Il Pd provinciale apre l’area sanità. Gostoli: “E’ arrivato il tempo di fare”

Il Pd provinciale riapre l’area tematica salute e sanità, un gruppo di lavoro per  contribuire dal basso ai processi di riforma sociosanitari. L’area tematica sarà gestita dal segretario provinciale democrat Giovanni Gostoli, come annunciato l’altra sera al primo incontro che si è tenuto a Pesaro: “La sanità è il tema più importante per i cittadini e una delle sfide principali del nuovo governo regionale, da essa passa una buona parte del recupero di fiducia nelle istituzioni, e quindi la cosa più giusta è che a guidare l’area tematica sia chi nel partito ricopre la responsabilità più importante”.

Un primo appuntamento della “cabina di regia” che affiancherà il segretario provinciale, circa trenta persone, ha visto la partecipazione di tutti i territori della provincia, tra segretari delle unioni comunali e coordinatori di zona, amministratori e professionalità che vogliono mettere a disposizione tempo e capacità sui temi sociosanitari.

“In sanità c’è tanto da fare più che da discutere: è finita la stagione delle chiacchiere, adesso è venuto il tempo delle scelte” – così ha aperto Gostoli – “La partecipazione dei territori è indispensabile, ma deve essere vissuta in modo nuovo: al centro ci sono i bisogni dei cittadini che si affrontano non con battaglie di campanile, ma con un armonizzazione della rete e del sistema dei servizi a livello provinciale”

Equità distributiva, accessibilità dei servizi, presa in carico del paziente sono le parole chiave. “Prima di tutto c’è la sicurezza dei cittadini: garantire un sistema di primo  intervento diffuso, dalla costa alle aree interne, capace di intervenire con tempestività nei casi di emergenza. Poi migliorare la qualità delle strutture ospedaliere per acuti, offrire servizi accoglienti e più vicini per le post acuzie, e infine, una maggiore attenzione al tema delle malattie croniche”.

“C’è bisogno di aggredire la mobilità passiva: oltre 30 milioni di euro che la Regione Marche paga quando un pesarese decide di andare a curarsi in un'altra regione – ha aggiunto Gostoli - Per fare questo occorre ridurre le liste di attesa, realizzare il nuovo ospedale provinciale tra Pesaro e Fano, armonizzare il sistema organizzativo dei servizi nei territori attraverso le Case della Salute e investendo nell’Ospedale di Urbino. Per ultimo, dopo aver rafforzato la sanità pubblica occorre aprire anche una diversa visione collaborativa con il privato, senza pregiudizi ideologici”.

“Marche Nord è un’esperienza che deve andare avanti – precisa il segretario provinciale – “ma il processo di integrazione deve uscire dalla fase di transizione e l’unico modo è fare il nuovo ospedale provinciale. Per fare un passo avanti occorre che Pesaro e Fano discutano insieme come una grande città. Chi pensa di tornare indietro ai due vecchi ospedali è irresponsabile, significa ripartire da zero per lasciare la situazione in questo modo e non fare niente. Per questa ragione vogliamo mandare un messaggio a Ceriscioli: per il Pd provinciale più del luogo è importante fare il nuovo ospedale provinciale”.

E’ opinione del segretario provinciale, ma anche di coloro che sono intervenuti alla discussione che sul sito la soluzione giusta sia quella di ripartire dalle valutazioni tecniche e dalle scelte già condivise in passato da Regione e Provincia, nonché ampiamente discusse nelle conferenza provinciale dei sindaci e nei consigli comunali delle grandi città.

“A breve organizzeremo un’assemblea provinciale Pd insieme a Ceriscioli” – ha concluso Gostoli delineando la road map – “Per poi andare a discutere in tutti i territori. Stare vicini ai nostri sindaci e amministratori, condividere i passaggi per essere protagonisti della riforma. La sfida è tra una destra che parla, fomentando paure per qualche voto in più, e chi come noi vuole fare per cambiare in meglio il sistema sociosanitario”.

A Fossombrone il Pd lancia l’Unione dei Comuni. Gostoli: “Insieme per migliorare i servizi e rilanciare la crescita”

Coraggio, apertura e innovazione: sono queste le parole più utilizzate l’altra sera all’incontro a Fossombrone sulle unioni e fusioni dei comuni. L’iniziativa è stata organizzata dal Partito democratico che nei giorni scorsi ha promosso un tour nel territorio “Idee in comune per crescere. Sei incontri nei sei ambiti omogenei per la gestione dei servizi definiti dalla Regione Marche. Dopo Pesaro e Bassa Val Del Foglia è stata la volta del Medio Metauro. I democrat hanno chiamato a raccolta i segretari di circoli e gli amministratori Pd di Fossombrone, Isola del Piano, Serrungarina, Montefelcino, Montemaggiore al Metauro, Cartoceto, Saltara e Sant’Ippolito.

 “Vogliamo modernizzare i comuni e fare sistema per migliorare i servizi ai cittadini, fare strategie  che servono per le comunità e rilanciare la crescita economica” così ha aperto il segretario provinciale Giovanni Gostoli – “Siamo difronte a un bivio: cambiare il Paese oppure perdere altro tempo. Noi vogliamo vivere la sfida dell’innovazione senza subire processi dall’alto, ma provando a costruirli dal basso”. Presenti molti amministratori del territorio, tra cui il vicesindaco di Fossombrone Michele Chiarabilli, il sindaco di Serrungarina Marta Falcioni, e l’assessore di Saltara, Gilberto Fattori, e per il coordinamento di zona, Silvia Scarpetti. “In questo territorio” – ha aggiunto Gostoli – “dobbiamo rafforzare la cooperazione facendo nascere una grande Unione dei Comuni con una programmazione intercomunale e assetti istituzionali snelli e efficienti”.

Idea rafforzata dal sindaco di Vallefoglia Palmiro Ucchielli: “Da soli non si va da nessuna parte, serve unire. La Regione dovrebbe obbligare i comuni a mettersi insieme attraverso le Unioni, ma anche investire di più sulle fusioni. C’è bisogno di un sistema di incentivi che premi chi si mette insieme. Avanti tutta – ha aggiunto il sindaco Ucchielli – perché si risparmia e si programmano meglio le politiche da fare per i cittadini, così da liberare risorse per gli investimenti e creare lavoro”

Si è parlato anche di fusioni nel territorio. “Sono molto contento del percorso aperto a Saltara, Serrungarina e Montemaggiore per la creazione di un nuovo comune” - ha proseguito Gostoli – “Lavoriamo ad uno studio di fattibilità e discutiamolo insieme ai cittadini. E’ una scelta coraggiosa quella dei sindaci che pur di fare il bene della comunità sono disponibili anche a rimettere in discussione il proprio mandato elettorale. E’ la bella politica al servizio dei cittadini”.

Corriere Adriatico, domenica 15 novembre 2015

Unioni e Fusioni Comuni una grande opportunità: serve una legge regionale e aprire costituenti dal basso

“Alle Marche serve una legge regionale organica sulle unioni e fusioni dei Comuni”, è stata la proposta del segretario provinciale Pd, Giovanni Gostoli, che venerdì scorso ha incassato il voto unanime della prima Direzione provinciale. Una legge che peraltro c’è in altre regioni perché – sostiene il segretario democrat – “un tema così importante deve avere una programmazione e non può essere affrontato solo in emergenza”. Gostoli ha poi aggiunto: “Per governare il cambiamento, però, non possiamo subirlo dall’alto, ma costruirlo dal basso. C’è bisogno di aprire un percorso costituente dai territori. Siamo convinti che le unioni dei comuni e le fusioni non sono solo strumenti per unire due o più comuni, ma una nuova veste amministrativa per governare meglio il territorio”.

“Noi vogliamo modernizzare il sistema di governo degli enti locali – ha proseguito Gostoli - perché siamo convinti che attraverso una nuova architettura istituzionale c’è un pezzo importante della crescita e del miglioramento della qualità della vita per i cittadini. Siamo difronte a un bivio: cambiare questo Paese oppure perdere altro tempo.  Oggi declinare i Comuni in chiave moderna significa avere a cuore il sistema del welfare che è l’insieme delle opportunità che costruiscono una comunità. Servizi, infrastrutture, istruzione, socialità, assistenza, attività produttive, beni culturali, opportunità di lavoro: sono questi i fattori che contribuiscono allo stato di benessere. Senza di essi le persone, a cominciare dai giovani, decidono di vivere altrove. Di fronte a questa situazione abbiamo un sistema di autogoverno inefficiente, frammentato, sempre in emergenza. Ormai da diverso tempo i Comuni, in particolare quelli piccoli, vivono una crisi di prospettiva e oltre alle difficoltà finanziarie assistiamo a un progressivo spopolamento e invecchiamento.  La crisi economica non ha fatto altro che allargare ferite profonde sull’erogazione dei servizi, fare investimenti e addirittura sulla possibilità di chiudere in pareggio i bilanci comunali. Per prima cosa bisogna fare chiarezza: il tema non è sopprimere i Comuni, ma piuttosto come organizziamo il governo locale per fare ciò che serve ai cittadini – aggiunge il segretario provinciale Pd - E’ prima di tutto una sfida culturale di governo: da un lato c’è chi vuole tornare al campanile; dall’altro, c’è chi come noi vuole fare rete e mettere insieme la progettualità”.
Poi le priorità sulle cose da fare per favorire percorsi di aggregazione. “In primo luogo – dice Gostoli - bisogna investire nelle Unioni dei Comuni e mettere insieme progettualità in una dimensione più adeguata per essere competitivi. Attraverso ambiti omogenei che sono stati definiti dalla Regione Marche (delibera 124/2015) con il coinvolgimento dei sindaci del territorio. Nella nostra provincia sono sei, delineate sull’esperienza positiva degli ambiti sociali: Pesaro e Bassa Val de Foglia, Fano e Cesano, Bassa Val Metauro e poi le tre unioni montane del Montefeltro, Urbino e Alta Valle del Metauro, Cagli. Bisogna rafforzare queste sei grandi aree di cooperazione tra comuni per migliorare i servizi e promuovere lo sviluppo economico con una programmazione intercomunale con assetti istituzionali snelli e efficienti”.
E poi il tema delle fusioni, continua Gostoli: “In secondo luogo, all’interno degli ambiti aprire un dibattito sulle fusioni dei comuni. Laddove c’è già un’unione è più semplice immaginare una fusione elaborando degli studi di fattibilità insieme agli attori sociali, economici e culturali, alla partecipazione dei cittadini. Le fusioni non sono uno strumento burocratico sempre valido, ma una grande opportunità in particolari circostanze. Oltre ai benefici delle risorse finanziarie e alle buone pratiche gestionali che tagliano le spese degli apparati per investirli in servizi ai cittadini, le fusioni sono talvolta il luogo per una migliore progettualità amministrativa in grado di dare futuro ai Comuni. Senza cancellare i Municipi, ma facendoli vivere in una nuova veste di governo locale capace di garantire un buon sistema di welfare”.
Dopo la direzione provinciale che ha approvato la relazione il Pd provinciale organizzerà sei incontri nei sei ambiti omogenei con la volontà di aprire una riflessione profonda nei territori.
“La sfida è essere protagonisti di innovazione e modernizzazione o soggetti di conservazione” – conclude Gostoli – “E’ finita la stagione delle chiacchiere, adesso si è aperta quelle delle riforme che può diventare una delle stagioni più belle del Paese”

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