Provincia

Programma 3 settembre Festa Pesaro

Piazza del Popolo – Arena Spettacoli
ore 18.30 Dance & Fitness:
Ecole d’Etoile, World Dance Sport Institute

ore 21
ANTONIO PASCUZZO e ROSSO ANTICO
in concerto

Piazzale Collenuccio – Sala dibattiti ore 19
Festa Marche:
“Cultura e Turismo. Per Urbino Capitale Europeadella Cultura 2019”
con
Vittoriano Solazzi, Franco Corbucci e VilbertoStocchi.
Introduce Andrea Aromatico.
Conduce Gabriele Cavalera

ore 21 Festa Comunicazione:
“Quale televisione per un Paese consapevole”
con
Walter Veltroni, Enrico Mentana, Simona Ercolani e AntonioFuniciello

Cortile Palazzo Mazzolari Mosca – Villaggio Bambini Sport Village
ore 19.30
Intrattenimento e tante attività per tutti i bambini:
stimolanti laboratori manuali, disegno, giochi e per i più grandi giochi tradizionali edivertenti percorsi motori

Cortile Palazzo Ricci – Jazz Village
ore 21.30
Massimiliano Tonelli Quartet Feat. Max Ionata
presentazione album "Altrove"

Via Branca - Galleria Comunale
ore 18
μέθεξις
 
(mètexis) mostra a cura di
“CELESTE” Autoproduzioni

Cortile Musei Civici - Rassegna Cinema “Le Ciliegie Sono Mature”
ore 21
“Il sorriso del capo”
di Marco Bechis

Piazza Olivieri – Ludoteca
ore 20.30
Ludoteca libera – Pesaro in Gioco

Via Pedrotti
ore 18.30
Mercatino sotto le stelleLargo Aldo Moro – Villaggio Latino

ore 19.30
Villaggio Latino: animazione e cucina etnica

Piazzale Matteotti
dalle ore 19
Festival del Cibo per  Strada

ore 20.30
Tombola

Inoltre segnaliamo:
Musei Civici – Mostra“Oltre il territorio: Franco Bucci, Massimo Dolcini e Gianni Sassi”
dalle ore 16.30 alle ore 19.30. Ingresso 3€ a cura di Sistema Museo

La necessità che il governo continui sulla strada delle riforme


© ph. Luca Toni
Pesaro, 2 settembre 2013. Sul palco dell'area dibattiti della Festa Pesaro il Ministro per gli Affari Regionali e le autonomie locali Graziano Delrio, il presidente della regione Marche Gian Mario Spacca e il sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli, intervistati dal giornalista Michele Romano.
Un dibattito  servito a fare il punto sulle principali questioni proposte dall'agenda politica, sviluppati in una prospettiva trasversale, dall'ottica nazionale a quella “micro” dei comuni.

La condanna di Belusconi e la possibile Caduta del governo di larghe intese.
Punti di vista convergenti sulla necessità di rispettare una sentenza, quella nei confronti di Silvio Berlusconi, il cui corso è giunto al termine nel pieno rispetto delle leggi dello stato, e che come tale va rispettata e applicata.
L'eventualità di una caduta del governo in un periodo così delicato per il nostro paese viene giudicata in maniera molto negativa dal ministro Delrio, che individua i tre principali ambiti in cui il governo sta lavorando, e  di cui sarà fondamentale che continui ad occuparsi: riforma della legge elettorale, costituzione di un senato delle regioni e delle autonomie, misure tutelative nei confronti delle imprese e delle fasce più deboli della popolazione. Il presidente Spacca individua inoltre un'altra grande possibilità a cui il nostro paese non potrà rinunciare a causa di un'ulteriore crisi di governo: il semestre europeo in cui l'Italia sarà chiamata a dirigere i lavori dell'Unione Europea e a riportarne la politica verso una prospettiva più mediterranea.


© ph. Luca Toni
Governabilità e ripresa del paese.     
In merito alle ultime  richieste al governo di Sindacati e Confindustria e alle difficoltà nei rapporti con il Pdl, Delrio richiama tutti all'assunzione di un “surplus di responsabilità ”, in cui ognuno rinunci ad una parte delle sue idee per il bene di tutti.  Rispetto ai rapporti coi sindacati e le altre parti sociali, Spacca rivendica invece il grande equilibrio e la grande coesione sociale che in questi ultimi 5 anni sono stati una prerogativa delle Marche; condizioni che sono risultate fondamentali per per affrontare al meglio la crisi. Ceriscioli indica come un successo della giunta comunale il continuo dialogo con quelli che definisce gli “operatori intermedi”, che ha portato alla sottoscrizione di  documenti con le associazioni di categoria, erogando incentivi in risposta a nuove assunzioni e favorendo un sistema economico bisognoso di un rilancio. A Pesaro è stato inoltre attivato un fondo anticrisi, per venire in contro alle fasce in difficoltà, fondo per cui la Festa Pesaro sta raccogliendo risorse.


© ph. Luca Toni
IMU e nuova tassazione .
Il ministro Delrio ritiene ormai inutile soffermarsi troppo su ulteriori considerazioni in merito all'IMU, una tassa ormai abolita. Grande attenzione andrà invece dedicata alla costruzione della nuova tassa, ILOS, che dovrà avere come caratteristica principale una progressività le cui modalità andranno lasciate decidere in autonomia ai sindaci. L'ILOS dovrà inoltre essere equa, colpendo chi ha un reddito maggiore, e meno gravosa per gli italiani, grazie anche ad un contributo di 3,5 milioni di euro che il governo dovrebbe prevedere a questo scopo. Il sindaco di Pesaro invia un messaggio al governo, chiedendo che “i criteri che regolano questa nuova tassa vengano fatti al più presto, per consentirci di progettare al meglio le nuove misure fiscali”. Inoltre “se saranno confermate le risorse dedicate ai comuni provenienti dall'IMU sulla prima casa e se verrà garantito che il gettito complessivo non sforerà il tetto storico, i sindaci dei vari comuni saranno sicuramente in grado di realizzare dei progetti equi”.


© ph. Luca Toni
Primarie del Partito Democratico.
Un sostanziale investimento di fiducia nei confronti di Matteo Renzi viene compiuto dagli ospiti della serata, con una concorde precisazione sull'importanza  del programma di governo che il sindaco di Firenze proporrà alle primarie, che dovrà essere all'altezza dei problemi dell'Italia.

Redazione web Festa Pesaro
Foto © ph. Luca Toni

Il PD contro la violenza sulle donne, un documento di Festa Pesaro

  • La Regione Marche è attiva da anni nel contrastare la violenza sulle donne:

La legge regionale n. 32/2008 “Interventi contro la violenza sulle donne” mira ad assicurare alle donne vittime della violenza e ai figli minori un sostegno per consentire loro di recuperare la propria individualità e riconquistare la propria dignità e libertà. 

La Legge regionale si propone di:

- promuovere iniziative di prevenzione della violenza sulle donne;
- assicurate alle donne che subiscono atti di violenza il diritto ad un sostegno per consentire loro di recuperare e rafforzare la propria autonomia, materiale e psicologica, la propria integrità fisica e dignità;
- garantire adeguata accoglienza, protezione, solidarietà, sostegno e soccorso alle persone vittime di violenze fisiche, sessuali e psicologiche, di persecuzioni o vittime di minaccia di tali atti;- promuovere e sostenere l'attività dei Centri di Anti Violenza e le Case di Accoglienza;
- promuovere la formazione specifica di operatori;
- promuovere l'emersione del fenomeno anche attraverso la pubblicazione dei dati raccolti dall'osservatorio delle politiche sociali.

  • Sulla stessa linea anche il Governo, che, finalmente interviene su tempi troppo spesso ignorati, anche e soprattutto su spinta del Partito Democratico ha:

con il Decreto Legge approvato dal governo lo scorso 8 agosto e già in vigore:
si è posto tre obiettivi:
prevenire la violenza di genere,

  1. prevenire la violenza di genere,
  2.  punirla in modo certo
  3. proteggere le vittime

Dopo la ratifica della convenzione di Istanbul, il decreto legge approvato oggi dal governo è certamente un altro passo in avanti sul terreno delle misure di contrasto al femminicidio.

Ecco sintetizzate le misure preventive:
- Pene aumentate e aggravanti in casi particolari di violenza (se assiste un minore di 18 anni o se la donna è in gravidanza);
- denuncia che diventa irrevocabile una volta presentata;
- vittime di violenza continuamente informate sull'andamento del processo a carico dell'aggressore;
- assunzioni in via protetta di testimonianze;
- arresto obbligatorio in flagranza per maltrattamenti contro familiari e stalking;
- patrocinio gratuito per le vittime di violenza, a prescindere dal reddito;
- permesso di soggiorno per motivi umanitari agli stranieri che subiscono violenze in Italia; pene più severe per il cyber bullismo.
- Viene aumentata la pena di un terzo se alla violenza assiste un minore  di 18 anni.
- E' aumentata la pena se la donna vittima di violenza è in gravidanza, con un'aggravante per lo stalking e non solo per aggressioni o violenze.
- Viene data alle forze di polizia, su mandato della magistratura, l'autorizzazione di buttare fuori da casa con urgenza il coniuge molesto che compie violenze. È un'azione preventiva.
-la vittima di violenza sarà sempre continuamente informata sul processo a carico e saprà se c'è stata una scarcerazione o il fine pena.
-Il decreto legge prevede anche l'assunzione in via protetta di testimonianze, da esempio c'è un minorenne o un maggiorenne in stato di vulnerabilità, per proteggere queste persone.
-È previsto l'arresto obbligatorio in flagranza per maltrattamento contro familiari e stalking e questa fattispecie di violenza viene inserita tra quelle per cui c'è una 'corsia preferenziale.
-da oggi di dà la possibilità a chi sente o sa di una violenza in corso di telefonare alle forze di polizia non anonimamente, ma dando nome e cognome: a mantenere anonimato e protezione ci pensa lo Stato. Si può quindi intervenire su denunce fatte da terzi soggetti, magari il vicino di casa che ha sentito delle urla".
-Per contrastare le numerose violenze domestiche subite da cittadini stranieri in Italia il decreto prevede il permesso di soggiorno per motivi umanitari agli stranieri che subiscono violenze in Italia. 

ROBERTA AGOSTINI (responsabile Donne Pd) ha così commentato le norme approvate dal Govern l’8 agosto 2013

"Le norme contro il femminicidio approvate oggi in Consiglio dei ministri sono una buona notizia. Sono il segno di un impegno serio nel contrasto alla violenza,come molte volte abbiamo discusso in queste settimane nelle aule parlamentari e come abbiamo chiesto approvando la Convenzione di Istanbul".

NUMERI:
"Un'iniziativa di fondamentale importanza" per Valeria Fedeli, che ricorda le cifre del fenomeno: "In Italia, secondo i dati Istat, le donne tra i 16 ed i 70 anni vittime di violenza fisica o sessuale sono circa 6.743.000 e di queste il 14.3% ha subito almeno una violenza fisica o sessuale dal partner.Grazie al dl approvato oggi arriva ora una stretta contro lo stalking e i reati di violenza domestica con maggiori garanzie a tutela delle donne: la querela diventa irrevocabile, sono state introdotte aggravanti per coniuge e compagno anche non conviventi, viene introdotto l'arresto in flagranza per i maltrattamenti e per lo stalking, la possibilità di allontanare da casa il coniuge violento e assistenza legale gratis alle vittime.

Per debellare questo triste fenomeno occorre analizzarne le cause strutturali e lavorare su tre punti per rendere gli obiettivi della Convenzione di Istanbul effettivi: stereotipi, linguaggio, educazione. Introducendo rispetto della parità e della differenza di genere e puntando al superamento degli stereotipi sessisti lì dove essi si formano ovvero la scuola e la famiglia". 

Il cambiamento della politica attraverso la tutela dei diritti precari, conversazione con Ivan Scalfarotto e Alessia Morani


© ph. Luca Toni

Si è parlato di cambiamento e di diritti ieri pomeriggio nell’area dibattiti di Piazzale Collenuccio insieme ad Ivan Scalfarotto e Alessia Morani, neo deputati del Partito Democratico ed membri della Commissione Giustizia della Camera, intervistati da Silvia Sinibaldi con l’intervento di Alessandra Nencioni, dell’associazione Costruiamo adesso.

Un cambiamento che è nei fatti, ha tenuto a specificare Scalfarotto, che prima della politica si è occupato professionalmente di risorse umane, perché “il ciclo di vita delle imprese, degli stessi prodotti, si è ridotto e sono frequenti gli spostamenti di lavoratori, mentre in politica siamo ancora abituati a pensare di poter tutelare le persone garantendo loro quello specifico posto di lavoro.” Ma non per questo egli chiude alla possibilità della politica di recuperare terreno, di adattarsi ad un mondo che cambia velocemente indicando comunque nella tutela del più debole il filo conduttore di un percorso necessario per tornare ad interpretare le dinamiche del momento attuale.


© ph. Luca Toni

Anche se faticosa, la strada del cambiamento intende percorrerla Alessia Morani, che sente proiettato sull’attuale Parlamento aspettative esagerate, frutto di un ventennio in cui la politica è mancata e non ha dato quelle risposte che servivano al Paese, che oggi ha prodotto situazioni paradossali, generando l’attuale rincorsa alle emergenze. Fra queste per Morani non sarebbe dovuta esserci l’Imu, ma la condizione dei molti giovani che ad oggi sono esclusi dall’accesso a strumenti che consentano loro di poter avere una casa e di potersi fare una famiglia. “Credo che il PD abbia l’energia per fare e far fare al Paese uno scatto in avanti: siamo in grado di discutere l’opzione migliore, diversamente da altri che si preoccupano unicamente di restare in campo.”


© ph. Luca Toni

Sui diritti Scalfarotto ha precisato la centralità delle pari opportunità: fra uomo e donna nella distribuzione dei carichi di lavoro e di cura, rispetto ai giovani perché possano realizzare il loro progetto di vita ed essere valorizzati nelle loro competenze. In particolare sull’iter della legge contro l’omofobia, di cui è primo firmatario, ora priva delle aggravanti previste in prima stesura, ha ribadito il suo interesse a voler giungere al risultato finale con un testo condiviso, garantendo che verrà sistemato in Aula e ribadendo che l’obiettivo, ambizioso e di lungo periodo, è giungere ad un vero mutamento culturale sul tema.

Dal canto suo Morani , sollecitata dall’intervistatrice Sinibaldi, ha messo in luce il ruolo delle donne parlamentari di questa legislatura, portando ad esempio la ratifica della Convenzione di Istanbul contro la violenza sule donne e il decreto legge sul femminicidio, risposta ad un problema culturale italiano con requisiti di emergenza, che ha colpito duramente anche nel nostro territorio e che va affrontato anche sul piano formativo con l’impegno costante di uomini e donne, madri e padri.


© ph. Luca Toni
Entrambi hanno espresso la difficoltà di essere parlamentari in questo momento storico in cui l’acredine e la sfiducia nella politica da parte delle persone, prodotto del discredito gettato su di essa negli anni, ha reso la politica ancora più complessa, promettendo però di impegnarsi e di “lavorare il quadruplo” per riconquistarla, senza far mai mancare il proprio apporto nei confronti dei territori di provenienza e di elezione.

Da vice presidente del PD Ivan Scalfarotto ha richiamato la necessità di portare finalmente a compimento il progetto cambiando il contenuto e non solo il contenitore. In tal senso ha inteso ricordare che il Partito Democratico “appartiene a tutti, le primarie sono aperte perché - rispetto ad una qualsiasi associazione - la scelta del segretario ha riflessi anche al di fuori del nostro partito, nella società, su i non iscritti e anche su chi non vota PD.” Per Morani la dialettica interna al partito ha senso solo come dibattito fra opzioni politico programmatiche, non certo come scontro fra persone che non interessa e perpetua un vizio dannoso.

C’è stato spazio anche per una battuta sulla decadenza di Berlusconi che verrà probabilmente decisa dalla Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato nella seduta di lunedì 9 settembre, rispetto alla quale entrambi hanno ribadito con convinzione che il PD non avrà tentennamenti perché “sulla legalità non si cede”, rilanciando agli alleati di governo la responsabilità di una eventuale crisi.

Redazione web Festa Pesaro
Foto © ph. Luca Toni

Social network, tv o carta stampata. Cosa conta di più nella comunicazione politica?

“Cambieremo il Partito Democratico, è in atto un percorso di crescita e di cambiamento”. Sono queste le parole con le quali il Presidente della Provincia di Pesaro Urbino, Matteo Ricci, ha concluso il dibattito dal titolo “Elezioni 2013: la rivincita della TV”. Partecipanti, oltre al già citato Ricci, Alessandra Sardoni di La7 e Giorgio Gori che, dopo aver rivestito diversi incarichi in ambito televisivo, è conosciuto in quanto stratega della comunicazione di Matteo Renzi.

Il confronto si è aperto con un video del 27.03.2013 con il quale Roberta Lombardi, rappresentante M5S, ha citato Ballarò durante una diretta streaming. “La TV ha un ruolo fondamentale non solo nel rappresentare, ma anche nel fare politica” ha asserito Alessandra Sardoni, richiamando i numerosi talk show, proliferati nel corso di questi ultimi anni; questo fenomeno ha comportato la riproduzione di eventi politici in vari media ed in talk show concorrenti, giungendo a riproporre alcuni dati in termini esponenziali.


Giorgio Gori, nel confermare il concetto, ha fatto presente che “il mezzo determina il contenuto”. "La politica oggi è l’argomento più a buon mercato che si possa utilizzare. La vera illusione di questi ultimi mesi è stata il ritener la televisione un mezzo superato, enfatizzando oltre misura il ruolo dei social network". Sono i numeri, però, che parlano. La media di fruizione giornaliera pro-capite della TV è di 4 ore e 53 minuti, contro l’ora e 28 minuti di tempo trascorso di fronte ad Internet. "La campagna elettorale di Berlusconi è stata centrata sulla televisione – ha concluso Gori, dovendo arrivare a persone con un’opinione politica incerta, di una certa fascia di età e con una formazione non elevata".

E a Matteo Ricci la Carini: "A Bersani è mancata la TV?". "A Bersani non è mancata la TV - ha spiegato Ricci - sono mancate le piazze. Considerato il margine che si aveva in campagna elettorale, la televisione avrebbe dovuto consentire di lasciar le cose inalterate. Si ricordi che ogni leader politico ha utilizzato questo mezzo di comunicazione in modo diverso, si pensi a Grillo che ne ha proposto un utilizzo “unilaterale”, con i suoi minuti ininterrotti di comizi trasmessi in varie sedi televisive".

L’errore del PD, secondo lo stesso Ricci, è stato quello di non riuscire a raccontare una storia di cambiamento. La Sardoni ha inoltre ricordato che i due che hanno subito la trappola sono gli stessi che con la televisione hanno avuto meno a che spartire, riferendosi a Monti e a Bersani. Da parte di Renzi, invece, c’è stata sempre una certa capacità di utilizzare il linguaggio più popolare.

Il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino ha ricordato che “la politica è pop o non è politica, lo snobismo è tipico di chi non è neppure intenzionato a vincere”.

Redazione web Festa Pesaro

Foto © ph.LucaToni

 

 

 

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