Provincia

Pd di Pesaro aderisce alla manifestazione contro il “decreto Pillon”

In tante piazza d’Italia, sabato 10 novembre, sono state indette manifestazioni contro il Disegno di Legge 735 cosiddetto “decreto Pillon”, dal senatore leghista che lo ha presentato. “Invitiamo anche noi a scendere in piazza per dire No al “decreto Pillon” e alla riforma di separazione e affido”. Parole del segretario provinciale Pd Giovanni Gostoli, in corsa tra l’altro per la segreteria Pd Marche alle primarie del 2 dicembre, insieme alla segretaria dem di Pesaro Francesca Fraternali e la responsabile donne Pd provinciale Alessandra Khadem.

“Il decreto così come formulato - spiegano Khadem e Fraternali - è assolutamente inaccettabile e purtroppo rappresenta un enorme passo indietro rispetto alle conquiste fatte e all’evoluzione normativa registrata nel corso degli anni nel campo della separazione e del divorzio. Si favorirà innanzitutto il coniuge economicamente più forte. Il decreto, introducendo la figura del mediatore famigliare e di conseguenza la procedura della mediazione obbligatoria in presenza di figli minori, anche nei casi non conflittuali, renderà infatti le separazioni più onerose e complesse - precisano i Dem.

La procedura di mediazione, inoltre, potrebbe determinare difficoltà oggettive nel manifestare la volontà di separarsi per le donne che subiscono violenza domestica e che hanno timore e paura di interrompere l’unione coniugale a causa delle conseguenze che potrebbero subire. Altro punto controverso riguarda l’abolizione dell’assegno di mantenimento diretto. Tale inversione di rotta, presupponendo una parità economica tra i coniugi non tiene conto dei dati reali forniti dall’Istat. Non è un mistero infatti che in molti casi siano le donne a lasciare il lavoro per occuparsi della famiglia, che l’accesso al mondo del lavoro sia più complicato per una donna e che in Italia, purtroppo, non si è ancora raggiunta una parità reale per quanto riguarda i salari.

Di fondo si registrerà un’inversione di tendenza nelle separazioni rispetto all’impostazione attuale: dalla tutela della prole alla centralità degli aspetti puramente economici”, concludono Fraternali e Khadem.

La manifestazione si terrà a Pesaro, Piazzale Collenuccio dalle ore 17. In mattinata ad Ancona, piazza Roma, dalle 10

Casa del Popolo riqualificata, l'inaugurazione a Montegranaro

Venerdì 26 ottobre è il grande giorno del taglio del nastro ai locali di via Salvatori 15, a pochi passi da piazza Redi. La Fondazione XXV Aprile annuncia il trasferimento della propria sede dal centro storico al quartiere Montegranaro, dopo due anni di lavori di ristrutturazione, che andranno a beneficio anche della Federazione provinciale del Partito Democratico, che stabilirà la propria sede nello stesso edificio.

Per l’occasione sarà presente l’ex senatore Ugo Sposetti, presidente dell’Associazione “Enrico Berlinguer”, capofila delle fondazioni culturali democratiche, legate al panorama del centro-sinistra italiano.

Il programma prevede alle ore 17 i saluti di Carlo Niro, presidente della Fondazione XXV Aprile, insieme a Gastone Balestrini, presidente del Consiglio di Amministrazione della stessa Fondazione. Subito dopo interverrà il senatore Ugo Sposetti.

Saranno presenti all’inaugurazione dei locali il sindaco di Pesaro Matteo Ricci, il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, il consigliere regionale Andrea Biancani e il segretario della Federazione provinciale PD Giovanni Gostoli.

Al termine verrà offerto un aperitivo a tutti i partecipanti.

Brevi note storiche

La Casa del Popolo di Montegranaro, ubicata in via Salvatori a Pesaro, è stata costruita tra il 1965 e il 1966, grazie all’impegno degli iscritti alla locale sezione P.C.I. e a numerosi volontari del quartiere. I lavori di ristrutturazione sono cominciati nel mese di luglio 2017, al fine di modernizzare i locali, in modo da renderli idonei ad ospitare gli uffici della Fondazione XXV Aprile e della Federazione provinciale del Partito Democratico. A piano terra, da gennaio 2018, è attivo un punto vendita Conad, e il nuovo bar Odeon.

Paolini candidato Presidente per continuare esperienza della Provincia Casa dei Comuni

“Siamo stati coerenti con la nostra idea di Provincia come “Casa dei Comuni”, non più luogo di scontro politico ma di incontro istituzionale. Una scelta di buon senso per mettere al centro dell’azione dei prossimi anni il lavoro e lo sviluppo sostenibile, strade e manutenzione del territorio, scuole sicure, un ente al servizio dei Comuni”. Sono le prime parole del Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino Daniele Tagliolini e del segretario provinciale del Partito democratico, Giovanni Gostoli, a commento della presentazione della candidatura a Presidente del sindaco di Isola del Piano Giuseppe Paolini.

“Il percorso di ascolto per costruire una candidatura unitaria – proseguono - è stato aperto, trasparente e partecipato. Nei sindaci, di qualsiasi colore politico, prevale la volontà di continuare il progetto bipartisan nato con la Provincia dei Sindaci. L’esperienza di questi anni è stata considerata un percorso positivo da ripetere, soprattutto da chi è stato consigliere provinciale e ha affrontato con spirito collaborativo le emergenze e le azioni da mettere in campo per dare risposte ai territori”.

Dopo le premesse sull’impostazione, Tagliolini e Gostoli raccontano l’individuazione della candidatura di Paolini: “Sulla scelta del candidato Presidente anzitutto bisogna precisare che c’è una stima diffusa in tutti i Sindaci che potevano candidarsi, cioè coloro che non terminano il loro mandato nei prossimi dodici mesi. C’è stata un'indicazione prevalente, tra i sindaci disponibili a candidarsi, su Giuseppe Paolini, sindaco di un Comune tra i più piccoli del territorio, un segnale importante per le aree interne. Una persona con anni di esperienza da sindaco, già consigliere provinciale, conosciuto tra i primi cittadini, da sempre impegnato attivamente nei temi della legalità. Sulla sua persona abbiamo registrato il maggiore consenso sia nei sindaci Pd o centrosinistra che in quelli civici con sensibilità politiche differenti”.

Il 31 ottobre si voterà per il rinnovo del Presidente, mentre a gennaio sono previste le votazioni per il nuovo Consiglio provinciale. Proprio in vista di questa ulteriore scadenza, Tagliolini e Gostoli rivolgono un appello a tutti i sindaci, agli amministratori locali e alle forze politiche:

“La nostra speranza è che i sindaci di centrodestra, anche se non si sono espressi formalmente sul Presidente, continuino a coltivare l’idea della Provincia Casa dei Comuni per il rinnovo del Consiglio provinciale. Significa fare una lista tutti insieme, con una squadra di candidati paritetici nei numeri in termini di sensibilità, nel rispetto di genere, dove a loro spetterà proporre una rosa di nomi per la vicepresidenza. Prima dei partiti viene il bene del territorio e la Provincia, anche in questa nuova veste, deve essere al servizio della comunità, dei sindaci e dei cittadini. Per fare ciò occorrono persone di buona volontà e tanta capacità progettuale, forte spirito collaborativo, istituzionale e unitario dei primi cittadini e delle amministrazioni comunali”.

Provincia, serve un "patto di buon senso"

PESARO. GOSTOLI AUSPICA CANDIDATO PRESIDENTE PROVINCIA CONDIVISO

SEGRETARIO PROVINCIALE DEM PROPONE COOPERAZIONE BIPARTISAN. (DIRE) Pesaro, 27 set. - "Una cooperazione bipartisan per continuare il percorso della 'Provincia dei sindaci' ma per quanto istituzionale il presidente deve essere in sintonia con la sensibilita' amministrativa e politica della maggioranza dei Comuni e delle citta'". Cosi' il segretario provinciale del Pd di Pesaro Urbino, Giovanni Gostoli, commenta l'assemblea degli amministratori del centrosinistra che si e' tenuto ieri sera a Urbino. Obiettivo: individuare il candidato presidente di Provincia in vista delle elezioni del 30 ottobre. L'idea di Gostoli, come avvenne quattro anni fa, e' quella di individuare un candidato condiviso con il centrodestra. "Per il Pd le Province non sono piu' il luogo dello scontro politico ma dell'incontro istituzionale- dice Gostoli-. In una possibile competizione come amministrazioni di centrosinistra e civiche abbiamo i numeri per vincere, presidenza e consiglio provinciale. E pure la maggioranza numerica dell'assemblea dei sindaci. Per noi, pero', l'interesse del territorio viene prima degli interessi di partito. Per il bene della comunita' non occorre strumentalizzare e politicizzare il rinnovo della Provincia". A Pesaro Urbino sono 13 i sindaci eleggibili ossia quelli che, come prevede la normativa nazionale, non in scadenza nel 2019. Tra i papabili candidati tra le fila del centrosinistra circolano i nomi di Emanuele Feduzi (Fermignano), Omar Lavanna (Mercatino Conca), Giuseppe Paolini (Isola del Piano) e Mirko Zenobi (Mondavio). Una rosa di nomi che i dem proporranno ora ai sindaci del centrodestra. "La proposta e' quella di un 'patto di buon senso'- conclude Gostoli-. Proseguire la buona esperienza della 'Provincia dei sindaci', costruire insieme una candidatura a presidente e da subito facciamo un accordo sui numeri per una lista unitaria del prossimo consiglio provinciale". (Luf/ Dire) 19:11 27-09-18 NNNN

Le Province con il processo di riforma sono diventate la “casa dei sindaci”.
Per il Partito democratico di Pesaro e Urbino non sono più il luogo dello scontro politico, ma dell’incontro istituzionale.

In questi anni grazie alla straordinaria capacità del presidente uscente, Daniele Tagliolini, di tutti i consiglieri provinciali e dalla forte tensione unitaria siamo riusciti a ottenere, pur nelle difficoltà, tanti risultati importanti.

Per il rinnovo del Presidente della Provincia e del consiglio provinciale parteciperanno al voto tutti i sindaci e i consiglieri comunali. E’ un’elezione di secondo livello, con un voto “ponderato”: significa che è assegnato un peso elettorale diverso, maggiore o minore, a ciascun amministratore locale a seconda della dimensione della popolazione del proprio comune. Per merito dell’impostazione istituzionale siamo riusciti a dare un giusto ri-equilibrio nella rappresentanza tra costa e aree interne, comuni più grandi e di piccole dimensioni.

In una possibile competizione come amministrazioni di centro sinistra e civiche abbiamo i numeri per vincere, presidenza e consiglio provinciale, e pure la maggioranza numerica dell’assemblea dei sindaci. Per noi, però, l’interesse del territorio viene prima degli interessi di partito.

Per il bene della comunità non occorre strumentalizzare e politicizzare il rinnovo della Provincia, anche in vista delle prossime elezioni amministrative, ma come quattro anni fa siamo convinti che dobbiamo cogliere l’opportunità di continuare la buona esperienza di cooperazione bipartisan della “Provincia dei Sindaci”.
Per quanto istituzionale, però, è naturale che il Presidente deve essere in sintonia con la sensibilità amministrativa e politica della maggioranza dei comuni e delle città.

E’ evidente a tutti, in primo luogo al Pd, che c’è un paradosso nella legge di riforma Del Rio. Infatti, andranno al voto il prossimo ottobre gli amministratori di tutti i comuni della provincia, ma si possono candidare a Presidente solo i sindaci di quei comuni che non votano nei prossimi 12 mesi. Pertanto sono tagliati fuori le città e i comuni che andranno a elezioni nel 2019. Sono circa l’80 percento, tra cui Pesaro, Fano, Vallefoglia e Urbino. Un’assurdità che tutti insieme dobbiamo provare a correggere. D’altronde il voto del prossimo anno sarà fondamentale anche per i futuri anni di governo del territorio provinciale.

Pertanto la proposta è quella di un “patto di buon senso”: proseguire la buona esperienza della “Provincia dei Sindaci”, costruire insieme una candidatura a Presidente e da subito facciamo un accordo sui numeri per una lista unitaria del prossimo consiglio provinciale. Prima viene il territorio e poi i partiti, per una Provincia al servizio dei sindaci e degli amministratori locali. Per vivere al meglio anche l’ultimo anno di amministrazioni locali, di qualsiasi colore politico, servono anzitutto armonia e spirito di collaborazione.

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