A Fano piace il protocollo sulla Sanità con Ceriscioli

Una bella soddisfazione vedere circa 250 persone all'incontro pubblico col Presidente Luca Ceriscioli per approfondire il Protocollo sulla Sanità firmato tra la Regione Marche e il Comune di Fano. E’ la dimostrazione di quanto i cittadini abbiano a cuore il tema della salute e sentano il bisogno di essere informati sul futuro della riorganizzazione dei servizi sanitari, oggi sempre più complessa.

Il documento è un punto di svolta per la città di Fano poiché assicura che l’ospedale Santa Croce rimarrà aperto, anche quando entrerà in funzione il nuovo presidio ospedaliero di 2° livello a Muraglia che rappresenterà, per tutta la Provincia di Pesaro e Urbino, un’eccellenza pari a quella che oggi, nelle Marche, offre soltanto Torrette di Ancona. Da qui il titolo dell’incontro: una sanità di qualità vicina al cittadino, oggi e domani. 

Il Protocollo, distribuito ai partecipanti dell’assemblea, è stato illustrato dal Segretario Ignazio Pucci, dal Capogruppo Alberto Bacchiocchi, dal Vice Presidente del Consiglio regionale Renato Claudio Minardi. L’iniziativa è stata presentata dal Presidente del Consiglio comunale Rosetta Fulvi e ha visto intervenire anche il Sindaco Massimo Seri.

L’accordo prevede anche 20 milioni di euro al Comune di Fano per realizzare le infrastrutture viarie in direzione Pesaro, una Residenza Sanitaria Assistita di 80 posti letto (mai esistiti nella nostra città), una clinica privata convenzionata a Chiaruccia, complementare alla sanità pubblica per recuperare la mobilità passiva data da coloro che si curano fuori regione. Inoltre, il Protocollo consentirà anche l’avvio del progetto CIVES con alloggi di housing sociale a Gimarra e una piscina moderna e funzionale a disposizione della comunità che la aspetta da tanti anni.

Interventi di grande rilievo che in pochi anni daranno un volto nuovo a questo territorio con risposte importanti ai cittadini in termini di qualità della vita, non solo per la tutela della salute, ma anche per l’economia e la socialità. Risultati che sono frutto di un lavoro serio del nostro partito, del nostro gruppo in Consiglio comunale e del nostro rappresentante in Consiglio regionale Minardi che ha svolto con tenacia ed equilibrio un ruolo fondamentale, insieme al Presidente Ceriscioli, per tutelare le esigenze di Fano in un quadro regionale.

Gostoli (Pd) replica alla Cgil: “Nelle Marche le politiche sociali sono al centro dell’azione di governo”

PESARO – “Prima di tutto il sociale. E la Regione Marche in questi anni lo ha dimostrato con i fatti; politiche sociali al centro dell’azione della Giunta Regionale”. Giovanni Gostoli, segretario provinciale Pd Pesaro e Urbino risponde con una nota alle critiche della segretaria provinciale della Cgil, Simona Ricci (rileggi qui precedente articolo Pu24). “L’inizio della legislatura si è concentrata proprio sui fondi del sociale che la Regione non era più riuscita a garantire nella precedente legislatura. Nei primi mesi di mandato la giunta Ceriscioli aveva ripristinato in toto i fondi del capitolo di bilancio.

Oggi la preoccupazione, invece, è sulle intenzioni future del neo governo Conte – precisa Gostoli – una questione non marginale che forse sottovaluta il sindacato. I Presidenti di Regione, il 21 giugno scorso, hanno presentato un documento nel quale si chiedeva conto al governo che fine avessero fatto i 263.267.106,00 euro del Fondo Nazionale per le politiche sociali; i 432.606.660 euro del Fondo per le non autosufficienze; i 51.100.000 euro del fondo per il Dopo di Noi e dei 4.427.262,58 euro del Fondo famiglia. Ad oggi non è arrivata nessuna risposta”.

E aggiunge: “Le uniche certezze sono i fondi per la Lotta alla Povertà che il precedente governo Gentiloni aveva garantito con un decreto dell’ex ministro del lavoro e delle politiche sociali per l’anno 2018 legandolo ai livelli essenziali sociali (Liveas) che porteranno nella nostra Regione una disponibilità nuova e aggiuntiva di oltre 5 milioni e mezzo di euro da trasferire agli ambiti territoriali sociali per il raggiungimento di livelli uniformi di servizi su tutto il territorio regionale”.

“Le considerazioni a carattere finanziario riportate sul comunicato della Cgil sono incomplete e devono essere interpretate all’interno di una situazione più puntuale di ciò che è avvenuto negli anni passati – prosegue Gostoli – L’impegno nel recupero del taglio degli anni passati ha visto la Regione impegnata in un sostanziale spostamento dei fondi del SSR sul versante territoriale incrementando in modo particolare le politiche di sostegno ai cittadini disabili. Alcuni dati: il finanziamento ai Centro socio-educativi-riabilitativi è passato da circa 6 milioni di fondi regionali agli attuali 8 milioni di fondi Lea; il finanziamento dei servizi della l.r. 18/1996 sono stati quasi raddoppiati passando dai 6 ai 12 milioni di euro trasferiti ai comuni per il co-finanziamento di servizi di educativa scolastica e domiciliare e per tirocini di inclusione lavorativa; sono stati raddoppiati anche i fondi per la Vita indipendente passando dai 600 mila euro ad un milione e duecento mila euro, cosa questa che ci ha permesso di soddisfare, nell’anno 2018, tutte le richieste pervenute e di approvare una specifica legge regionale in materia. A parità di finanziamento sono rimaste le comunità socio-educative-riabilitative finanziate per quasi 6 milioni di euro e i servizi di sollievo per le persone con patologie psichiatriche. Interventi importanti che costituiscono quasi il 50% dell’intero bilancio in capo alle politiche sociali comprensive anche degli interventi per i disabili gravissimi e per i disabili sensoriali quantificabili in circa 46 milioni su un bilancio annuale di oltre 83 milioni di euro.

I fondi europei hanno costituito un valore aggiunto importante prevedendo, per la prima volta nella programmazione europea FSE, una specifica linea per le politiche di inclusione sociale che porterà al territorio regionale oltre 40 milioni di euro nel corso del settennio di programmazione (2014-2020) e che abbiamo interamente trasferito agli ATS per il potenziamento del personale e per il pagamento delle indennità dei tirocini di inclusione sociale per persone in situazione di povertà.

In tutto questo abbiamo cercato anche di dare elementi di tenuta al bilancio regionale sulle politiche sociali; in particolare abbiamo garantito una disponibilità incrementale dei fondo per la non autosufficienza mettendo in bilancio in questi anni una disponibilità di oltre 3 milioni e mezzo all’anno di euro per Sad e assegni di cura per anziani.

Condivisibile invece l’invito fatto ai comuni di mettere di proprio ripensando il proprio bilancio in funzione della situazione economica complessiva nazionale che sta mettendo in seria difficoltà il sistema di welfare – conclude il segretario provinciale Giovanni Gostoli – Non aspettarsi tutto e solo dalla Regione, ma rivedere il proprio bilancio in funzione di una programmazione finanziaria sociale – la cui competenza è primariamente in capo ai comuni – che deve fare i conti con alcuni settori con forte capacità di tenuta e altri più fragili e maggiormente colpiti da tagli nazionali non recuperabili con fondi europei o sanitari. Si tratta di fare un patto tra Regione e Comuni – sostiene Gostoli – affinché i comuni recuperino centralità gestionale dei servizi rafforzando l’organizzazione istituzionale degli ATS con il supporto regionale non solo in termini finanziari, ma anche programmatori, regolamentari e infine normativi.”

Dl Terremoto, il Pd marchigiano durissimo contro il governo M5S-Lega

Dl Terremoto, il Pd marchigiano durissimo contro il governo M5S-Lega: "Clamoroso fallimento alla prima prova dei fatti, terremotati usati per la campagna elettorale e poi abbandonati". Articolo di Informazione.tv: http://www.informazione.tv/it/Politica/art/77720-dl-terremoto-il-pd-marchigiano-durissimo-contro-il-governo-m5s-lega-clamoroso-fallimento-alla-prima-prova-dei-fatti-terremotati-usati-per-la-campagna-elettorale-e-poi-abbandonati/

"È molto importante che il Pd, dopo l’approvazione del dl sul sisma, si compatti in tutte le sue articolazioni per fare il punto – spiega il presidente della regione Marche Luca Ceriscioli –. Il primo segnale del Governo del cambiamento sul tema del terremoto è stato negativo. Nessun cenno alle risorse che verranno messe a disposizione. Al Parlamento non è stato permesso neanche di discutere gli emendamenti presentati".

Accanto al Governatore tutto lo “stato maggiore” del partito regionale, i consiglieri regionali, con il capogruppo Fabio Urbinati, la Giunta, i tre parlamentari Alessia Morani, Francesco Verducci e Mario Morgoni e Matteo Terrani, segretario di federazione del Pd di Ascoli Piceno.
«Quello che stupisce – riprende Ceriscioli – è che non siano stati approvati emendamenti che non necessitano di copertura o per cui questa era già prevista. L'atteggiamento è di rimandare di 6/7 mesi i temi importanti. Ci si aspettava un segnale più forte e netto sul sisma da questo governo, considerate le promesse espresse in campagna elettorale. L'emblema è l'emendamento Whirlpool, appoggiato da tutti i sindaci e accolto solo parzialmente benché già con copertura economica. Ci sono 130 famiglie nel cuore del cratere che potevano avere una risposta che li mettesse al riparo dai licenziamenti, mentre oggi hanno lo strumento degli ammortizzatori solo per 6 mesi. Nessuna risposta anche per gli organici scolastici, problema da noi più volte sollevato in più sedi. Mancano all'appello 200 insegnanti, una questione cruciale per la rinascita dei territori del sisma. Su questo tema in particolare è difficile dire che le risposte si daranno con la Finanziaria, perché le scuole sono già aperte a settembre. Infine c'è preoccupazione per le risorse. Lo scorso governo ci ha garantito oltre 10 miliardi di euro che speriamo non vengano dirottati su altre politiche care al governo Lega-5 Stelle. Speriamo di essere smentiti con il prossimo provvedimento legislativo e speriamo di essere cattivi profeti nel dire che in futuro ci toglieranno le risorse".


"Il Governo alla prima prova dei fatti ha clamorosamente fallito – aggiunge il deputato Mario Morgoni – il provvedimento emesso nelle ultime ore di vita dell'Esecutivo Gentiloni ha visto una serie di correzioni importanti grazie al Pd al Senato. Il primo passaggio non è farina del sacco di Lega-M5S. Alla Camera, nonostante gli impegni assunti, nei confronti degli oltre 200 emendamenti c'è stato un atteggiamento di netta chiusura: mancanza di capacità e volontà, dilettantismo stucchevole che non ha consentito di affrontare serenamente la dialettica parlamentare. Abbiamo assistito a una sceneggiata perché un governo serio non può mettere la fiducia e impedire al dibattito parlamentare di produrre esiti normativi. Non abbiamo potuto ottenere alcun risultato se non far prendere qualche impegno al viceministro Castelli".

"Hanno usato i terremotati  in campagna elettorale e poi li hanno abbandonati – afferma la deputata Alessia Morani – mancano risorse per rinnovare 700 contratti a tempo determinato essenziali per la ricostruzione. Non è un argomento di lana caprina, ma riguarda soprattutto la possibilità di ripartenza di questi territori: è impossibile evadere le pratiche senza quel personale. Questo è un altro tema non derogabile. In Parlamento noi non abbiamo fatto ostruzionismo, ma abbiamo chiesto conto di alcune misure che non tornavano. Abbiamo chiesto la riduzione al 40% delle tasse dei cittadini del cratere e la restituzione in 120 rate anziché in 60. Il Governo, invece, ha annunciato il condono fiscale per tutti ma questo non aiuta i terremotati. Nel decreto poi non c'è niente per i Comuni. Il Governo non ha messo un euro per il cratere, non sono state stanziate nuove risorse. Siamo riusciti a fare approvare un odg per dare i risparmi della Camera alle zone terremotate. Nessun soldo dei tagli dei vitalizi andrà ai terremotati: restano solo sulla carta perché per 3 anni quei 40 mln rimarranno bloccati".

Ad intervenire anche il senatore Francesco Verducci, che ha lanciato il "massimo allarme sulla questione terremoto. Dopo che il sisma è stato la priorità per i Governi Renzi e Gentiloni, ora rischia di scivolare in secondo piano. Non lo permetteremo. In questi due anni – prosegue Verducci –, grazie all’impegno dei sindaci, delle forze sociali, della Regione e dei parlamentari abbiamo creato un sistema di protezione per i cittadini, per il lavoro e le imprese. Un sistema che rischia di essere smontato. La ricostruzione non si vince in queste zone senza piano per il lavoro per i prossimi 50 anni. La Lega ed il Movimento 5 Stelle hanno preso i voti e poi sono scappati".
Verducci torna poi sul caso Whirlpool. "Un esempio di sciacallaggio a piene mani. Siamo riusciti in Parlamento ad ottenere una proroga degli ammortizzatori sociali a 6 mesi, pur avendola chiesta per 24, ma la Whirlpool vivrà se il Governo ed il ministro allo Sviluppo economico inizieranno a prendere sul serio la questione. Invece il tavolo del 6 luglio scorso è saltato e ancora non si conosce la nuova data dell’incontro. Una cosa inaccettabile".

A concludere la serie di interventi, il capogruppo in Consiglio regionale, Fabio Urbinati. "Il giorno dopo il 4 marzo abbiamo dichiarato, insieme al presidente Ceriscioli, che qualunque Governo si fosse formato avremmo vigilato sulle politiche relative al terremoto. I nostri timori sull’assenza nel contratto di Governo dei temi del  sisma e della ricostruzione, relegati in 702 battute comprese gli spazi, hanno trovato conferma nei primi atti di questo Esecutivo al riguardo. Io mi rivolgo ai parlamentari di maggioranza della Regione Marche, dei quali non ho ancora sentito le voci, affinché portino avanti le prerogative di questi territori che li hanno eletti. Sul caso Whirlpool, nel cuore del cratere, la loro assenza ed il loro silenzio è evidente. Voglio sottolineare che il lavoro e la scuola sono le vie attraverso le quali passa la ricostruzione".

Screening mammografico gratuito da 45 anni, plauso del Pd

Un plauso dal Pd provinciale alla mozione, votata all’unanimità che ha come primi firmatari i consiglieri del Volpini, Giancarli e Biancani, che prevede l’abbassamento dell’età per l’adesione allo screening della mammella.

“Ad oggi la Regione Marche provvede allo screening mammario gratuito biennale riservato dal Sistema Sanitario Nazionale alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni. Nella mozione – affermano il segretario provinciale Pd Giovanni Gostoli e il responsabile provinciale del Dipartimento provinciale Pd Prevenzione e Salute Marco Pompili - viene chiesta la copertura economica per estendere lo screening alle donne più giovani, abbassando la soglia a 45 anni.  Attraverso la diagnosi tempestiva, il tumore al seno si può fronteggiato più efficacemente, studi e statistiche hanno evidenziato l’aumento dell’incidenza in donne sotto i 50 anni, per questo altre regioni come l’Emilia Romagna e la Lombardia hanno già scelto di diminuire la soglia di età per le campagne di prevenzione”.

Il Tumore Maligno della Mammella, infatti, è il più frequente tra le donne.
“I numeri del cancro in Italia 2017 confermano che il carcinoma mammario, non considerando i carcinomi cutanei, è la neoplasia più diagnosticata nelle donne, in cui circa un tumore maligno ogni tre (28%) è un tumore mammario – precisa Pompili - Si stima che nel 2017 verranno diagnosticati in Italia circa 50.000 nuovi casi di carcinomi della mammella. Nel 2014 il carcinoma mammario ha rappresentato la prima causa di morte per tumore nelle donne, con 12.201 decessi (fonte ISTAT). Dalla fine degli anni Novanta si osserva una continua tendenza alla diminuzione della mortalità per carcinoma mammario (-2,2%/anno), attribuibile a maggiore diffusione dei programmi di diagnosi precoce e quindi all'anticipazione diagnostica ed anche ai progressi terapeutici”.

“Prevenzione è salute. Ancora oggi troppo spesso per la politica e le istituzioni il tema della salute è sinonimo di ospedale, quando invece il benessere e prendersi cura delle persone deve coincidere sempre più con la cultura della prevenzione – afferma il segretario provinciale Pd Gostoli – Più in generale l’Organizzazione mondale della sanità (Oms) dimostra, infatti, che anche l’80% delle malattie cardiache, ictus, diabete di tipo 2 e almeno un terzo di cancro si possono prevenire. Investire sulla prevenzione è importante per ridurre il carico di malattie domani, quelle prevedibili, anche per un welfare più sostenibile”

Infine, tornando allo screening della mammella Pompili aggiunge: “La sopravvivenza dopo la diagnosi di tumore è uno dei principali indicatori che permette di valutare l’efficacia del sistema sanitario nei confronti della patologia tumorale. La sopravvivenza infatti è fortemente influenzata dalla prevenzione secondaria e dalla terapia. I dati italiani di sopravvivenza relativa a 5 anni per una diagnosi di Tumore della Mammella a partire dal triennio 1990-1992 fino al triennio 2007-2010 suggeriscono un importante incremento di sopravvivenza dal 78 all’87%, con dati che superano le sopravvivenze europee. Complessivamente in Italia vivono quasi 700.000 donne che hanno avuto una diagnosi di Tumore della Mammella pari al 41% di tutte le donne che convivono con una pregressa diagnosi di tumore e pari al 23% di tutti i casi prevalenti (uomini e donne). L’importante aumento di sopravvivenza a cui abbiamo assistito negli ultimi anni è dovuto a diverse variabili, tra cui l’anticipazione diagnostica (legata agli screening) e il miglioramento delle terapie”.  

Lavoro, 10 milioni per disoccupati over 30 da inserire nei progetti presentati dai Comuni

I soggetti inseriti nell’intervento, circa 1450 secondo le previsioni, saranno retribuiti con un’indennità pari ad 700 euro mensili per un’attività lavorativa pari a 25 ore settimanali per un durata di nove mesi.  

ANCONA – E’ stato pubblicato l’avviso per il finanziamento di progetti presentati dai Comuni che prevedano l’inserimento di disoccupati over 30, per migliorare i servizi ai cittadini per quanto riguarda la salvaguardia del patrimonio ambientale, la valorizzazione dei beni culturali, le attività ausiliarie di tipo sociale, le attività ricreative e quelle ad alto contenuto innovativo. I soggetti inseriti nell’intervento, circa 1450 secondo le previsioni, saranno retribuiti con un’indennità pari ad 700 euro mensili per un’attività lavorativa pari a 25 ore settimanali per un durata di nove mesi. A disposizione 10 milioni di euro in tre anni nell’ambito della priorità di investimento 8.i del POR FSE 2014/2020.

“Si tratta – spiega l’assessore al Lavoro e alla Formazione Loretta Bravi – di un intervento sperimentale particolarmente importante che rappresenta un’opportunità per il territorio. E’ infatti necessario, in questo lungo periodo di congiuntura economica, creare sinergie tra i Comuni per migliorare i servizi ai cittadini e offrire a soggetti fuoriusciti dal mercato del lavoro, la possibilità di un’opportunità lavorativa seppure temporanea che accresca le loro conoscenze e competenze, riducendone così anche i tempi di inattività. I progetti presentati a valere sull’avviso pubblico devono quindi puntare ad innescare processi virtuosi di sviluppo locale, che migliorino in maniera duratura la qualità di vita della comunità locale, sperimentando nuove soluzioni e modalità di gestione al fine di affermare un modello di crescita basato sull’innovazione e sulla qualità dei servizi. Ulteriore elemento caratterizzante di questo intervento è quello di intercettare e stimolare la capacità dei Comuni di programmare azioni di sviluppo dei propri territori che facciano leva sulla valorizzazione delle risorse locali, attraverso l’individuazione di forme di cooperazione per lo sviluppo dei nuovi strumenti di pianificazione”.

I progetti possono essere presentati dai seguenti soggetti:

Comuni delle Marche in forma singola;

Comuni delle Marche associati in accordo di Partenariato, costituito o da costituire successivamente all’ammissione a finanziamento, composto da più Comuni, con l’individuazione di un Comune, capofila di progetto, nonché referente nei confronti della Regione Marche;

I soggetti destinatari dell’avviso, sono i disoccupati ai sensi del D.Lgs n. 150/2015 iscritti presso i Centri per l’Impiego, l’Orientamento e la Formazione (Centro per l’impiego) con i seguenti requisiti:

1. diplomati o laureati che hanno compiuto 30 anni di età (over 30) alla data di pubblicazione dell’avviso pubblico sul BURM;

2. residenti nelle Marche. La residenza deve essere posseduta alla data di presentazione della domanda, non è sufficiente aver presentato al Comune l’istanza di residenza;

3. non percettori di ammortizzatori sociali o di trattamenti pensionistici (tale condizione deve permanere per tutta la durata del progetto).

L’avviso pubblico è consultabile nel sito della Regione Marche: 

http://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Lavoro-e-Formazione-Professionale/Bandi-di-finanziamento/id_9081/888.

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