione della Presidente Serracchiani su questo fronte” Ho abolito i vitalizi e decurtato del 40% le indennità dei consiglieri regionali e le spese di riserva per il Presidente. Approvo in toto la Legge Richetti e spero che entro la fine di questa legislatura diventi legge dello Stato”. In chiusura il tema vaccini anche all’indomani dell’inizio del prossimo anno scolastico “ Le vaccinazioni hanno debellato gravi malattie ed è preoccupante che oggi stiamo assistendo ad un inesorabile abbassamento delle coperture. Noi stiamo dalla parte della scienza e di quelle personalità autorevoli che stanno promuovendo uno strumento che tutela la salute di tutti”

Gianluca Vichi

Redazione web Festa Pesaro 2017

Racconto prima giornata di Festa Pesaro con Maurizio Martina

Festa Pesaro 2017 apre con il Ministro Martina, ecco il racconto della prima giornata a cura di Monica Generali, redazione web di Festa Pesaro.

Festa Pesaro è tornata ad animare il centro della città con dibattiti, ospiti e big della politica, musica e buon cibo. La ’10 giorni’ della Festa Nazionale Enti Locali del Pd si è aperta con il consueto taglio del nastro tricolore da parte degli organizzatori, amministratori locali e con la presenza del Ministro Maurizio Martina, il primo ospite di quest’anno.

A fare gli onori di casa il Segretario provinciale del Pd Giovanni Gostoli e la Segretaria Pd Pesaro Francesca Fraternali. “Diamo il via a questi 10 giorni di festa con la consapevolezza che la buona politica è quella che torna nella piazze. Questa è una festa popolare – ha detto Giovanni Gostoli- da qui inizia la nostra campagna elettorale”.  “Festa Pesaro sarà un’occasione d’aggregazione per tutti – ha aggiunto Francesca Fraternali- e questo soprattutto grazie ai tanti volontari che ci lavorano”.

Con loro sul palco anche all’Organizzatore nazionale Andrea Rossi che ha dato appuntamento a tutti alla Festa Nazionale che si terrà a Imola dal 9 al 24 settembre. “La Festa è bella perché in essa si fondono le due espressioni più importanti della politica: il volontariato e l’energia locale. Ringrazio i volontari che in tutta Italia stanno mantenendo un presidio sul territorio, contatti e relazioni”.

Come da programma, alle 19, è salito sul palco dell’area dibattiti di Piazzale Collenuccio il primo big della politica, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina intervistato dal capo servizio de Il Resto del Carlino di Pesaro Luigi Luminati. Davanti ad un piazzale gremito, il Ministro e Vicesegretario Pd ha parlato del futuro del partito, di legge elettorale e di immigrazione. “Siamo all’inizio di una nuova stagione ed è utile concentrare l’attenzione sul lavoro che il Partito Democratico deve fare anche in vista delle prossime elezioni. La Festa è da sempre un elemento importante per noi per poterci concentrare sui cittadini. In particolare questa di Pesaro è da sempre un riferimento per il partito a livello nazionale”. Il Ministro Martina ha poi sottolineato l’importanza dell’unità del Pd, necessaria per “sconfiggere” la destra e il Movimento 5 stelle. “Abbiamo governato il paese in anni difficili, lo facciamo oggi con Gentiloni. Il Partito deve essere pensato come la soluzione ai problemi della politica italiana- continua Martina- non come un problema. Quando Bersani dice che non vuole discutere con Matteo Renzi è come se dicesse che non vuole discutere con il Pd stesso”.  A proposito di Renzi e Gentiloni, Il Ministro Martina ha risposto così alla domanda sul futuro candidato Pd alla Presidenza del Consiglio: “Sarà Renzi. E’ stato eletto segretario da quasi 2 milioni di persone. Gentiloni è una parte fondamentale del gruppo dirigente di questa comunità politica e sarà protagonista anche in futuro.  Siamo una squadra che può contare su un insieme di profili unici. Molto spesso sento dire che il Pd è il partito di Renzi, in realtà è l’unico non personale di questo Paese. Ad esempio la Lega non esisterebbe senza Salvini, così come il M5S senza Di Maio. Il Pd non è solo Renzi, sono sicuro che senza di lui questa piazza – rivolgendosi alle tante persone presenti- sarebbe comunque piena”. A proposito di elezioni, il discorso si è poi spostato sulla legge elettorale. “Mi piacerebbe tornare all’ idea di collegi uninominali territoriali sulla falsa riga del Mattarellum. Una legge che costruisce il rapporto più stretto possibile tra elettore ed eletto – sottolinea il Ministro Martina- ma sarà difficile trovare le condizioni per cambiare la legge elettorale a pochi mesi dal voto”.

Per concludere, l’altro argomento affrontato è stato quello dell’immigrazione legata anche ai recenti fatti di cronaca. “È necessario far capire che cosa significa l’accoglienza diffusa, dobbiamo andare avanti con lo Ius Soli. È fondamentale capire che coloro che nascono nel nostro territorio e hanno diritto alla cittadinanza hanno anche dei doveri da rispettare. Più si alza il rapporto di cittadinanza più si ha sicurezza”.

Tanti i temi che verranno trattati nei prossimi giorni di Festa Pesaro, come tanti saranno gli ospiti che si alterneranno per confrontarsi con i politici locali, giornalisti e cittadini. Si parlerà ancora di futuro, di lavoro, e di sanità e di energia locale. Verranno raccontati i MilleGiorni del governo Renzi, e le idee e proposte del Pd per riprendere il cammino verso Italia 2020. Non solo politica, Festa Pesaro è anche divertimento e intrattenimento: musica, buon cibo, spettacoli per grandi e per bambini vi aspettano ogni giorno grazie anche al lavoro dei volontari che in questi 10 giorni saranno l’anima di Festa Pesaro.

Buona festa!

maurizio martina a festa pesaro pd



Monica Generali Redazione web PD Pesaro Urbino
@ph Luca Toni

Programma Festa Pesaro

Il programma completo della Festa Nazionale Enti Locali del Partito democratico che si terrà a Pesaro dal 25 agosto al 3 settembre nel bellissimo centro storico della città. Scarica e leggi il programma in allegato formato "pdf". Tutti gli aggiornamenti nella pagina ufficaile di Festa Unita Pesaro 2017.

festa unita pesaro 2017 programma

COME ARRIVARE A FESTA PESARO CLICCA QUI

SI SEGNALA UN PICCOLO CAMBIO DI PROGRAMMA PER L'APERTURA
Il Ministro Maurizio Martina anzichè alle 21 sarà a Piazzale Collenuccio alle ore 19.

 

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