Screening mammografico gratuito da 45 anni, plauso del Pd

Un plauso dal Pd provinciale alla mozione, votata all’unanimità che ha come primi firmatari i consiglieri del Volpini, Giancarli e Biancani, che prevede l’abbassamento dell’età per l’adesione allo screening della mammella.

“Ad oggi la Regione Marche provvede allo screening mammario gratuito biennale riservato dal Sistema Sanitario Nazionale alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni. Nella mozione – affermano il segretario provinciale Pd Giovanni Gostoli e il responsabile provinciale del Dipartimento provinciale Pd Prevenzione e Salute Marco Pompili - viene chiesta la copertura economica per estendere lo screening alle donne più giovani, abbassando la soglia a 45 anni.  Attraverso la diagnosi tempestiva, il tumore al seno si può fronteggiato più efficacemente, studi e statistiche hanno evidenziato l’aumento dell’incidenza in donne sotto i 50 anni, per questo altre regioni come l’Emilia Romagna e la Lombardia hanno già scelto di diminuire la soglia di età per le campagne di prevenzione”.

Il Tumore Maligno della Mammella, infatti, è il più frequente tra le donne.
“I numeri del cancro in Italia 2017 confermano che il carcinoma mammario, non considerando i carcinomi cutanei, è la neoplasia più diagnosticata nelle donne, in cui circa un tumore maligno ogni tre (28%) è un tumore mammario – precisa Pompili - Si stima che nel 2017 verranno diagnosticati in Italia circa 50.000 nuovi casi di carcinomi della mammella. Nel 2014 il carcinoma mammario ha rappresentato la prima causa di morte per tumore nelle donne, con 12.201 decessi (fonte ISTAT). Dalla fine degli anni Novanta si osserva una continua tendenza alla diminuzione della mortalità per carcinoma mammario (-2,2%/anno), attribuibile a maggiore diffusione dei programmi di diagnosi precoce e quindi all'anticipazione diagnostica ed anche ai progressi terapeutici”.

“Prevenzione è salute. Ancora oggi troppo spesso per la politica e le istituzioni il tema della salute è sinonimo di ospedale, quando invece il benessere e prendersi cura delle persone deve coincidere sempre più con la cultura della prevenzione – afferma il segretario provinciale Pd Gostoli – Più in generale l’Organizzazione mondale della sanità (Oms) dimostra, infatti, che anche l’80% delle malattie cardiache, ictus, diabete di tipo 2 e almeno un terzo di cancro si possono prevenire. Investire sulla prevenzione è importante per ridurre il carico di malattie domani, quelle prevedibili, anche per un welfare più sostenibile”

Infine, tornando allo screening della mammella Pompili aggiunge: “La sopravvivenza dopo la diagnosi di tumore è uno dei principali indicatori che permette di valutare l’efficacia del sistema sanitario nei confronti della patologia tumorale. La sopravvivenza infatti è fortemente influenzata dalla prevenzione secondaria e dalla terapia. I dati italiani di sopravvivenza relativa a 5 anni per una diagnosi di Tumore della Mammella a partire dal triennio 1990-1992 fino al triennio 2007-2010 suggeriscono un importante incremento di sopravvivenza dal 78 all’87%, con dati che superano le sopravvivenze europee. Complessivamente in Italia vivono quasi 700.000 donne che hanno avuto una diagnosi di Tumore della Mammella pari al 41% di tutte le donne che convivono con una pregressa diagnosi di tumore e pari al 23% di tutti i casi prevalenti (uomini e donne). L’importante aumento di sopravvivenza a cui abbiamo assistito negli ultimi anni è dovuto a diverse variabili, tra cui l’anticipazione diagnostica (legata agli screening) e il miglioramento delle terapie”.  

Lavoro, 10 milioni per disoccupati over 30 da inserire nei progetti presentati dai Comuni

I soggetti inseriti nell’intervento, circa 1450 secondo le previsioni, saranno retribuiti con un’indennità pari ad 700 euro mensili per un’attività lavorativa pari a 25 ore settimanali per un durata di nove mesi.  

ANCONA – E’ stato pubblicato l’avviso per il finanziamento di progetti presentati dai Comuni che prevedano l’inserimento di disoccupati over 30, per migliorare i servizi ai cittadini per quanto riguarda la salvaguardia del patrimonio ambientale, la valorizzazione dei beni culturali, le attività ausiliarie di tipo sociale, le attività ricreative e quelle ad alto contenuto innovativo. I soggetti inseriti nell’intervento, circa 1450 secondo le previsioni, saranno retribuiti con un’indennità pari ad 700 euro mensili per un’attività lavorativa pari a 25 ore settimanali per un durata di nove mesi. A disposizione 10 milioni di euro in tre anni nell’ambito della priorità di investimento 8.i del POR FSE 2014/2020.

“Si tratta – spiega l’assessore al Lavoro e alla Formazione Loretta Bravi – di un intervento sperimentale particolarmente importante che rappresenta un’opportunità per il territorio. E’ infatti necessario, in questo lungo periodo di congiuntura economica, creare sinergie tra i Comuni per migliorare i servizi ai cittadini e offrire a soggetti fuoriusciti dal mercato del lavoro, la possibilità di un’opportunità lavorativa seppure temporanea che accresca le loro conoscenze e competenze, riducendone così anche i tempi di inattività. I progetti presentati a valere sull’avviso pubblico devono quindi puntare ad innescare processi virtuosi di sviluppo locale, che migliorino in maniera duratura la qualità di vita della comunità locale, sperimentando nuove soluzioni e modalità di gestione al fine di affermare un modello di crescita basato sull’innovazione e sulla qualità dei servizi. Ulteriore elemento caratterizzante di questo intervento è quello di intercettare e stimolare la capacità dei Comuni di programmare azioni di sviluppo dei propri territori che facciano leva sulla valorizzazione delle risorse locali, attraverso l’individuazione di forme di cooperazione per lo sviluppo dei nuovi strumenti di pianificazione”.

I progetti possono essere presentati dai seguenti soggetti:

Comuni delle Marche in forma singola;

Comuni delle Marche associati in accordo di Partenariato, costituito o da costituire successivamente all’ammissione a finanziamento, composto da più Comuni, con l’individuazione di un Comune, capofila di progetto, nonché referente nei confronti della Regione Marche;

I soggetti destinatari dell’avviso, sono i disoccupati ai sensi del D.Lgs n. 150/2015 iscritti presso i Centri per l’Impiego, l’Orientamento e la Formazione (Centro per l’impiego) con i seguenti requisiti:

1. diplomati o laureati che hanno compiuto 30 anni di età (over 30) alla data di pubblicazione dell’avviso pubblico sul BURM;

2. residenti nelle Marche. La residenza deve essere posseduta alla data di presentazione della domanda, non è sufficiente aver presentato al Comune l’istanza di residenza;

3. non percettori di ammortizzatori sociali o di trattamenti pensionistici (tale condizione deve permanere per tutta la durata del progetto).

L’avviso pubblico è consultabile nel sito della Regione Marche: 

http://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Lavoro-e-Formazione-Professionale/Bandi-di-finanziamento/id_9081/888.

Passi avanti in sanità: investimenti, servizi, nuovi spazi. Le ultime inaugurazioni in provincia di Pesaro e Urbino

All’Ospedale di Urbino  inaugurati i nuovi spazi sanitari e presentati gli investimenti per sviluppare un sistema di eccellenza.
C'è una coerenza tra la riforma che abbiamo fatto, che dimostra una forte centralità all’ospedale di Urbino, e le #risorse economiche messe in campo da questa amministrazione; 9,4 milioni per gli ultimi due anni, 7 milioni di euro per i futuri investimenti e 3 milioni e 800mila euro sono stati stanziati per le tecnologie biomediche per gli anni 2016 2019. Altri 3 milioni e mezzo di fondi europei Por Fesr andranno a favore dell'efficientamento energetico.
Nella struttura ospedaliera in questo anno e mezzo si è investito in modo considerevole sia in ambito strutturale con importanti lavori di rinforzo strutturale per il miglioramento sismico del corpo centrale, che tecnologico, rafforzando la diagnostica per immagini, con una nuova #TAC, la Unità Operativa di Gastroenterologia, con una seconda sala endoscopica completamente attrezzata. È stato riorganizzato, inoltre, il piano terra con un nuovo ingresso, la sala riunioni, la cappella, i corridoi di collegamento ed è stata ripristinata anche la scala centrale. Restayling anche per il reparto di oncologia e sale parto



 

Inaugurato a Sassocorvaro Villa Montefeltro, il Centro avanzato per la prevenzione, diagnosi e cura del Glaucoma.
Continuiamo a investire sui territori, in questo caso attraverso il privato, per la realizzazione di un’attività specialistica di spessore e valore. In questo ospedale di comunità abbiamo previsto 20 posti letto di lungo degenza sempre con il privato che ha iniziato il suo iter per l’attivazione.
L’ambulatorio diagnostico di 2° livello è stato dotato di OCT, argon laser, yag laser, SLT (selective laser trabeculoplastica), microscopio endoteliale e topografo al servizio di medici specialisti di riconosciuta competenza.
Si risponderà cosi in maniera flessibile in base ai vari stadi della patologia: con le nuove strumentazioni infatti, potranno essere trattati i glaucomi precoci (SLT), prevenendo o diminuendo l'utilizzo di farmaci (e conseguente risparmio di costi sociali e per il Servizio Sanitario Nazionale), al contempo migliorando la qualità della vita del paziente. Nelle foto tutte le prestazioni erogate a Villa Montefeltro.






Fossombrone. Ceriscioli ha inaugurato la nuova risonanza magnetica
Il presidente della Regione Luca Ceriscioli, accompagnato dai responsabili del comparto sanità ha inaugurato ieri mattina a Fossombrone la nuova risonanza magnetica e a Macerata Feltria il centro dialisi con quattro posti letto. Per quanto riguarda l’ospedale di Fossombrone «la risonanza magnetica – è stato sottolineato – entra subito in funzione per tagliare le liste di attesa» con la garanzia che la Regione sta provvedendo anche a potenziare il personale tecnico per rendere la nuova macchina utilizzabile a ritmo continuo. «Un bel traguardo anche se con un ritardo di circa tre anni – ha sottolineato il sindaco Gabriele Bonci – ma vorrei ricordare quelli che erano gli impegni presi nel 2014 dall’allora assessore regionale Mezzolani che per la struttura di Fossombrone prevedeva l’attivazione del servizio di day surgery e di 20 posti letto di lungodegenza. Così come si conferma sempre più impellente la riattivazione del Punto di primo intervento». Su quest’ultimo punto Ceriscioli è stato chiaro: «Occorre che i parlamentari che rappresentano il territorio operino per rivedere i parametri imposti in sede nazionale. Non è cattiva volontà della Regione se il Ppi non c’è». Sulla questione dei venti posti letto di lungodegenza l’unica via da percorre resta quella della convenzione con il privato. Un’affermazione fatta non in pubblico ma in una breve intervista con il cronista. Resta in sospeso più che mai il day surgery. Certo è che Fossombrone necessita di un’azione concordata e unitaria tra tutte le forze politiche, sociali e culturali. I risultati indispensabili per la comunità si possono ottenere solo ricorrendo ad una strategia intelligente. Non certo a lamentele e critiche continue che non ottengono alcune effetto pratico.

Un investimento di 900 mila euro per rafforzare i servizi sanitari a Fossombrone e Macerata Feltria. Ceriscioli alle cerimonie di inaugurazione: “Tecnologie sul territorio per prestazioni di qualità”




Migliorano i servizi sanitari nell’Area Vasta 1, con un investimento complessivo di 900 mila euro, servito per realizzare la nuova risonanza all’Ospedale di comunità di Fossombrone e il nuovo Centro dialisi del presidio territoriale di Macerata Feltria, con il taglio del nastro effettuato da una paziente in cura che ha portato la propria testimonianza e il ringraziamento dei pazienti interessati. Il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, ha partecipato alle cerimonie di inaugurazione, alle quali hanno preso parte le autorità locali, diversi nuovi parlamentari delle Marche e il direttore generale Asur Marche, Alessandro Marini. “Il messaggio che lanciamo oggi è molto semplice: si continua a investire nelle strutture del territorio perché la riorganizzazione sanitaria, assumendo ogni realtà il proprio ruolo, ha bisogno poi di crescere in termini di tecnologie e servizi alla comunità - ha detto il presidente Ceriscioli - La parte radiologica dell’ospedale di Fossombrone è particolarmente sviluppata perché ha una TAC nuova, una risonanza articolare nuova, un mammografo di ultima generazione, un Telecomandato (radiologia anche questa di ultima generazione) e due ecografi digitalizzati, in rete con tutte le strutture dell’Area Vasta 1. Un esame può essere svolto e letto in tutte le strutture interessate, senza necessità di spostare i pazienti. Quindi veramente delle tecnologie al servizio delle esigenze locali. Questo offre la possibilità di dare ai cittadini quello di cui hanno bisogno in termini di risposte mirate”. A Macerata Feltria, ha ricordato il presidente, “il problema era legato a una necessità del territorio perché la vecchia struttura era stata dichiarata inagibile”. Oggi è già operativa per la parte nefrologica e con il nuovo investimento “diamo una risposta essenziale a chi, più volte alla settimana, deve recarsi presso una struttura di dialisi. Ora trova il centro di cui ha bisogno vicino a casa. Un segno molto chiaro della volontà di superare quel pessimismo naturale che matura durante i cambiamenti, perché si pensa sempre a quello che si perde e non a quello che arriva”. Ceriscioli ha poi sollecitato i neo parlamentare a impegnarsi sulle questioni di governo che impattano sulla gestione della sanità regionale: fondo sanitario adeguato ai servizi territoriali, tetto di spesa del personale, dotazione dei medici. La risonanza magnetica nucleare di Fossombrone è del tipo a basso campo, per gli esami articolari degli arti e della colonna. Ha comportato lavori all’interno del reparto di diagnostica per immagine dell’ospedale, con nuovi spazi e impianti dedicati. I lavori, per un importo di 600 mila euro, hanno interessato la realizzazione del corridoio, di un locale con la cabina di risonanza, lo spogliatoio per i pazienti, la postazione di lavoro e una di visita, oltre a un ambulatorio e a uno studio medico, due uffici e due depositi. Hanno richiesto rinforzi strutturali del solaio, nuove partizioni interne, impianti elettrico, idrico, scarichi, riscaldamento e condizionamento. La nuova strumentazione è ideale per studiare l’intera anatomia muscoloscheletrica. Sarà impiegata, in particolare, per gli esami alla cervicale, lombare, anca e spalla. È una risonanza “aperta”, di particolare gradimento per i pazienti sofferenti di claustrofobia. L’avvio dell’attività per gli esterni inizierà con esami strumentali degli utenti già prenotati sull’Ospedale di Urbino, allo scopo di ridurre le attuali liste di attesa. In un secondo momento si apriranno le agende Cup (centro unico di prenotazione) per dare a tutti la possibilità di prenotarsi. Il nuovo Cal (Centro dialisi e assistenza limitata) è stato realizzato al piano terra del Presidio di Macerata Feltria. Sviluppa una superficie di 185 mq, è organizzato con una sala d’attesa, un corridoio centrale che collega la sala dialisi con quattro postazioni (38 mq), due spogliatoi (uomini e donne) con bagno, l’area accettazione e la segreteria, l’ambulatorio medico, l’area per il personale sanitario, magazzino e sala macchine. I lavori hanno richiesto 300 mila euro e interessato, oltre l’impianto dialisi, la suddivisione interna e l’impiantistica. Nel settembre 2016, in seguito alla verifica tecnica relativa alla vulnerabilità sismica del Presidio Lanciarini di Sassocorvaro, la dialisi, trovandosi nella zona che non aveva superato le prove di staticità, era stata disattivata e i pazienti presi in carico dal Centro del Presidio Ospedaliero di Urbino. Ora il servizio, completamente ristrutturato, viene riaperto a Macerata Feltria con le più moderne tecnologie e un avanzato modello di cura. Sarà tra i pochi, a livello regionale, a lavorare con le tecniche migliori, integrando la più avanzata ricerca all’attività clinica.

Inaugurati nuovi servizi al Centro Ospedaliero Santo Stefano a Cagli

Aggiunti 10 nuovi posti letto di lungodegenza post-acuzie ospedaliera al centro di Riabilitazione. Ceriscioli: “Un bell’intervento grazie ad una collaborazione tra pubblico e privato che serve a dare sempre più servizi ai cittadini. Chi viene qui trova una struttura privata convenzionata: per il cittadino è come andare in una struttura pubblica con un ambiente di grande qualità e professionisti".

 

30 APR - Si ampliano i servizi del Centro Ospedaliero Santo Stefano di Cagli (PU) con l’attivazione di 10 nuovi posti letto di lungodegenza post-acuzie ospedaliera.

Il Centro di Riabilitazione Santo Stefano di Cagli opera dal 2008, dopo aver assunto in locazione un reparto inutilizzato dell’ospedale A. Celli e, fino ad oggi, era organizzato su 20 posti letto di riabilitazione ospedaliera intensiva per ortopedici e neurologici.
 
Lo scorso anno d’intesa con ASUR/AV1, il Santo Stefano ha esteso il contratto di locazione per un’ulteriore area in disuso. È qui che, dopo un intervento di ristrutturazione che si è concluso in questi giorni, sono stati allestiti i nuovi 10 posti letto.
 
“Noi continuiamo ad investire in sanità”, ha detto il presidente della Regine Marche Luca Ceriscioli nel corso della cerimonia di inaugurazione. “In questo caso un bell’intervento grazie ad una collaborazione tra pubblico e privato che serve a dare sempre più servizi ai cittadini. Chi viene qui trova una struttura privata convenzionata: per il cittadino è come andare in una struttura pubblica con un ambiente di grande qualità e professionisti. Non solo si amplia la gamma dell’offerta e aumentano i posti a disposizione ma, per esempio sulle visite specialistiche, arriva l’urologia con tanto di ecografo che fino a ieri non c’era. Stiamo lavorando per una sanità del territorio sempre più presente e in grado di offrire quella gamma di servizi necessaria per tenere i cittadini vicino a casa dove è possibile. Si concentrano invece le alte specialità che hanno bisogno di numeri più alti per poter funzionare e per dare risposte nelle emergenze. In ogni caso si tratta di servizi di alta qualità a disposizione di tutti i cittadini marchigiani”.

“L’attivazione di questi servizi ci consentirà di integrare e potenziare l’offerta di salute sul territorio, anche grazie all’introduzione di nuove specialità ambulatoriali”, ha aggiunto l’AD Santo Stefano Enrico Brizioli. “La nostra mission è quella di operare come partner del servizio sanitario pubblico, come sta accadendo anche qui a Cagli, dove il percorso intrapreso da anni è un esempio di integrazione e complementarietà”.

 

Marche Nord firmato il protocollo d’intesa tra Regione Marche e Comune di Fano  sull’assetto delle strutture ospedaliere dopo la realizzazione del nuovo ospedale


Il Santa Croce resterà presidio aperto h 24 dell'azienda ospedaliera Marche Nord con il mantenimento della chirurgia d’urgenza h 24 e del pronto soccorso con il trattamento di tutti i codici e 80 nuovi posti letto sociosanitari. Il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli e il sindaco di Fano Massimo Seri hanno firmato il protocollo d’intesa tra la Regione e Comune sull’assetto delle strutture ospedaliere dopo la realizzazione del nuovo ospedale. “Un'intesa importante per la città di Fano e per il territorio provinciale – spiega il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli - Un accordo che permetterà ai fanesi di poter avere servizi di qualità vicino casa, giorno e notte, e poter usufruire di prestazioni di alta complessità con la nuova struttura pubblica e quella privata che opererà senza incrementare la spesa né ridurre la quota destinata alla sanità pubblica. Questa intesa costituisce un impegno importante da parte della Regione in termini di risorse e investimenti che ricadranno sulla città nei prossimi anni. Posti di lavoro, miglioramenti in termini di viabilità per la città e migliore qualità dei servizi sanitari pubblici”. Un risultato “storico impensabile al momento dell’insediamento - aggiunge il sindaco di Fano Massimo Seri - tenuto conto della situazione di partenza che prevedeva il nuovo sito per la realizzazione del nuovo ospedale a Pesaro con la chiusura del Santa Croce. Un obiettivo raggiunto unitamente alla creazione di una Rsa di cui la città di Fano necessitava, portando a termine il progetto Cives con la creazione della piscina e l’avvio dell’housing sociale in una lottizzazione bloccata da anni. Con questa firma si avvia un percorso di investimenti ingenti sulle infrastrutture viarie che miglioreranno la qualità della vita dei fanesi. Un’operazione che concorre alla creazione di numerosi posti di lavoro qualificati a beneficio anche del tessuto economico e delle esigenze della comunità”. Nel documento si precisa che: l’ospedale Santa Croce di Fano continuerà ad essere uno stabilimento dell’Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord e a svolgere funzioni sanitarie integrate con la nuova struttura e la restante rete, in grado di erogare attività soprattutto di tipo chirurgico. Verranno erogate prestazioni di specialistica e diagnostica di alto livello. Saranno inseriti in tale struttura il Pronto Soccorso (con accettazione di tutti i codici colore – chirurgia d'urgenza h24), la Postazione dell’emergenza territoriale (Potes), i reparti di Chirurgia, Medicina, Ortopedia, la Terapia Intensiva (rianimazione), Medicina e Chirurgia d'urgenza H24. Presso lo stabilimento si svolgeranno funzioni di stabilizzazione e cura ed eventualmente centralizzazione per le patologie che richiedono specifici interventi, secondo le modalità definite nelle reti cliniche con modello Hub & Spoke in coerenza con il DM 70/2015. Saranno inserite attività chirurgiche specialistiche programmate (breast unit). Sarà previsto il servizio dialisi e sarà organizzato anche un DH oncologico in quanto presente il servizio di anestesia a tutela e garanzia di eventuali complicanze. Nell’Ospedale saranno garantite attività di diagnostica per immagini (TAC, RMN, RX, Ecografia ecc,) a supporto del Pronto Soccorso per i pazienti interni e esterni, la specialistica ambulatoriale compresa la chirurgia ambulatoriale e il Day Surgery e la diagnostica di laboratorio nelle modalità previste dalla specifica rete. Saranno presenti anche Lungodegenza post-acuzie e Riabilitazione. Il protocollo inoltre impegna la Regione a istituire presso il territorio del Comune di Fano, in deroga al piano del fabbisogno approvato con delibera della Giunta Regionale (n.1105/2017), 80 nuovi posti letto a destinazione socio sanitaria, in particolare 40 di Rsa, 20 di cure intermedie e 20 posti R.P. demenze. Per quanto riguarda il territorio, la Regione si impegna a ricercare adeguate soluzioni funzionali e finanziarie con Anas, Società Autostrade e Ministero delle Infrastrutture per la realizzazione di un principale asse viario, ritenuto indispensabile dalla città di Fano, alternativo alla statale Adriatica che colleghi i sistemi urbani di Pesaro e Fano, agevolando anche il nuovo collegamento con il nuovo ospedale unico previsto in località Muraglia. 20 milioni di euro del Fondo per lo Sviluppo e Coesione regionale vengono messi a disposizione dalla Regione al Comune di Fano per favorire, in tempi brevi, il miglioramento della viabilità esistente e confermare quanto previsto nella convenzione sottoscritta tra società Autostrade, Regione Marche, Provincia di Pesaro Urbino e Comune di Fano circa le risorse stabilite per migliorare la viabilità.

Rei strumento straordinario contro povertà anche nelle Marche

Cos'è e dove rivolgersi nelle Marche per fare richiesta

Sono attualmente 1.340, 2 ogni 1.000, le famiglie residenti nella Marche che beneficiano del reddito di inclusione sociale (REI). Le persone coinvolte sono 3.341, 22 ogni 10.000 residenti, e l’importo medio mensile del sostegno economico è di 256,74 euro (dati al 23 marzo scorso). E’ quanto è emerso durante la conferenza stampa organizzata questa mattina in Regione, a cui ha preso parte, tra gli altri, il presidente Luca Ceriscioli. Dal prossimo 1° luglio, grazie alle risorse aggiuntive previste nella legge di bilancio 2018, inoltre, il REI diventerà universale: verranno cioè meno i requisiti familiari e resteranno solo i requisiti economici.  

“E’ uno strumento straordinario contro la povertà che in Italia e nella nostra Regione non c’è mai stato  e per il quale sono stanziate risorse significative. Ancora non c’è una consapevolezza piena di questa possibilità, ovvero l’incontro bisogno/domanda non si è compiuto  – ha detto Ceriscioli – . Fare richiesta è sempre possibile, le domande sono aperte e forse non è stata fatta abbastanza pubblicità per questo abbi

amo voluto raccogliere, analizzare i dati e divulgare al massimo questa che è una delle più grandi innovazioni sociali, dopo che da 30 anni se ne parlava. Su una stima che vede 38mila famiglie marchigiane in povertà assoluta, le domande fino ad ora pervenute, sono meno di quanto ci si potesse aspettare. Il Rei si basa non solo sul contributo erogato dall’Inps, ma anche su una proposta progettuale calibrata sulle singole persone richiedenti il beneficio. E’ importante per l’Italia e per le Marche che anche il prossimo Governo continui su questa strada”. Centri per l’impiego, Ambiti sociali, servizi sociali comunali, curano la presa in carico dei beneficiari, in modo da permettere loro una prospettiva duratura di fuoriuscita dalle difficoltà. Nelle Marche sono attivati 226 punti REI, dove reperire informazioni ed essere assistiti nella presentazione della domanda.

Il Reddito di inclusione (REI) è una misura di contrasto alla povertà condizionata alla valutazione della condizione economica, attiva dal 1° gennaio 2018 e introdotta dal Decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147 "Disposizioni per l'introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà". Complessivamente per questa nuova misura, per il 2018, lo Stato ha stanziato 1,8 miliardi di euro. Il 15 per cento di questo stanziamento dovrà essere utilizzato per i servizi di orientamento al lavoro che affiancano il contributo (5,6 i milioni di euro a ciò destinati nelle Marche per il 2018, a cui si aggiungono, per i prossimi due anni e mezzo, oltre 20 milioni tra fondi Fesr e altre linee di finanziamento).


Il REI è costituito da: un beneficio economico, erogato mensilmente attraverso una carta di pagamento elettronica (Carta REI), un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa predisposto dai servizi sociali del Comune di residenza, finalizzato al superamento della condizione di povertà. E’ attualmente rivolto a nuclei familiari, anche monoparentali, che presentino i seguenti requisiti:
Requisiti di residenza e soggiorno
Il richiedente deve essere congiuntamente:
- cittadino dell'Unione o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
- residente in Italia, in via continuativa, da almeno due anni al momento della presentazione della domanda.
Requisiti familiari
Nel nucleo familiare deve essere presente almeno una delle seguenti condizioni:
- presenza di un minorenne;
- presenza di una persona con disabilità e di almeno un suo genitore o un suo tutore;
- presenza di una donna in stato di gravidanza accertata (nel caso in cui sia l'unico requisito familiare posseduto, la domanda può essere presentata non prima di quattro mesi dalla data presunta del parto e deve essere corredata da documentazione medica rilasciata da una struttura pubblica).- presenza di un componente che abbia compiuto 55 anni con specifici requisiti di disoccupazione.
Requisiti economici
Il nucleo familiare deve essere in possesso congiuntamente di:
- un valore ISEE in corso di validità non superiore a 6mila euro;
- un valore ISRE (l'indicatore reddituale dell'ISEE, ossia l'ISR diviso la scala di equivalenza, al netto delle maggiorazioni) non superiore a 3mila euro;
- un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20mila euro;- un valore del patrimonio mobiliare (depositi, conti correnti) non superiore a 10mila euro (ridotto a 8 mila euro per la coppia e a 6 mila euro per la persona sola).
Altri requisiti
Per accedere al REI è inoltre necessario che ciascun componente del nucleo familiare:
- non percepisca già prestazioni di assicurazione sociale per l'impiego (NASpI) o altri ammortizzatori sociali di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria;
- non possieda autoveicoli e/o motoveicoli immatricolati la prima volta nei 24 mesi antecedenti la richiesta (sono esclusi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità);
- non possieda navi e imbarcazioni da diporto (art. 3, c.1, D.lgs. 171/2005).
Il sostegno economico massimo previsto, da un minimo di 187 euro fino ad oltre 500 euro mensili, è diverso a seconda del numero di componenti del nucleo familiare e delle risorse di cui la famiglia dispone. In particolare, il valore del beneficio massimo mensile è ridotto dell'importo mensile degli eventuali trattamenti assistenziali percepiti dalla famiglia nel periodo di fruizione del REI, esclusi quelli non sottoposti alla prova dei mezzi, come ad esempio l'indennità di accompagnamento. Viene concesso per un periodo massimo di 18 mesi  eventualmente rinnovabile per ulteriori 12 mesi.
Condizione necessaria per accedere al beneficio è aver sottoscritto il Progetto personalizzato con i Servizi Sociali del Comune di residenza, in base al quale la famiglia è tenuta a svolgere determinate attività e impegni individuati dagli operatori sociali. Se l’analisi preliminare svolta dagli operatori sociali del Comune fa emergere che la condizione di povertà è esclusivamente dovuta alla mancanza di lavoro il Progetto Personalizzato è sostituito dal Patto di Servizio definito presso il competente Centro per l’Impiego. Per fruire del REI occorre avere una attestazione ISEE in corso di validità.
 
DOVE RIVOLGERSI
·         Presso i competenti sportelli sociali dei Comuni di residenza
·         REI@regione.marche.it

A Cagli inaugurati 10 posti in più di lungodegenza

Inaugurati oggi i nuovi servizi del Centro Ospedaliero Santo Stefano di Cagli con 10 posti letto di lungodegenza post-acuzie ospedaliera in più per il territorio e nuove specialità e apparecchiature. Il Centro di Riabilitazione Santo Stefano di Cagli opera dal 2008, dopo aver assunto in locazione un reparto inutilizzato dell’ospedale A. Celli e, fino ad oggi, era organizzato su 20 posti letto di riabilitazione ospedaliera intensiva per ortopedici e neurologici. Lo scorso anno d’intesa con ASUR/AV1, il Santo Stefano ha esteso il contratto di locazione per un’ulteriore area in disuso, dove ha eseguito un completo intervento di ristrutturazione che si è concluso in questi giorni con l’allestimento appunto, di ulteriori 10 posti letto. L’accordo in via di definizione con ASUR/AV1, inoltre, prevede la gestione da parte del Santo Stefano dei principali servizi ambulatoriali esistenti, ma anche l’introduzione di nuove specialità ed apparecchiature, garantendo la piena operatività del presidio di Cagli. “Noi – ha sottolineato il presidente della Regine Marche Luca Ceriscioli – continuiamo ad investire in sanità. In questo caso un bell’intervento grazie ad una collaborazione tra pubblico e privato che serve a dare sempre più servizi ai cittadini. Chi viene qui trova una struttura privata convenzionata: per il cittadino è come andare in una struttura pubblica con un ambiente di grande qualità e professionisti. Non solo si amplia la gamma dell’offerta e aumentano i posti a disposizione ma, per esempio sulle visite specialistiche, arriva l’urologia con tanto di ecografo che fino a ieri non c’era. Stiamo lavorando per una sanità del territorio sempre più presente e in grado di offrire quella gamma di servizi necessaria per tenere i cittadini vicino a casa dove è possibile. Si concentrano invece le alte specialità che hanno bisogno di numeri più alti per poter funzionare e per dare risposte nelle emergenze. In ogni caso si tratta di servizi di alta qualità a disposizione di tutti i cittadini marchigiani”. “L’attivazione di questi servizi – dice l’AD Santo Stefano Enrico Brizioli - ci consentirà di integrare e potenziare l’offerta di salute sul territorio, anche grazie all’introduzione di nuove specialità ambulatoriali. La nostra mission è quella di operare come partner del servizio sanitario pubblico, come sta accadendo anche qui a Cagli, dove il percorso intrapreso da anni è un esempio di integrazione e complementarietà”. Il centro, nella sua nuova complessità ed articolazione, sarà diretto dal dr. Paolo Lazzari, che, sotto la costante supervisione dei tecnici dell’Area Vasta 1, ha seguito in modo assiduo i lavori di riqualificazione dei locali per portarli agli standard consueti del Gruppo con l’obiettivo di migliorare sempre più i servizi offerti, soddisfare i bisogni di salute dei pazienti in un ambiente funzionale, accogliente e confortevole.

 All’inaugurazione erano presenti tra gli altri il consigliere regionale Gino Traversini, il sindaco di Frontone e presidente dell’Unione Montana Francesco Passetti, il sindaco di Acqualagna Andrea Pierotti, il sindaco di Cantiano Alessandro Piccini, il direttore del distretto sanitario Romeo Magnoni, il presidente del Comitato dell’Ospedale Sergio Castellucci e il presidente del Tribunale dei diritti del Malato Loretta Blasi.

 

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