Provincia

Presentala la nuova squadra del Pd provinciale

Ieri c’è stata l’Assemblea provinciale del Partito democratico. E’ stata votata all’unanimità la proposta del Segretario provinciale Pd, Giovanni Gostoli, della Direzione provinciale insieme alla relazione e la comunicazione dell’Esecutivo e della Segreteria Provinciale.

DIREZIONE PROVINCIALE è l’organo di direzione politica del Partito democratico:
 Giovanna Berluti, Andrea Biancani, Rito Briglia, Bruno Capanna, Lucia Capodagli, Luca Ceriscioli, Marco Ciccolini, Sara Cucchiarini, Luca Del Moro, Mauro Dini, Camilla Fabbri, Cristian Fanesi, Emanuele Feduzi, Franca Foronchi, Francesca Fraternali, Rosetta Fulvi, Luca Gorgolini, Giovanni Gostoli, Graziano Ilari, Alessandra Khadem, Raffaella Magi, Susanna Marcantognini, Stefano Marchegiani, Marco Marchetti, Sara Mengucci, Renato Claudio Minardi, Alessia Morani, Maria Clara Muci, Andrea Nobili, Donatella Paganelli, Brunella Paolini, Domenico Pascuzzi, Katia Perugini, Luca Pieri, Paride Prussiani, Ignazio Pucci, Angelo Renzoni, Matteo Ricci, Alberto Ruggeri, Patrizia Sabatini, Federico Scaramucci, Monica Scaramucci, Cinzia Scardacchi, Filippo Sorcinelli, Daniele Tagliolini, Federico Talè, Silvia Terenzi, Gino Traversini, Palmiro Ucchielli, Daniele Vimini.

ESECUTIVO PROVINCIALE è l’organismo composto dai responsabili dei Dipartimenti tematici del Pd:
 Agricoltura, genuinità e km0, Francesco Torriani; MacroAree (Unione dei Comuni): Aree interne, Giuseppe Lucarini; San Bartolo e Foglia, Christian Lisotti; Fano Cesano e Metauro, Margherita Pedinelli. Benessere Equo e Sostenibile, Pierpaolo Bellucci; Comunicazione e Militante 2.0, Jessica Belpassi; Cultura, Brunella Paolini; Comunità e welfare, Alessandro Nardelli; Enti Locali, Gilbero Fattori; Parchi e riserve naturali, Guido Salucci; Caccia, Alberto Terenzi; Frattocchie 2.0 e formazione politica, Roberto Bertinetti; Europa, David Piccinini; Integrazione, Yassine Othman; Infrastrutture, viabilità e lavori pubblici, Michele Chiarabilli; Lavoro, Chiara Panicali; Innovazione e Impresa 4.0, Alberto Bacchiocchi; Piccole medie imprese e attività economiche, Antonello Delle Noci; Memoria Viva, Francesco Del Bianco, Legalità, Giuseppe Paolini; Green Economy e Ambiente, Massimo Ciabocchi; Donne, Alessandra Khadem; Mobilità, Maurizio Mazzoli; Crescere e scuola, Cinzia Scardacchi e Fausto Antonioni; Università, Piero Sestili; Cooperazione, Mario Rosati; Servizi Pubblici Locali, Mario Bianconi; Vivacità e openPD (popolo primarie e nuove forme di partecipazione) Alessandra Nencioni, Circoli e fantasia, Monica Scaramucci; Casa, Michele Maiani; Benessere e prevenzione, Marco Pompili; Salute mentale, Vito Inserra; Sport, Enrico Nicolelli; Sicurezza, Vittorio Panzieri; Piccoli Comuni, Francesco Passetti; Sanità, Giovanni Gostoli. Nei prossimi giorni saranno ufficializzati i responsabili dei Dipartimenti tematici: turismo, genitorialità e politiche per la famiglia, pensionati, credito.

SEGRETERIA PROVINCIALE PD è la squadra che affianca il segretario provinciale Pd, Giovanni Gostoli: Margherita Pedinelli (vice segretaria Pd Pesaro e Urbino), Rosetta Fulvi (vice segretaria Pd Pesaro e Urbino), Gilberto Fattori, Timoteo Tiberi, Giovanni Monaldi, Dimitri Tinti, Giuseppe Lucarini, Sandro Ambrogiani, Michele Maiani, Christian Lisotti, Alessandra Khadem, Monica Scaramucci. Tesoriere provinciale: Giacomo Crescentini

 

 

Cantiano, legge piccoli Comuni. Il gruppo Pd: “Occasione da non perdere”

Articolo dal sito web Flaminia e Dintorni. Ieri sera con l’intervento dell’onorevole Misiani del Pd, a Cantiano (sala multimediale) è stata affrontata la tematica della legge sui piccoli Comuni alla presenza di vari esponenti del partito tra cui il padrone di casa, il sindaco Piccini, il segretario provinciale Gostoli, il presidente dell’Unione montana Passetti, il presidente della Provincia Tagliolini e del consigliere regionale (anche lui esponente locale) Traversini. Tutto sotto il coordinamento del vice sindaco di Cantiano e segretario del circolo cantianese Sebastiani. Presenti altri sindaci del territorio.

Premessa- Cosa dice la nuova legge

Il decreto di legge sui piccoli Comuni, di cui è stato primo firmatario Ermete Realacci, è diventato legge a fine settembre. Con 205 voti a favore, nessuno contro e 2 astenuti. La legge prevede misure concrete per lo sviluppo economico di tanti piccoli Comuni italiani in chiave sostenibile e per contrastrarne lo spopolamento. Come piccoli Comuni sono definiti tutti quelli al di sotto dei cinquemila abitanti: in Italia, ricorda l’Anci, sono 5.591 e rappresentano il 69,9% dei Comuni italiani. Occupano il 54% del territorio nazionale e sono il luogo in cui vivono 11 milioni di persone. Dal 1971 al 2015 in quasi 2.000 piccoli Comuni la popolazione è diminuita di più del 20%, ma un’inversione di tendenza, anche sulla base di una analisi statistica condotta da Anci, non è così impossibile: 581 piccoli Comuni hanno fatto registrare un trend demografico positivo del 9 per cento circa tra il 2008 e il 2015. E dove si registra questo ‘controesodo’ il reddito imponibile medio cresce più velocemente. Molti piccoli Comuni sono stati certificati dal Touring con la Bandiera arancione, il riconoscimento dato ai borghi dell’entroterra con meno di 15mila abitanti che si distnguono per le loro qualità turistico-ambientali. “La legge appena approvata – spiega il presidente dell’Anci Decaro  – mette a disposizione i primi fondi mirati, 155 milioni di euro, e individua criteri precisi per la loro ripartizione tra i Comuni e i territori con particolari criticità. I primi cento milioni sono destinati al finanziamento di investimenti per tutela dell’ambiente ed altro (2017-2023). A queste risorse si aggiungono altri 54 milioni per la progettazione e la realizzazione del sistema nazionale di ciclovie turistiche“. In particolare, i cento milioni saranno distribuiti così: una dotazione di 10 milioni di euro per l’anno 2017 e 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2023. Ne potranno beneficiare, in particolare, i Comuni collocati in aree interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico; caratterizzati da marcata arretratezza economica; nei quali si è verificato un significativo decremento della popolazione residente rispetto al censimento generale della popolazione effettuato nel 1981; caratterizzati da condizioni di disagio insediativo, sulla base di specifici parametri definiti in base all’indice di vecchiaia, alla percentuale di occupati rispetto alla popolazione residente e all’indice di ruralità.

I punti di sostegno

Tra i punti di sostegno previsti dalla legge: diffusione della banda larga e misure di sostegno per l’artigianato digitale; semplificazione per il recupero dei centri storici in abbandono o a rischio spopolamento anche per la loro conversione in alberghi diffusi; interventi di manutenzione del territorio con priorità per la tutela dell’ambiente e la prevenzione del rischio idrogeologico; messa in sicurezza di strade e scuole e interventi di efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico; acquisizione e riqualificazione di terreni e edifici in abbandono; possibilità di acquisire case cantoniere da rendere disponibili per attività di protezione civile, volontariato, promozione dei prodotti tipici locali e turismo; realizzazione di itinerari turistico-culturali ed enogastronomici e di mobilità dolce; possibilità di acquisire binari dismessi e non recuperabili all’esercizio ferroviario, da utilizzare come piste ciclabili; dotazione dei servizi più razionale ed efficiente, possibilità per i centri in cui non ci sono uffici postali di pagare bollette e conti correnti presso gli esercizi commerciali; facoltà di istituire, anche in forma associata, centri multifunzionali per la fornitura di una pluralità di servizi, in materia ambientale, sociale, energetica, scolastica, postale, artigianale, turistica, commerciale, di comunicazione e sicurezza, nonché per attività di volontariato e culturali; interventi in favore dei cittadini residenti e delle attività produttive insediate nei piccoli Comuni;  promozione delle produzioni agroalimentari a filiera corta e del loro utilizzo anche nella ristorazione collettiva pubblica.

La serata di Cantiano nelle parole di Gostoli

“Grazie ad Antonio Misiani per aver raccontato la nuova legge per i Piccoli Comuni. Poco più di un anno fa era con noi a Lunano, piccolo comune del Montefeltro, per spiegare la proposta. Ieri a Cantiano, nella zona del Catria e Nerone, di nuovo insieme con più gioia perché le parole sono diventate fatti concreti. È un provvedimento atteso da molto tempo, per quattro legislature si è tentato di approvarlo senza riuscirci. Oggi è finalmente realtà. Noi siamo ancora più orgogliosi perché è una legge alla quale aveva lavorato con testa e cuore l’on. Massimo Vannucci Per lui ieri l’applauso più grande. Un risultato storico, come ricordato da molti sindaci presenti all’incontro, perché per la prima volta viene riconosciuto un ruolo fondamentale ai piccoli borghi. Tra le altre cose… ricordo che le Poste Italiane dopo l’approvazione della legge hanno comunicato che non chiuderanno più alcun ufficio nei comuni sotto i 5000 abitanti senza condivisione con gli enti locali. La vera sfida, però, è dare vita a progetti per un modello di sviluppo che risponda alla crisi e inverta la tendenza di spopolamento. Priorità a quelli che avranno effetto moltiplicatore delle risorse stanziate, attraverso coinvolgimento pubblico e privato. Adesso tocca a noi dare una vocazione ai territori da portare avanti facendo squadra tra i comuni, attraverso unioni sempre più forti, premiando chi è capace di fare sistema. E condividere le buone pratiche. Nei prossimi anni ci auguriamo che vengano stanziate sempre più risorse. Sarà possibile perché adesso c’è una legge. Non è ancora tutto, ma è tanto: c’è stata una inversione di tendenza. Quella dei Piccoli Comuni insieme alla Strategia Nazionale delle Aree Interne sono davvero una grande opportunità di rilancio. Un’idea d’Italia che per crescere si prende cura delle persone che abitano nei piccoli comuni. Non più solo marginali ma centrali per lo sviluppo del Paese”.

Grazie al Pd la prima misura per lotta povertà. Adesso più welfare

REI, GOSTOLI (PD): “GRAZIE AL PD LA PRIMA MISURA DI LOTTA ALLA POVERTÀ. ADESSO PIÙ WELFARE NELLE MARCHE PER VERA INCLUSIONE SOCIALE”

“Oggi sono ancora più orgoglioso dell’Italia e della buona politica perché, finalmente, c’è la prima misura di contrasto alla povertà assoluta”. Sono le parole del segretario provinciale Pd, Giovanni Gostoli.


“È possibile fare domanda per il Reddito di Inclusione (Rei) - prosegue Gostoli - A chi non ha uno standard di vita minimamente accettabile offrirà non solo un sostegno economico, ma anche una componente di servizi alla persona. È una delle tante cose concrete realizzate dal Partito democratico insieme alle organizzazioni di “Alleanza contro la povertà”: associazioni, istituzioni, sindacati. Il “ddl povertà” portato avanti nei #millegiorni del governo Renzi e poi Gentiloni prevede che questa misura sia strutturale. Cioè, per sempre”, aggiunge.

“Adesso serve rafforzare nelle Marche la rete dei servizi alla persona con una sinergia tra Regione, Comuni, Ambiti sociali e Ciof - è l’appello del segretario dem Gostoli - Senza il welfare la misura è solo un sussidio, con il welfare invece è molto di più: è un vero strumento di inclusione”

L’Inps ha pubblicato la circolare e il modulo per la domanda che potete trovare qui: http://bit.ly/2kdr2rr. Deve essere presentata ai Comuni e richiede un’attestazione ISEE in corso di validità. Il tutto sarò operativa dal 1° gennaio 2018. Il Reddito di Inclusione prevede un beneficio economico che verrà erogato attraverso una carta prepagata emessa da Poste Italiane subordinato però all’adesione a un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa. Fino a giugno 2018 il Reddito di Inclusione prevede specifici requisiti oltre che economici anche di composizione del nucleo familiare (almeno un componente minorenne, o una persona con disabilità, o una donna in stato di gravidanza accertata o almeno un disoccupato di over55). Mentre dal 1 luglio per l’accesso e la domanda rimane solo il requisito economico.

“C’è ancora tanto da fare e vogliamo fare molto di più - conclude Giovanni Gostoli - La sicurezza che lo faremo è nelle cose che abbiamo già realizzato: misure che prima non c’erano e oggi sono realtà. Il Pd è l’unico argine ai populismi e a chi vuole farci tornare indietro, mentre il Paese ha bisogno di andare avanti”.

Traversini su ospedale di Cagli e strutture aree interne

OSPEDALE DI CAGLI E PICCOLE STRUTTURE DELLE AREE INTERNE, TRAVERSINI REPLICA A RICCI (GCIL): “Parole improprie e irrispettose. Le mie dichiarazioni, frutto di scelte condivise con il presidente ed assessore alla Sanità Ceriscioli e del mio impegno di consigliere regionale”. Ribadito il progetto sulla struttura di Cagli: “Sarà convenzionata e non una clinica privata. Ai cittadini garantiti servizi alle stesse condizioni del sistema sanitario regionale. Prima di Natale la convenzione, poi un nuovo incontro pubblico sul territorio

ANCONA – Piccoli ospedali delle aree interne, il consigliere regionale Gino Traversini risponde alle dichiarazioni della segretaria provinciale della Cgil di Pesaro Simona Ricci. «La ringrazio per il suo intervento sull'ospedale di Cagli perché mi dà la possibilità di precisare ancora alcuni elementi, che mi pare Ricci non abbia ben chiari. Innanzitutto – afferma Traversini –, vorrei ricordare alla segretaria della Cgil che quello che faccio è in qualità di consigliere regionale, che si occupa di problemi regionali, che comprendo anche le vicende delle aree interne e degli ospedali di Cagli, Fossombrone, Sassocorvaro ed Urbino. Le mie dichiarazioni in merito si basano su proposte discusse, e che si stanno discutendo, anche pubblicamente sul territorio, e in piena condivisione con il presidente della Regione e assessore alla Sanità, Luca Ceriscioli. Quindi il mio ruolo nell'affrontare questi temi è più che legittimo. Inoltre – prosegue –, si tratta di idee e progetti condivisi e sostenuti anche dalla stragrande maggioranza delle istituzioni del territorio. Pertanto le parole di Ricci sono improprie ed anche poco rispettose, quando la segretaria parla di un mio “atteggiamento tragicomico”. Al contrario, io ho troppo rispetto per il sindacato che Ricci rappresenta per rispondere a queste sue affermazioni».

Ribattendo alla segretaria Cgil, dunque, il consigliere Traversini coglie l'occasione per fare il punto sui progetti di conversione dell'ospedale di Cagli e degli altri piccoli ospedali delle aree interne della provincia. «Rispetto alle tempistiche – riprende il consigliere dem – ricordo che i ritardi sull'ospedale di Cagli sono dovuti a problemi gravi riscontrati al terzo piano della struttura, dichiarato non a norma antisismica. Questa è la causa principale del rallentamento della fase progettuale».

Rispetto alla futura gestione privata della struttura sanitaria, Traversini torna a ribadire: «Si tratta di gestione privata convenzionata con il Servizio sanitario pubblico regionale (escluso il punto di primo intervento che resterà a gestione pubblica). Tradotto: i cittadini potranno usufruire dei servizi sanitari alle stesse condizioni, comprese quelle economiche, che hanno all'interno di un presidio ospedaliero pubblico. L'ospedale – sottolinea –, non diventerà una clinica privata. Strutture convenzionate sono già presenti nelle Marche, non ce ne sono invece nella provincia di Pesaro, eppure i pesaresi non disdegnano di recarsi in ospedali convenzionati, ad esempio in Umbria ed in Emilia Romagna. Presto potranno farlo anche a casa loro».

Perché la scelta di convenzionare la struttura e non mantenere la gestione pubblica? Illustra ancora Traversini: «La riforma sanitaria impone alcune trasformazioni che fanno perdere alcune caratteristiche dell'ospedale ad esempio la presenza del medico anche di notte, non essendo più prevista la lungodegenza. Non solo, alcuni servizi fanno fatica a partire perché non si riescono a reperire medici dell'Asur. Già da tempo l'ospedale di Cagli, ma anche quello di Sassocorvaro, offrono servizi sanitari a regime privato. Il Santo Stefano – va nel dettaglio il consigliere –, che lavora da più di dieci anni sul territorio, ha chiesto l'autorizzazione per 10 posti di lungodegenza e una volta attivata la convenzione questo ed una serie di altri servizi, anche non presenti attualmente, saranno attivi e a disposizione di tutti i cittadini, secondo il regime del sistema sanitario regionale. Servizi che altrimenti non avrebbero. Per questo – aggiunge ancora il consigliere – l'obiettivo è arrivare il più velocemente possibile alla convenzione con i nosocomi di Cagli e Sassocorvaro: per rispondere in modo efficace alle esigenze della popolazione». 

Il consigliere conclude poi con una precisazione sui costi. «Il presidente Ceriscioli è stato chiaro: non ci sarà ridimensionamento degli ospedali minori, anzi il budget a disposizione per essi è stato leggermente aumentato, questo permetterà di dare risposte in più a questi territori, complicati da un punto di vista geografico, anche rispetto a quanto la riforma prevede. La convenzione sarà firmata a giorni e prima di Natale organizzeremo un nuovo incontro pubblico per spiegare ancora meglio i vantaggi di questa riorganizzazione delle strutture e dei servizi sanitari delle aree interne».

Aree interne e costiere: firmato il protocollo d'intesa

PESARO – “Solo attraverso una sinergia e una forte azione di tutti i soggetti portatori di interesse pubblici e privati, si possono perseguire gli obiettivi di riqualificazione ambientale, paesaggistica, urbanistica, sociale, culturale ed economica”.

Dunque, la parola d’ordine del protocollo siglato questa mattina nella sala del Consiglio comunale  – tra Regione Marche, Comune di Pesaro e i Comuni di Acqualagna, Apecchio, Cagli, Cantiano, Frontone, Pergola, Piobbico e Serra S. Abbondio per la costituzione di un ‘paternariato istituzionale locale per l’attivazione e l’attuazione degli investimenti territoriali partecipati e per la redazione di linee comuni  finalizzate alla definizione di azioni congiunte’ –, è “sinergia”.

Come ha sottolineato anche il sindaco di Pesaro Matteo Ricci: “E’ importante questa capacità dei sindaci della provincia di fare squadra – ha detto -, cercando di cogliere, insieme alla Regione, tutte le opportunità possibili. E’ importante anche perché siamo in una fase nuova per quanto riguarda gli investimenti, in quanto dopo il superamento del Patto di stabilità, tutte le risorse che entrano possono poi ‘uscire’, con le risorse che quindi si possono trasformare in opere concrete”.

Per l’assessore alla gestione Antonello Delle Noci “oggi, per la prima volta, la costa, ovvero Pesaro e Fano, si sono messe insieme per una sfida molto importante che è quella degli Iti. Per tutti i Comuni coinvolti sarà un valore aggiunto per cultura e turismo”.

Gli elementi fondamentali sono: l’ampliamento del distretto turistico territoriale, la qualificazione delle reti relative al turismo accessibile, la valorizzazione del turismo culturale dell’area costiera e dell’area interna. “Oggi – ha proseguito – abbiamo uno strumento utile anche per attrarre fondi europei. E ce ne sono ancora molti da portare a casa”.

Iniziative utili per capire cos’è l’Europa. “Iniziative come questa – ha spiegato l’assessore Regionale Manuela Bora – sono molto utili soprattutto in questo periodo di euroscetticismo; sono utili per far comprendere ai nostri cittadini cosa significa Europa, concretamente, vale a dire opportunità per il nostro territorio.  Con questo protocollo Pesaro e Fano possono ambire a diventare un grande polo di attrazione culturale e anche creativa, ma anche chi vive nell’entroterra potrà beneficiare di maggiori servizi”.

La Regione Marche ha individuato lo strumento degli Investimenti Territoriali Integrati (Iti) come modalità di utilizzo ottimale dei Fondi Ue per lo sviluppo delle aree urbane e interne. Pesaro, capofila dell’Iti Pesaro-Fano, ha presentato il suo Iti con Fano ed è stata selezionata dalla Regione come progetto da finanziare (in totale circa 7 milioni di euro). Contemporaneamente, sempre la Regione, ha individuato una serie di Comuni interni dell’Appennino  anconetano e pesarese, assegnando loro un finanziamento di circa 6,1 milioni di euro per sviluppare una strategia anche verso l’entroterra. Capofila del progetto Iti ‘Aree interne’ è l’Unione montana del Catria e Nerone, presieduta da Francesco Passetti.

Da ciò è emersa l’opportunità di sottoscrivere un protocollo d’intesa che consenta all’Iti costiero di progettare insieme all’Iti ‘Aree interne': sono state in coerenza definite linee guida per costruire temi di sviluppo comuni poi finanziabili con fondi europei diretti o indiretti.

gruppo (71)Per il sindaco di Cantiano Alessandro Piccini  “quello dell’entroterra è un territorio che subisce i numeri di uno spopolamento evidente, e questa nuova strategia vuole metterci una pezza. Credo che l’unico modello possibile adesso sia quello di stare insieme”.

Per Francesco Passetti “con i Comuni di Pesaro e Fano è nato  un bellissimo progetto di collaborazione. Quello che ci attende è un lavoro importante e gravoso, ma c’è un grande elemento di novità: questa strategia per la prima volta coinvolge direttamente costa ed entroterra”.  Per il vicesindaco di Fano Stefano Marchegiani

“questo è un territorio straordinario e questa è una opportunità che segna un passaggio culturale importante. I vantaggi sono immediatamente riconoscibili, l’Iti ci ha consentito di accedere a un finanziamento rilevante”.

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