Ambiente è un bene comune

Dal blog Italia in Cammino un articolo del segretario provinciale Pd Givoanni Gostoli. "Dobbiamo tenere accese le candele, dentro e fuori i circoli del Pd, in ogni comunità. Conoscere i rischi del cambiamento climatico ma anche le infinite opportunità legate ai temi ambientali": http://www.italiaincammino.it/fiaccolata-pd-ambiente/

In tanti  hanno a cuore l’ambiente a parole. Nei fatti, però, è stato solo il Partito democratico a far sentire la voce in cento piazze d’Italia per sostenere l’accordo di Parigi sul clima. Insieme a tanti liberi cittadini e a quel mondo dell’associazionismo impegnato da molti anni a sensibilizzare l’opinione pubblica. Attorno a noi, nelle altre forze politiche, solo un silenzio assordante.

C’è ancora tanto cammino da fare per arrivare a una nuova coscienza civica e politica sui temi ambientali.

Adesso con coraggio e responsabilità bisogna tenere accese quelle candele che hanno illuminato di speranza il domani, affinché tante possano un giorno brillare. Le fiaccolate sono state solo l’inizio di un lavoro da fare, dentro e fuori i circoli del Pd, in ogni comunità.

Prendersi cura dell’ambiente è difendere il futuro. L’accordo di Parigi è stata una giornata storica. In quella firma siglata da Matteo Renzi, in qualità di Presidente del Consiglio, c’era non solo il Pd, ma l’Italia più bella. Quasi tutti i Paesi del mondo si sono impegnati a tagliare le emissioni nei prossimi quindici anni. A cominciare dai due grandi leader mondiali, i principali inquinatori: la Cina che aveva fatto fallire in passato diversi tentativi; e gli Stati Uniti d’America che con Barack Obama avevano accettato la sfida e oggi con Donald Trump tornano indietro mettendo a rischio la tenuta dell’accordo. L’unica possibilità di scongiurare questo scenario è il protagonismo dell’Europa e dei popoli.

I cambiamenti climatici sono destinati a cambiare il vivere di ciascuno di noi, ma soprattutto le vite dei nostri figli. La scienza è chiara: i cambiamenti climatici dipendono dai combustibili fossili.
La temperatura media è cresciuta di 1°C rispetto all’era preindustriale e i livelli di anidride carbonica hanno superato le 400 parti per milione (ppm). Una crescita di 2 ppm all’anno. Quando si arriverà a 450 ppm la temperatura potrebbe salire di 2°C. E’ la soglia di pericolo da non superare. Se non c’è un’inversione di tendenza entro la fine del secolo si oltrepasseranno i 4°C. 
Gli impatti economici sopra i 2°C sono considerevoli. C’è il pericolo di una maggiore incidenza di eventi metereologici estremi, tra cui inondazioni, siccità e mareggiate e siccità. Un rischio di insicurezza alimentare e in alcuni casi di collasso di sistemi produttivi.

Così come l’aumento delle malattie e della mortalità dovute al calore, ma anche a quelle trasmesse da cibo e acqua. Un aumento di rischi di esodi e conflitti. E così via.
Per questa ragione insieme alla riduzione delle emissioni inquinanti a Parigi è stata tracciata anche la direzione, più a lungo termine, della decarbonizzazione. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, oggi l’economia del mondo dipende ancora principalmente da petrolio, gas e carbone che sono quasi l’80 per cento del consumo di energia primaria. E’ chiaro, quindi, che contrastare i mutamenti climatici significa cambiare modello di sviluppo.

Insieme alla consapevolezza dei rischi, però, occorre raccontare con entusiasmo le infinite opportunità di questa sfida che riguardano anzitutto l’economia.

Ambiente è lavoro e la politica deve avere la determinazione di sostenere la strada alla sostenibilità nei sistemi di produzione, distribuzione e consumo. La green economy oltre a migliorare il tempo in cui viviamo produce sviluppo e occupazione. In Italia nel 2016, per esempio, sono collegati all’ambiente 250 mila posti di lavoro, il 44,5 percento della nuova occupazione.
Ambiente è anche salute per chi pensa che la prevenzione, legata agli stili e le condizioni di vita, sia l’orizzonte in cui investire per contrastare l’insorgenza di malattie croniche.
Ambiente è solidarietà, perché gli effetti dei cambiamenti climatici colpirebbero anzitutto le realtà più povere, quando invece possono diventare strumento per ridurre le diseguaglianze.
Ambiente è sicurezza, in quanto i nuovi fenomeni migratori sono fortemente legati alle condizioni climatiche dei paesi di partenza.
Ambiente è benessere delle città e ogni sindaco può coinvolgere la propria comunità per investire nell’efficienza energetica e contrastare l’inquinamento urbano con processi innovativi.
Ambiente è una parola che custodisce valori per questo occorre dargli più valore. Con azioni concrete: zero carbone, produzione di energia elettrica solo da fonti rinnovabili e favorire processi innovativi per l’autoproduzione negli spazi pubblici, nei luoghi di lavoro privati e nelle abitazioni delle famiglie.

Il Pd è sceso in piazza per accendere questa speranza che interessa il destino di tutti noi e del mondo che lasceremo a chi verrà dopo di noi. Affinché il domani sia davvero migliore ciò dipende dell’impegno che mettiamo oggi.

Avere a cuore l’ambiente, insieme ai diritti civili, è la più importante sfida culturale dei giovani, tra riformisti e populisti, tra chi crede nella scienza e chi predica l’incoscienza.Come Trump quando già nel 2012 sosteneva che il concetto di “riscaldamento globale” era stato inventato dai cinesi per rendere meno competitivi gli USA.

Così ha portato gli Stati Uniti d’America fuori dall’accordo di Parigi. Convincendo gli americani ad affidare le sorti di un paese al protezionismo che si alimenta di complottismo, dietrologie e follie antiscientifiche. Ovunque nel mondo, anche in Italia, c’è questo pericolo. Dietro il silenzio di movimenti e forze politiche cresce un sottobosco culturale pericoloso da Medioevo 2.0.

E’ compito dei democratici arginare questa deriva populista, nella piazza reale e in quella virtuale, con il meglio di noi: idee, persone e partito.  Le conquiste della scienza non hanno colore politico, ma sono un bene comune. Di tutti. Andiamo avanti, non indietro.

Urbino "Le vaccinazioni oggi, una corretta informazione"

Il Partito Democratico di Urbino organizza un'iniziativa pubblica su "Le vaccinazioni oggi, una corretta informazione", venerdì 9 giugno alle ore 21 presso il Collegio Raffaello in Piazza della Repubblica. Introduce il segretario PD di Urbino Federico Scaramucci, modera Piero Sestili, Capogruppo PD Urbino, intervengono Alberto Ruggeri, Coordinatore focus group Sanità PD Urbino, Fabrizio Volpini, Presidente commissione Sanità Assemblea legislativa Marche e il Dott. Augusto Liverani, medico Dipartimento di Prevenzione AV n°1PU.

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