Gostoli (Pd) replica alla Cgil: “Nelle Marche le politiche sociali sono al centro dell’azione di governo”

PESARO – “Prima di tutto il sociale. E la Regione Marche in questi anni lo ha dimostrato con i fatti; politiche sociali al centro dell’azione della Giunta Regionale”. Giovanni Gostoli, segretario provinciale Pd Pesaro e Urbino risponde con una nota alle critiche della segretaria provinciale della Cgil, Simona Ricci (rileggi qui precedente articolo Pu24). “L’inizio della legislatura si è concentrata proprio sui fondi del sociale che la Regione non era più riuscita a garantire nella precedente legislatura. Nei primi mesi di mandato la giunta Ceriscioli aveva ripristinato in toto i fondi del capitolo di bilancio.

Oggi la preoccupazione, invece, è sulle intenzioni future del neo governo Conte – precisa Gostoli – una questione non marginale che forse sottovaluta il sindacato. I Presidenti di Regione, il 21 giugno scorso, hanno presentato un documento nel quale si chiedeva conto al governo che fine avessero fatto i 263.267.106,00 euro del Fondo Nazionale per le politiche sociali; i 432.606.660 euro del Fondo per le non autosufficienze; i 51.100.000 euro del fondo per il Dopo di Noi e dei 4.427.262,58 euro del Fondo famiglia. Ad oggi non è arrivata nessuna risposta”.

E aggiunge: “Le uniche certezze sono i fondi per la Lotta alla Povertà che il precedente governo Gentiloni aveva garantito con un decreto dell’ex ministro del lavoro e delle politiche sociali per l’anno 2018 legandolo ai livelli essenziali sociali (Liveas) che porteranno nella nostra Regione una disponibilità nuova e aggiuntiva di oltre 5 milioni e mezzo di euro da trasferire agli ambiti territoriali sociali per il raggiungimento di livelli uniformi di servizi su tutto il territorio regionale”.

“Le considerazioni a carattere finanziario riportate sul comunicato della Cgil sono incomplete e devono essere interpretate all’interno di una situazione più puntuale di ciò che è avvenuto negli anni passati – prosegue Gostoli – L’impegno nel recupero del taglio degli anni passati ha visto la Regione impegnata in un sostanziale spostamento dei fondi del SSR sul versante territoriale incrementando in modo particolare le politiche di sostegno ai cittadini disabili. Alcuni dati: il finanziamento ai Centro socio-educativi-riabilitativi è passato da circa 6 milioni di fondi regionali agli attuali 8 milioni di fondi Lea; il finanziamento dei servizi della l.r. 18/1996 sono stati quasi raddoppiati passando dai 6 ai 12 milioni di euro trasferiti ai comuni per il co-finanziamento di servizi di educativa scolastica e domiciliare e per tirocini di inclusione lavorativa; sono stati raddoppiati anche i fondi per la Vita indipendente passando dai 600 mila euro ad un milione e duecento mila euro, cosa questa che ci ha permesso di soddisfare, nell’anno 2018, tutte le richieste pervenute e di approvare una specifica legge regionale in materia. A parità di finanziamento sono rimaste le comunità socio-educative-riabilitative finanziate per quasi 6 milioni di euro e i servizi di sollievo per le persone con patologie psichiatriche. Interventi importanti che costituiscono quasi il 50% dell’intero bilancio in capo alle politiche sociali comprensive anche degli interventi per i disabili gravissimi e per i disabili sensoriali quantificabili in circa 46 milioni su un bilancio annuale di oltre 83 milioni di euro.

I fondi europei hanno costituito un valore aggiunto importante prevedendo, per la prima volta nella programmazione europea FSE, una specifica linea per le politiche di inclusione sociale che porterà al territorio regionale oltre 40 milioni di euro nel corso del settennio di programmazione (2014-2020) e che abbiamo interamente trasferito agli ATS per il potenziamento del personale e per il pagamento delle indennità dei tirocini di inclusione sociale per persone in situazione di povertà.

In tutto questo abbiamo cercato anche di dare elementi di tenuta al bilancio regionale sulle politiche sociali; in particolare abbiamo garantito una disponibilità incrementale dei fondo per la non autosufficienza mettendo in bilancio in questi anni una disponibilità di oltre 3 milioni e mezzo all’anno di euro per Sad e assegni di cura per anziani.

Condivisibile invece l’invito fatto ai comuni di mettere di proprio ripensando il proprio bilancio in funzione della situazione economica complessiva nazionale che sta mettendo in seria difficoltà il sistema di welfare – conclude il segretario provinciale Giovanni Gostoli – Non aspettarsi tutto e solo dalla Regione, ma rivedere il proprio bilancio in funzione di una programmazione finanziaria sociale – la cui competenza è primariamente in capo ai comuni – che deve fare i conti con alcuni settori con forte capacità di tenuta e altri più fragili e maggiormente colpiti da tagli nazionali non recuperabili con fondi europei o sanitari. Si tratta di fare un patto tra Regione e Comuni – sostiene Gostoli – affinché i comuni recuperino centralità gestionale dei servizi rafforzando l’organizzazione istituzionale degli ATS con il supporto regionale non solo in termini finanziari, ma anche programmatori, regolamentari e infine normativi.”

Dl Terremoto, il Pd marchigiano durissimo contro il governo M5S-Lega

Dl Terremoto, il Pd marchigiano durissimo contro il governo M5S-Lega: "Clamoroso fallimento alla prima prova dei fatti, terremotati usati per la campagna elettorale e poi abbandonati". Articolo di Informazione.tv: http://www.informazione.tv/it/Politica/art/77720-dl-terremoto-il-pd-marchigiano-durissimo-contro-il-governo-m5s-lega-clamoroso-fallimento-alla-prima-prova-dei-fatti-terremotati-usati-per-la-campagna-elettorale-e-poi-abbandonati/

"È molto importante che il Pd, dopo l’approvazione del dl sul sisma, si compatti in tutte le sue articolazioni per fare il punto – spiega il presidente della regione Marche Luca Ceriscioli –. Il primo segnale del Governo del cambiamento sul tema del terremoto è stato negativo. Nessun cenno alle risorse che verranno messe a disposizione. Al Parlamento non è stato permesso neanche di discutere gli emendamenti presentati".

Accanto al Governatore tutto lo “stato maggiore” del partito regionale, i consiglieri regionali, con il capogruppo Fabio Urbinati, la Giunta, i tre parlamentari Alessia Morani, Francesco Verducci e Mario Morgoni e Matteo Terrani, segretario di federazione del Pd di Ascoli Piceno.
«Quello che stupisce – riprende Ceriscioli – è che non siano stati approvati emendamenti che non necessitano di copertura o per cui questa era già prevista. L'atteggiamento è di rimandare di 6/7 mesi i temi importanti. Ci si aspettava un segnale più forte e netto sul sisma da questo governo, considerate le promesse espresse in campagna elettorale. L'emblema è l'emendamento Whirlpool, appoggiato da tutti i sindaci e accolto solo parzialmente benché già con copertura economica. Ci sono 130 famiglie nel cuore del cratere che potevano avere una risposta che li mettesse al riparo dai licenziamenti, mentre oggi hanno lo strumento degli ammortizzatori solo per 6 mesi. Nessuna risposta anche per gli organici scolastici, problema da noi più volte sollevato in più sedi. Mancano all'appello 200 insegnanti, una questione cruciale per la rinascita dei territori del sisma. Su questo tema in particolare è difficile dire che le risposte si daranno con la Finanziaria, perché le scuole sono già aperte a settembre. Infine c'è preoccupazione per le risorse. Lo scorso governo ci ha garantito oltre 10 miliardi di euro che speriamo non vengano dirottati su altre politiche care al governo Lega-5 Stelle. Speriamo di essere smentiti con il prossimo provvedimento legislativo e speriamo di essere cattivi profeti nel dire che in futuro ci toglieranno le risorse".


"Il Governo alla prima prova dei fatti ha clamorosamente fallito – aggiunge il deputato Mario Morgoni – il provvedimento emesso nelle ultime ore di vita dell'Esecutivo Gentiloni ha visto una serie di correzioni importanti grazie al Pd al Senato. Il primo passaggio non è farina del sacco di Lega-M5S. Alla Camera, nonostante gli impegni assunti, nei confronti degli oltre 200 emendamenti c'è stato un atteggiamento di netta chiusura: mancanza di capacità e volontà, dilettantismo stucchevole che non ha consentito di affrontare serenamente la dialettica parlamentare. Abbiamo assistito a una sceneggiata perché un governo serio non può mettere la fiducia e impedire al dibattito parlamentare di produrre esiti normativi. Non abbiamo potuto ottenere alcun risultato se non far prendere qualche impegno al viceministro Castelli".

"Hanno usato i terremotati  in campagna elettorale e poi li hanno abbandonati – afferma la deputata Alessia Morani – mancano risorse per rinnovare 700 contratti a tempo determinato essenziali per la ricostruzione. Non è un argomento di lana caprina, ma riguarda soprattutto la possibilità di ripartenza di questi territori: è impossibile evadere le pratiche senza quel personale. Questo è un altro tema non derogabile. In Parlamento noi non abbiamo fatto ostruzionismo, ma abbiamo chiesto conto di alcune misure che non tornavano. Abbiamo chiesto la riduzione al 40% delle tasse dei cittadini del cratere e la restituzione in 120 rate anziché in 60. Il Governo, invece, ha annunciato il condono fiscale per tutti ma questo non aiuta i terremotati. Nel decreto poi non c'è niente per i Comuni. Il Governo non ha messo un euro per il cratere, non sono state stanziate nuove risorse. Siamo riusciti a fare approvare un odg per dare i risparmi della Camera alle zone terremotate. Nessun soldo dei tagli dei vitalizi andrà ai terremotati: restano solo sulla carta perché per 3 anni quei 40 mln rimarranno bloccati".

Ad intervenire anche il senatore Francesco Verducci, che ha lanciato il "massimo allarme sulla questione terremoto. Dopo che il sisma è stato la priorità per i Governi Renzi e Gentiloni, ora rischia di scivolare in secondo piano. Non lo permetteremo. In questi due anni – prosegue Verducci –, grazie all’impegno dei sindaci, delle forze sociali, della Regione e dei parlamentari abbiamo creato un sistema di protezione per i cittadini, per il lavoro e le imprese. Un sistema che rischia di essere smontato. La ricostruzione non si vince in queste zone senza piano per il lavoro per i prossimi 50 anni. La Lega ed il Movimento 5 Stelle hanno preso i voti e poi sono scappati".
Verducci torna poi sul caso Whirlpool. "Un esempio di sciacallaggio a piene mani. Siamo riusciti in Parlamento ad ottenere una proroga degli ammortizzatori sociali a 6 mesi, pur avendola chiesta per 24, ma la Whirlpool vivrà se il Governo ed il ministro allo Sviluppo economico inizieranno a prendere sul serio la questione. Invece il tavolo del 6 luglio scorso è saltato e ancora non si conosce la nuova data dell’incontro. Una cosa inaccettabile".

A concludere la serie di interventi, il capogruppo in Consiglio regionale, Fabio Urbinati. "Il giorno dopo il 4 marzo abbiamo dichiarato, insieme al presidente Ceriscioli, che qualunque Governo si fosse formato avremmo vigilato sulle politiche relative al terremoto. I nostri timori sull’assenza nel contratto di Governo dei temi del  sisma e della ricostruzione, relegati in 702 battute comprese gli spazi, hanno trovato conferma nei primi atti di questo Esecutivo al riguardo. Io mi rivolgo ai parlamentari di maggioranza della Regione Marche, dei quali non ho ancora sentito le voci, affinché portino avanti le prerogative di questi territori che li hanno eletti. Sul caso Whirlpool, nel cuore del cratere, la loro assenza ed il loro silenzio è evidente. Voglio sottolineare che il lavoro e la scuola sono le vie attraverso le quali passa la ricostruzione".

Screening mammografico gratuito da 45 anni, plauso del Pd

Un plauso dal Pd provinciale alla mozione, votata all’unanimità che ha come primi firmatari i consiglieri del Volpini, Giancarli e Biancani, che prevede l’abbassamento dell’età per l’adesione allo screening della mammella.

“Ad oggi la Regione Marche provvede allo screening mammario gratuito biennale riservato dal Sistema Sanitario Nazionale alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni. Nella mozione – affermano il segretario provinciale Pd Giovanni Gostoli e il responsabile provinciale del Dipartimento provinciale Pd Prevenzione e Salute Marco Pompili - viene chiesta la copertura economica per estendere lo screening alle donne più giovani, abbassando la soglia a 45 anni.  Attraverso la diagnosi tempestiva, il tumore al seno si può fronteggiato più efficacemente, studi e statistiche hanno evidenziato l’aumento dell’incidenza in donne sotto i 50 anni, per questo altre regioni come l’Emilia Romagna e la Lombardia hanno già scelto di diminuire la soglia di età per le campagne di prevenzione”.

Il Tumore Maligno della Mammella, infatti, è il più frequente tra le donne.
“I numeri del cancro in Italia 2017 confermano che il carcinoma mammario, non considerando i carcinomi cutanei, è la neoplasia più diagnosticata nelle donne, in cui circa un tumore maligno ogni tre (28%) è un tumore mammario – precisa Pompili - Si stima che nel 2017 verranno diagnosticati in Italia circa 50.000 nuovi casi di carcinomi della mammella. Nel 2014 il carcinoma mammario ha rappresentato la prima causa di morte per tumore nelle donne, con 12.201 decessi (fonte ISTAT). Dalla fine degli anni Novanta si osserva una continua tendenza alla diminuzione della mortalità per carcinoma mammario (-2,2%/anno), attribuibile a maggiore diffusione dei programmi di diagnosi precoce e quindi all'anticipazione diagnostica ed anche ai progressi terapeutici”.

“Prevenzione è salute. Ancora oggi troppo spesso per la politica e le istituzioni il tema della salute è sinonimo di ospedale, quando invece il benessere e prendersi cura delle persone deve coincidere sempre più con la cultura della prevenzione – afferma il segretario provinciale Pd Gostoli – Più in generale l’Organizzazione mondale della sanità (Oms) dimostra, infatti, che anche l’80% delle malattie cardiache, ictus, diabete di tipo 2 e almeno un terzo di cancro si possono prevenire. Investire sulla prevenzione è importante per ridurre il carico di malattie domani, quelle prevedibili, anche per un welfare più sostenibile”

Infine, tornando allo screening della mammella Pompili aggiunge: “La sopravvivenza dopo la diagnosi di tumore è uno dei principali indicatori che permette di valutare l’efficacia del sistema sanitario nei confronti della patologia tumorale. La sopravvivenza infatti è fortemente influenzata dalla prevenzione secondaria e dalla terapia. I dati italiani di sopravvivenza relativa a 5 anni per una diagnosi di Tumore della Mammella a partire dal triennio 1990-1992 fino al triennio 2007-2010 suggeriscono un importante incremento di sopravvivenza dal 78 all’87%, con dati che superano le sopravvivenze europee. Complessivamente in Italia vivono quasi 700.000 donne che hanno avuto una diagnosi di Tumore della Mammella pari al 41% di tutte le donne che convivono con una pregressa diagnosi di tumore e pari al 23% di tutti i casi prevalenti (uomini e donne). L’importante aumento di sopravvivenza a cui abbiamo assistito negli ultimi anni è dovuto a diverse variabili, tra cui l’anticipazione diagnostica (legata agli screening) e il miglioramento delle terapie”.  

Lavoro, 10 milioni per disoccupati over 30 da inserire nei progetti presentati dai Comuni

I soggetti inseriti nell’intervento, circa 1450 secondo le previsioni, saranno retribuiti con un’indennità pari ad 700 euro mensili per un’attività lavorativa pari a 25 ore settimanali per un durata di nove mesi.  

ANCONA – E’ stato pubblicato l’avviso per il finanziamento di progetti presentati dai Comuni che prevedano l’inserimento di disoccupati over 30, per migliorare i servizi ai cittadini per quanto riguarda la salvaguardia del patrimonio ambientale, la valorizzazione dei beni culturali, le attività ausiliarie di tipo sociale, le attività ricreative e quelle ad alto contenuto innovativo. I soggetti inseriti nell’intervento, circa 1450 secondo le previsioni, saranno retribuiti con un’indennità pari ad 700 euro mensili per un’attività lavorativa pari a 25 ore settimanali per un durata di nove mesi. A disposizione 10 milioni di euro in tre anni nell’ambito della priorità di investimento 8.i del POR FSE 2014/2020.

“Si tratta – spiega l’assessore al Lavoro e alla Formazione Loretta Bravi – di un intervento sperimentale particolarmente importante che rappresenta un’opportunità per il territorio. E’ infatti necessario, in questo lungo periodo di congiuntura economica, creare sinergie tra i Comuni per migliorare i servizi ai cittadini e offrire a soggetti fuoriusciti dal mercato del lavoro, la possibilità di un’opportunità lavorativa seppure temporanea che accresca le loro conoscenze e competenze, riducendone così anche i tempi di inattività. I progetti presentati a valere sull’avviso pubblico devono quindi puntare ad innescare processi virtuosi di sviluppo locale, che migliorino in maniera duratura la qualità di vita della comunità locale, sperimentando nuove soluzioni e modalità di gestione al fine di affermare un modello di crescita basato sull’innovazione e sulla qualità dei servizi. Ulteriore elemento caratterizzante di questo intervento è quello di intercettare e stimolare la capacità dei Comuni di programmare azioni di sviluppo dei propri territori che facciano leva sulla valorizzazione delle risorse locali, attraverso l’individuazione di forme di cooperazione per lo sviluppo dei nuovi strumenti di pianificazione”.

I progetti possono essere presentati dai seguenti soggetti:

Comuni delle Marche in forma singola;

Comuni delle Marche associati in accordo di Partenariato, costituito o da costituire successivamente all’ammissione a finanziamento, composto da più Comuni, con l’individuazione di un Comune, capofila di progetto, nonché referente nei confronti della Regione Marche;

I soggetti destinatari dell’avviso, sono i disoccupati ai sensi del D.Lgs n. 150/2015 iscritti presso i Centri per l’Impiego, l’Orientamento e la Formazione (Centro per l’impiego) con i seguenti requisiti:

1. diplomati o laureati che hanno compiuto 30 anni di età (over 30) alla data di pubblicazione dell’avviso pubblico sul BURM;

2. residenti nelle Marche. La residenza deve essere posseduta alla data di presentazione della domanda, non è sufficiente aver presentato al Comune l’istanza di residenza;

3. non percettori di ammortizzatori sociali o di trattamenti pensionistici (tale condizione deve permanere per tutta la durata del progetto).

L’avviso pubblico è consultabile nel sito della Regione Marche: 

http://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Lavoro-e-Formazione-Professionale/Bandi-di-finanziamento/id_9081/888.

Passi avanti in sanità: investimenti, servizi, nuovi spazi. Le ultime inaugurazioni in provincia di Pesaro e Urbino

All’Ospedale di Urbino  inaugurati i nuovi spazi sanitari e presentati gli investimenti per sviluppare un sistema di eccellenza.
C'è una coerenza tra la riforma che abbiamo fatto, che dimostra una forte centralità all’ospedale di Urbino, e le #risorse economiche messe in campo da questa amministrazione; 9,4 milioni per gli ultimi due anni, 7 milioni di euro per i futuri investimenti e 3 milioni e 800mila euro sono stati stanziati per le tecnologie biomediche per gli anni 2016 2019. Altri 3 milioni e mezzo di fondi europei Por Fesr andranno a favore dell'efficientamento energetico.
Nella struttura ospedaliera in questo anno e mezzo si è investito in modo considerevole sia in ambito strutturale con importanti lavori di rinforzo strutturale per il miglioramento sismico del corpo centrale, che tecnologico, rafforzando la diagnostica per immagini, con una nuova #TAC, la Unità Operativa di Gastroenterologia, con una seconda sala endoscopica completamente attrezzata. È stato riorganizzato, inoltre, il piano terra con un nuovo ingresso, la sala riunioni, la cappella, i corridoi di collegamento ed è stata ripristinata anche la scala centrale. Restayling anche per il reparto di oncologia e sale parto



 

Inaugurato a Sassocorvaro Villa Montefeltro, il Centro avanzato per la prevenzione, diagnosi e cura del Glaucoma.
Continuiamo a investire sui territori, in questo caso attraverso il privato, per la realizzazione di un’attività specialistica di spessore e valore. In questo ospedale di comunità abbiamo previsto 20 posti letto di lungo degenza sempre con il privato che ha iniziato il suo iter per l’attivazione.
L’ambulatorio diagnostico di 2° livello è stato dotato di OCT, argon laser, yag laser, SLT (selective laser trabeculoplastica), microscopio endoteliale e topografo al servizio di medici specialisti di riconosciuta competenza.
Si risponderà cosi in maniera flessibile in base ai vari stadi della patologia: con le nuove strumentazioni infatti, potranno essere trattati i glaucomi precoci (SLT), prevenendo o diminuendo l'utilizzo di farmaci (e conseguente risparmio di costi sociali e per il Servizio Sanitario Nazionale), al contempo migliorando la qualità della vita del paziente. Nelle foto tutte le prestazioni erogate a Villa Montefeltro.






Fossombrone. Ceriscioli ha inaugurato la nuova risonanza magnetica
Il presidente della Regione Luca Ceriscioli, accompagnato dai responsabili del comparto sanità ha inaugurato ieri mattina a Fossombrone la nuova risonanza magnetica e a Macerata Feltria il centro dialisi con quattro posti letto. Per quanto riguarda l’ospedale di Fossombrone «la risonanza magnetica – è stato sottolineato – entra subito in funzione per tagliare le liste di attesa» con la garanzia che la Regione sta provvedendo anche a potenziare il personale tecnico per rendere la nuova macchina utilizzabile a ritmo continuo. «Un bel traguardo anche se con un ritardo di circa tre anni – ha sottolineato il sindaco Gabriele Bonci – ma vorrei ricordare quelli che erano gli impegni presi nel 2014 dall’allora assessore regionale Mezzolani che per la struttura di Fossombrone prevedeva l’attivazione del servizio di day surgery e di 20 posti letto di lungodegenza. Così come si conferma sempre più impellente la riattivazione del Punto di primo intervento». Su quest’ultimo punto Ceriscioli è stato chiaro: «Occorre che i parlamentari che rappresentano il territorio operino per rivedere i parametri imposti in sede nazionale. Non è cattiva volontà della Regione se il Ppi non c’è». Sulla questione dei venti posti letto di lungodegenza l’unica via da percorre resta quella della convenzione con il privato. Un’affermazione fatta non in pubblico ma in una breve intervista con il cronista. Resta in sospeso più che mai il day surgery. Certo è che Fossombrone necessita di un’azione concordata e unitaria tra tutte le forze politiche, sociali e culturali. I risultati indispensabili per la comunità si possono ottenere solo ricorrendo ad una strategia intelligente. Non certo a lamentele e critiche continue che non ottengono alcune effetto pratico.

Un investimento di 900 mila euro per rafforzare i servizi sanitari a Fossombrone e Macerata Feltria. Ceriscioli alle cerimonie di inaugurazione: “Tecnologie sul territorio per prestazioni di qualità”




Migliorano i servizi sanitari nell’Area Vasta 1, con un investimento complessivo di 900 mila euro, servito per realizzare la nuova risonanza all’Ospedale di comunità di Fossombrone e il nuovo Centro dialisi del presidio territoriale di Macerata Feltria, con il taglio del nastro effettuato da una paziente in cura che ha portato la propria testimonianza e il ringraziamento dei pazienti interessati. Il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, ha partecipato alle cerimonie di inaugurazione, alle quali hanno preso parte le autorità locali, diversi nuovi parlamentari delle Marche e il direttore generale Asur Marche, Alessandro Marini. “Il messaggio che lanciamo oggi è molto semplice: si continua a investire nelle strutture del territorio perché la riorganizzazione sanitaria, assumendo ogni realtà il proprio ruolo, ha bisogno poi di crescere in termini di tecnologie e servizi alla comunità - ha detto il presidente Ceriscioli - La parte radiologica dell’ospedale di Fossombrone è particolarmente sviluppata perché ha una TAC nuova, una risonanza articolare nuova, un mammografo di ultima generazione, un Telecomandato (radiologia anche questa di ultima generazione) e due ecografi digitalizzati, in rete con tutte le strutture dell’Area Vasta 1. Un esame può essere svolto e letto in tutte le strutture interessate, senza necessità di spostare i pazienti. Quindi veramente delle tecnologie al servizio delle esigenze locali. Questo offre la possibilità di dare ai cittadini quello di cui hanno bisogno in termini di risposte mirate”. A Macerata Feltria, ha ricordato il presidente, “il problema era legato a una necessità del territorio perché la vecchia struttura era stata dichiarata inagibile”. Oggi è già operativa per la parte nefrologica e con il nuovo investimento “diamo una risposta essenziale a chi, più volte alla settimana, deve recarsi presso una struttura di dialisi. Ora trova il centro di cui ha bisogno vicino a casa. Un segno molto chiaro della volontà di superare quel pessimismo naturale che matura durante i cambiamenti, perché si pensa sempre a quello che si perde e non a quello che arriva”. Ceriscioli ha poi sollecitato i neo parlamentare a impegnarsi sulle questioni di governo che impattano sulla gestione della sanità regionale: fondo sanitario adeguato ai servizi territoriali, tetto di spesa del personale, dotazione dei medici. La risonanza magnetica nucleare di Fossombrone è del tipo a basso campo, per gli esami articolari degli arti e della colonna. Ha comportato lavori all’interno del reparto di diagnostica per immagine dell’ospedale, con nuovi spazi e impianti dedicati. I lavori, per un importo di 600 mila euro, hanno interessato la realizzazione del corridoio, di un locale con la cabina di risonanza, lo spogliatoio per i pazienti, la postazione di lavoro e una di visita, oltre a un ambulatorio e a uno studio medico, due uffici e due depositi. Hanno richiesto rinforzi strutturali del solaio, nuove partizioni interne, impianti elettrico, idrico, scarichi, riscaldamento e condizionamento. La nuova strumentazione è ideale per studiare l’intera anatomia muscoloscheletrica. Sarà impiegata, in particolare, per gli esami alla cervicale, lombare, anca e spalla. È una risonanza “aperta”, di particolare gradimento per i pazienti sofferenti di claustrofobia. L’avvio dell’attività per gli esterni inizierà con esami strumentali degli utenti già prenotati sull’Ospedale di Urbino, allo scopo di ridurre le attuali liste di attesa. In un secondo momento si apriranno le agende Cup (centro unico di prenotazione) per dare a tutti la possibilità di prenotarsi. Il nuovo Cal (Centro dialisi e assistenza limitata) è stato realizzato al piano terra del Presidio di Macerata Feltria. Sviluppa una superficie di 185 mq, è organizzato con una sala d’attesa, un corridoio centrale che collega la sala dialisi con quattro postazioni (38 mq), due spogliatoi (uomini e donne) con bagno, l’area accettazione e la segreteria, l’ambulatorio medico, l’area per il personale sanitario, magazzino e sala macchine. I lavori hanno richiesto 300 mila euro e interessato, oltre l’impianto dialisi, la suddivisione interna e l’impiantistica. Nel settembre 2016, in seguito alla verifica tecnica relativa alla vulnerabilità sismica del Presidio Lanciarini di Sassocorvaro, la dialisi, trovandosi nella zona che non aveva superato le prove di staticità, era stata disattivata e i pazienti presi in carico dal Centro del Presidio Ospedaliero di Urbino. Ora il servizio, completamente ristrutturato, viene riaperto a Macerata Feltria con le più moderne tecnologie e un avanzato modello di cura. Sarà tra i pochi, a livello regionale, a lavorare con le tecniche migliori, integrando la più avanzata ricerca all’attività clinica.

Inaugurati nuovi servizi al Centro Ospedaliero Santo Stefano a Cagli

Aggiunti 10 nuovi posti letto di lungodegenza post-acuzie ospedaliera al centro di Riabilitazione. Ceriscioli: “Un bell’intervento grazie ad una collaborazione tra pubblico e privato che serve a dare sempre più servizi ai cittadini. Chi viene qui trova una struttura privata convenzionata: per il cittadino è come andare in una struttura pubblica con un ambiente di grande qualità e professionisti".

 

30 APR - Si ampliano i servizi del Centro Ospedaliero Santo Stefano di Cagli (PU) con l’attivazione di 10 nuovi posti letto di lungodegenza post-acuzie ospedaliera.

Il Centro di Riabilitazione Santo Stefano di Cagli opera dal 2008, dopo aver assunto in locazione un reparto inutilizzato dell’ospedale A. Celli e, fino ad oggi, era organizzato su 20 posti letto di riabilitazione ospedaliera intensiva per ortopedici e neurologici.
 
Lo scorso anno d’intesa con ASUR/AV1, il Santo Stefano ha esteso il contratto di locazione per un’ulteriore area in disuso. È qui che, dopo un intervento di ristrutturazione che si è concluso in questi giorni, sono stati allestiti i nuovi 10 posti letto.
 
“Noi continuiamo ad investire in sanità”, ha detto il presidente della Regine Marche Luca Ceriscioli nel corso della cerimonia di inaugurazione. “In questo caso un bell’intervento grazie ad una collaborazione tra pubblico e privato che serve a dare sempre più servizi ai cittadini. Chi viene qui trova una struttura privata convenzionata: per il cittadino è come andare in una struttura pubblica con un ambiente di grande qualità e professionisti. Non solo si amplia la gamma dell’offerta e aumentano i posti a disposizione ma, per esempio sulle visite specialistiche, arriva l’urologia con tanto di ecografo che fino a ieri non c’era. Stiamo lavorando per una sanità del territorio sempre più presente e in grado di offrire quella gamma di servizi necessaria per tenere i cittadini vicino a casa dove è possibile. Si concentrano invece le alte specialità che hanno bisogno di numeri più alti per poter funzionare e per dare risposte nelle emergenze. In ogni caso si tratta di servizi di alta qualità a disposizione di tutti i cittadini marchigiani”.

“L’attivazione di questi servizi ci consentirà di integrare e potenziare l’offerta di salute sul territorio, anche grazie all’introduzione di nuove specialità ambulatoriali”, ha aggiunto l’AD Santo Stefano Enrico Brizioli. “La nostra mission è quella di operare come partner del servizio sanitario pubblico, come sta accadendo anche qui a Cagli, dove il percorso intrapreso da anni è un esempio di integrazione e complementarietà”.

 

Marche Nord firmato il protocollo d’intesa tra Regione Marche e Comune di Fano  sull’assetto delle strutture ospedaliere dopo la realizzazione del nuovo ospedale


Il Santa Croce resterà presidio aperto h 24 dell'azienda ospedaliera Marche Nord con il mantenimento della chirurgia d’urgenza h 24 e del pronto soccorso con il trattamento di tutti i codici e 80 nuovi posti letto sociosanitari. Il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli e il sindaco di Fano Massimo Seri hanno firmato il protocollo d’intesa tra la Regione e Comune sull’assetto delle strutture ospedaliere dopo la realizzazione del nuovo ospedale. “Un'intesa importante per la città di Fano e per il territorio provinciale – spiega il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli - Un accordo che permetterà ai fanesi di poter avere servizi di qualità vicino casa, giorno e notte, e poter usufruire di prestazioni di alta complessità con la nuova struttura pubblica e quella privata che opererà senza incrementare la spesa né ridurre la quota destinata alla sanità pubblica. Questa intesa costituisce un impegno importante da parte della Regione in termini di risorse e investimenti che ricadranno sulla città nei prossimi anni. Posti di lavoro, miglioramenti in termini di viabilità per la città e migliore qualità dei servizi sanitari pubblici”. Un risultato “storico impensabile al momento dell’insediamento - aggiunge il sindaco di Fano Massimo Seri - tenuto conto della situazione di partenza che prevedeva il nuovo sito per la realizzazione del nuovo ospedale a Pesaro con la chiusura del Santa Croce. Un obiettivo raggiunto unitamente alla creazione di una Rsa di cui la città di Fano necessitava, portando a termine il progetto Cives con la creazione della piscina e l’avvio dell’housing sociale in una lottizzazione bloccata da anni. Con questa firma si avvia un percorso di investimenti ingenti sulle infrastrutture viarie che miglioreranno la qualità della vita dei fanesi. Un’operazione che concorre alla creazione di numerosi posti di lavoro qualificati a beneficio anche del tessuto economico e delle esigenze della comunità”. Nel documento si precisa che: l’ospedale Santa Croce di Fano continuerà ad essere uno stabilimento dell’Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord e a svolgere funzioni sanitarie integrate con la nuova struttura e la restante rete, in grado di erogare attività soprattutto di tipo chirurgico. Verranno erogate prestazioni di specialistica e diagnostica di alto livello. Saranno inseriti in tale struttura il Pronto Soccorso (con accettazione di tutti i codici colore – chirurgia d'urgenza h24), la Postazione dell’emergenza territoriale (Potes), i reparti di Chirurgia, Medicina, Ortopedia, la Terapia Intensiva (rianimazione), Medicina e Chirurgia d'urgenza H24. Presso lo stabilimento si svolgeranno funzioni di stabilizzazione e cura ed eventualmente centralizzazione per le patologie che richiedono specifici interventi, secondo le modalità definite nelle reti cliniche con modello Hub & Spoke in coerenza con il DM 70/2015. Saranno inserite attività chirurgiche specialistiche programmate (breast unit). Sarà previsto il servizio dialisi e sarà organizzato anche un DH oncologico in quanto presente il servizio di anestesia a tutela e garanzia di eventuali complicanze. Nell’Ospedale saranno garantite attività di diagnostica per immagini (TAC, RMN, RX, Ecografia ecc,) a supporto del Pronto Soccorso per i pazienti interni e esterni, la specialistica ambulatoriale compresa la chirurgia ambulatoriale e il Day Surgery e la diagnostica di laboratorio nelle modalità previste dalla specifica rete. Saranno presenti anche Lungodegenza post-acuzie e Riabilitazione. Il protocollo inoltre impegna la Regione a istituire presso il territorio del Comune di Fano, in deroga al piano del fabbisogno approvato con delibera della Giunta Regionale (n.1105/2017), 80 nuovi posti letto a destinazione socio sanitaria, in particolare 40 di Rsa, 20 di cure intermedie e 20 posti R.P. demenze. Per quanto riguarda il territorio, la Regione si impegna a ricercare adeguate soluzioni funzionali e finanziarie con Anas, Società Autostrade e Ministero delle Infrastrutture per la realizzazione di un principale asse viario, ritenuto indispensabile dalla città di Fano, alternativo alla statale Adriatica che colleghi i sistemi urbani di Pesaro e Fano, agevolando anche il nuovo collegamento con il nuovo ospedale unico previsto in località Muraglia. 20 milioni di euro del Fondo per lo Sviluppo e Coesione regionale vengono messi a disposizione dalla Regione al Comune di Fano per favorire, in tempi brevi, il miglioramento della viabilità esistente e confermare quanto previsto nella convenzione sottoscritta tra società Autostrade, Regione Marche, Provincia di Pesaro Urbino e Comune di Fano circa le risorse stabilite per migliorare la viabilità.

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