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L'appetito vien postando. Dilaga sul web la passione per la cucina


© ph. Luca Toni
Cibo, che passione. Stando al numero di programmi tv dedicati alla cucina nati nell’ultimo periodo, quella del buon mangiare sembra proprio una moda inarrestabile. Da qualche tempo, però, a fare concorrenza a quanto proposto dal piccolo schermo sono arrivati i cosiddetti food blogs: pagine web seguitissime sia dagli addetti ai lavori (ristoratori, produttori alimentari o critici gastronomici) sia da chi ai fornelli non se la cava benissimo. In alcuni casi si tratta semplicemente di ricettari on line in cui si dispensano consigli, si rispolverano i piatti della tradizione, si promuovono specialità locali. In altri si tratta di veri e propri siti specializzati gestiti da chi ha fatto dell’amore per il cibo la propria professione. C’è chi cucina in coppia, chi dà suggerimenti alle persone che hanno intolleranze alimentari, chi promuove l’utilizzo di ingredienti sconosciuti ai più. Orientarsi su un tema è fondamentale: è la via da seguire per distinguersi dalla “concorrenza” e superare l’anonimato del web.


© ph. Luca Toni
Il fenomeno è soprattutto di stampo femminile, ma non sono pochi i rappresentanti dell’altro sesso che decidono di condividere con gli internauti i segreti della propria arte, armeggiando non solo con pentole e coltelli, ma con tutti gli strumenti tecnici che la gestione di un sito richiede. Perché per essere un foodblogger non basta solo sapersi destreggiare in cucina, ma anche scrivere adeguatamente, documentare con foto o video quello che si è preparato e mettere il tutto a disposizione della Rete. Insomma un foodblogger è contemporaneamente un cuoco, un giornalista, un fotografo e un esperto di web. Ne sanno qualcosa Beatrice di Tomizio, Tamara Giorgetti, Maddalena Messeri, Chiara Pietrella, Barbara Sgarzi e Paola Sucato, autrici di alcuni dei food blogs più gettonati del momento che ieri sera a Festa Pesaro hanno raccontato origine ed evoluzione della propria passione. C’è chi dice che il mercato sia saturo e la parabola discendente, che il successo riscontrato da show, siti web e riviste di settore scemerà presto. E’ davvero così?

Redazione web Festa Pesaro
Foto © ph. Luca Toni

Un tris d'assi a Festa Pesaro


© ph Luca Toni
Debora Serracchiani, Matteo Ricci e Stefano Bonaccini. Un tris d’assi per il terzo dibattito politico di Festa Pesaro. Intervistati dal giornalista dell’Espresso Marco Esposito i tre esponenti del Pd hanno riscaldato l’atmosfera in piazzale Collenuccio, anche ieri sera affollato di decine di spettatori. Un confronto vivace e appassionato il loro, che è riuscito a strappare dalla platea più di un applauso, andando a toccare gli argomenti di maggiore interesse pubblico: l’abolizione dell’Imu, innanzitutto, il Governo di larghe intese, il prossimo congresso di partito, la condanna di Silvio Berlusconi e il futuro dei democrat. Perché è soprattutto sull’analisi dello stato di salute del Pd e sulla scelta del leader a cui affidarsi per riuscire a migliorare i risultati delle precedenti elezioni che si è concentrata la conversazione.


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Dalla Governatrice del Friuli Venezia Giulia e dal presidente della Provincia di Pesaro e Urbino sono arrivate parole di sostegno per il sindaco di Firenze. “Voglio vincere e governare con una coalizione di centro sinistra – spiega Serracchiani - e in questo momento l’unica persona in grado di portarci alla guida del Paese è Matteo Renzi”. “Non nasco renziana, non morirò renziana – ha poi specificato in un tweet inviato al termine dell’incontro - ma in questo momento Renzi è l’unico che può farci governare dopo vent’anni di berlusconismo”. Idem per Matteo Ricci: “Renzi ora è quello che tocca le corde della speranza. Mi auguro che si candidi a segretario”.


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E il fatto che ancora non sia stata fissata la data del prossimo congresso di partito rappresenta per i tre rappresentanti del Pd un grosso problema. Per il segretario regionale del Pd Emilia Romagna Bonaccini è “una mancanza che rischia di mettere disordine nella discussione”. Per Ricci è “un tentennamento vergognoso”. “Non si può non fissare una data – commenta il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino – perché si ha paura che vinca le primarie uno che non ci piace. Dalemiani, bindiani, franceschiniani sono categorie che non interessano più a nessuno. A me interessa se Renzi sbaracca le correnti, non se ne crea una più forte”.


© ph Luca Toni

Insomma, c’è da lavorare sulle dinamiche  interne al Pd. “E’ vero che il nostro è un partito radicato nel territorio, ma se la mia dirigenza – aggiunge Serracchiani – pensa che per mantenere il contatto con la gente basta presenziare ad una festa di partito uno volta l’anno o che conta più Fioroni delle migliaia di sindaci d’Italia allora c’è qualcosa che non va. Se Berlusconi è stato alla guida del Paese per vent’anni è perché il centro-sinistra gli ha permesso di fare quello che voleva”. E sul Governo di larghe intese: “Non avevamo grosse alternative”, spiega Bonaccini. “Deve affrontare le priorità”, aggiunge Ricci. “Ora quello che vediamo è solo una parte politica che incalza e l’altra che arretra per garantire un equilibrio”.

Redazione web Festa Pesaro
foto © ph Luca Toni

I corti di Cinemi e cinema, uno sguardo d’autore sulla contemporaneità

Si è conclusa ieri sera con la seconda e ultima serata Cinemi e Cinema, la rassegna di cortometraggi di filmaker italiani inserita nel programma di Festa Pesaro.Nel cortile di Palazzo Ricci, di fronte ad un pubblico attento, sono state proiettate le quattro opere, reduci da riconoscimenti anche internazionali, di altrettanti registi, segno della natura di mezzo di comunicazione espressivo e insieme portatore di un messaggio sociale, propri del cinema.
E lo hanno ben mostrato i quattro autori che nei loro corti si sono occupati di tematiche socialmente rilevanti quali l’integrazione, la morte come business, la violenza sulle donne figlia di assurde gelosie.


E’ quest’ultimo infatti il tema affrontato sia da Stefano Chiodini in La casa di Ester, sia da Henry Secchiaroli in Mi chiamo Giulia e ho paura, con scelte espressive proprie di un bagaglio personale di esperienze filmiche e innata passione. Se nella vicenda di Ester viviamo con lei la drammaticità degli istanti che precedono la fine dello stato di soggezione, con Giulia siamo rapiti nel vortice di un racconto che mescola piani e tempi, sentimenti e sensazioni.
Margerita è invece il nome sgrammaticato, scritto dal giovane rom su un finestrino appannato, della ragazza che egli osserva da giorni con un intento diverso da quello che il pregiudizio induce a immaginare; una favola d’integrazione di Alessandro Grande in cui protagonista è la musica con il suo linguaggio universale.


Infine Giuseppe Marco Albano ha strappato un sorriso alla platea raccontando in toni ironici e a tratti grotteschi, la morte dal punto di vista di chi con essa è cresciuto e oggi vive e prospera nel suo surreale Stand by me.


Al termine gli artisti presenti hanno raccontato brevemente il loro percorso nella tavola rotonda condotta da Giorgio Bramante Donnini insieme con Cristian Della Chiara, i quali hanno ringraziato gli intervenuti dando appuntamento al prossimo anno per la seconda edizione della rassegna.

Redazione web Festa Pesaro

Cambiamo tutto! Una ricetta per la rinascita dell'Italia: rete, condivisione, partecipazione.


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Pesaro 30 agosto 2013. La sala dibattiti di piazzale Colenuccio ospita Riccardo Luna per la presentazione del suo libro “Cambiamo tutto!”, considerato il manifesto italiano della superiorità della rete nel mondo contemporaneo. Sul palco anche Enrico Battistelli e Alessandro Paolini, fondatori della startup “BP Cube”.

Già dai primi scambi con il giornalista Paolo Angeletti, l'autore compie una premessa: sarà una presentazione diversa, dinamica, interattiva. Una promessa che sarà pienamente rispettata. Da subito Riccardo Luna mostra la volontà, più che di promuovere il libro, di raccontare un frammento di quella moltitudine di storie che il suo continuo peregrinare per l'Italia per la rivista Wired lo ha portato a raccogliere. “Storie,  idee, persone che cambiano il mondo”.


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L'intenzione è quella di dimostrare che la rete sta cambiando anche l'Italia, che una gran numero di giovani, partendo da zero, ha realizzato progetti davvero innovativi. Sebbene infatti molti nel nostro paese ancora pensino che la rete sia un fenomeno passeggero, internet permette ogni giorno a tantissime persone di diventare padroni del proprio destino. “Non si tratta solo di un fatto tecnologico, il suo punto di forza sta nelle reti interconnesse di persone.” Luna definisce il fenomeno della rete come “un'arma di costruzione di massa”, e si dice ottimista per il futuro del paese, perché ogni giorno tanti giovani possono dire di avercela fatta, di aver realizzato il loro sogno.  Partendo da questo dato fa partire una critica nei confronti del giornalismo italiano, che spesso nasconde queste storie di speranza, continuando a passare messaggi negativi che deprimono chi li legge.
Le potenzialità della rete però non sono utili solo per la creazione di startup, ma vanno utilizzate per ampliare gli orizzonti di quella  piccola e media imprenditoria in crisi che è fondamentale salvare e recuperare, per la ripresa economica del paese. Un paese purtroppo governato da un gran numero di politici ignari delle straordinarie potenzialità di questa rivoluzione tecnologica, come mostra  una video intervista ad esponenti della nostra classe politica.  


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La discussione è integrata da numerosi contributi video e dalle testimonianze di Battistelli e Paolini, startupper che nella città di Fossombrone hanno dato vita a BP Cube, un incubatore di idee che si occupa di aiutare giovani nello sviluppo delle proprie idee innovative, e li supporta con tutti gli strumenti necessari alla loro realizzazione. Il progetto ha già raccolto più di 100 candidature ed ha portato alla firma di 10 contratti con giovani innovatori da ogni parte d'Italia, tre dei quali sono stati invitati sul palco a raccontare la loro esperienza di startup.

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La rete quindi, è uno strumento che rende possibile tutto o quasi, ma  fondamentale nel processo di rinascita dell'Italia sarà la voglia di darsi da fare, il condividere le idee, la speranza di veder realizzato il proprio obbiettivo. In tanti ce l'hanno già fatta.  

Redazione web Festa Pesaro
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"Il congresso deve avere un tema centrale: l'Italia e le nostre proposte per uscire dalla crisi. Non il nome del futuro segretario"


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“Il Governo ci ha assicurato che lo Stato si farà carico della copertura dell’Imu 2013 e che gli enti locali non subiranno un taglio delle entrate. La service tax dovrà essere applicata tenendo conto di criteri di equità e di sostenibilità. Non subito, ma dal 2014”. Questo il commento del sindaco di Torino Piero Fassino sulla decisione del Governo Letta di abolire l’imposta sulla casa. Con lui, sul palco di Festa Pesaro, il segretario ragionale del Pd, Palmiro Ucchielli, che ha subito voluto ringraziare i tanti volontari che lavorano con passione per la buona riuscita della kermesse.


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Tanti gli argomenti di discussione affrontati ieri, a cominciare da quel patto di stabilità che tanto fa penare gli amministratori locali e che il sindaco di Torino ha scelto di disattendere due anni fa. “Quando ho fatto quella scelta – commenta Fassino intervistato dalla giornalista dell’Unità Paola Benedetta Manca – non ho chiesto ad altri di adottare la mia stessa soluzione. Non ritengo sia stata la mia la corretta strada da percorrere. Il patto di stabilità va rispettato, ma riformulato. I limiti di spesa sono troppo stretti e per un Comune è diventata difficile anche la sola copertura dei più semplici interventi di manutenzione, come quelli sulle strade”. Giusto quindi che il Governo, soprattutto alla luce dei nuovi provvedimenti presi e di quelli che entreranno in vigore, riprenda in mano il discorso sul federalismo fiscale, tenendo in considerazione le esigenze degli enti amministrativi più piccoli. “Bisogna rimettere i sindaci nelle condizioni di operare – aggiunge Ucchielli – La Regione Marche ha garantito con risorse proprie alcuni interventi che i Comuni non sarebbero stati in grado di realizzare. C’è una distribuzione dei poteri che va ridiscussa e un problema di tenuta della democrazia locale che non va sottovalutato”.


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E il Governo di larghe intese? “Un direttivo che va assolutamente sostenuto per il bene del Paese“, afferma Fassino. “Una scelta a cui non saremmo voluti arrivare”, precisa il segretario regionale dei democrat. “Perché, certo – spiega Ucchielli – avremmo preferito essere noi alla guida dell’Italia con una coalizione di centro-sinistra, ma se vogliamo garantire stabilità all’Italia quella presa è l’unica via percorribile”. Il discorso sarà diverso quando si tornerà alle urne. “Nessuno – aggiunge il sindaco di Torino – pensa di riproporre un Governo di larghe intese alle prossime elezioni. Il Governo Letta è figlio di uno stato di necessità. L’esito elettorale ha sicuramente deluso, ma chi dà retta solo ai sondaggi non fa il bene del partito”.


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Inutile anche il dibattito avviato sui possibili candidati alla segreteria nazionale del partito. “Il congresso – dice Fassino – deve avere un tema centrale: l’Italia e le nostre proposte per uscire dalla crisi. Renzi, Cuperlo, Civati sono tutte persone valide, ma che idee hanno per il futuro del Paese? E a chi di noi teme un’imboscata interna al partito per salvare Berlusconi rispondo che il pericolo non c’è. Le leggi non sono piegabili e modellabili sulle persone e le sentenze vanno rispettate. Questo è l’orientamento che ispirerà ogni nostro pronunciamento”.

Redazione web Festa Pesaro
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