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I corti di Cinemi e cinema, uno sguardo d’autore sulla contemporaneità

Si è conclusa ieri sera con la seconda e ultima serata Cinemi e Cinema, la rassegna di cortometraggi di filmaker italiani inserita nel programma di Festa Pesaro.Nel cortile di Palazzo Ricci, di fronte ad un pubblico attento, sono state proiettate le quattro opere, reduci da riconoscimenti anche internazionali, di altrettanti registi, segno della natura di mezzo di comunicazione espressivo e insieme portatore di un messaggio sociale, propri del cinema.
E lo hanno ben mostrato i quattro autori che nei loro corti si sono occupati di tematiche socialmente rilevanti quali l’integrazione, la morte come business, la violenza sulle donne figlia di assurde gelosie.


E’ quest’ultimo infatti il tema affrontato sia da Stefano Chiodini in La casa di Ester, sia da Henry Secchiaroli in Mi chiamo Giulia e ho paura, con scelte espressive proprie di un bagaglio personale di esperienze filmiche e innata passione. Se nella vicenda di Ester viviamo con lei la drammaticità degli istanti che precedono la fine dello stato di soggezione, con Giulia siamo rapiti nel vortice di un racconto che mescola piani e tempi, sentimenti e sensazioni.
Margerita è invece il nome sgrammaticato, scritto dal giovane rom su un finestrino appannato, della ragazza che egli osserva da giorni con un intento diverso da quello che il pregiudizio induce a immaginare; una favola d’integrazione di Alessandro Grande in cui protagonista è la musica con il suo linguaggio universale.


Infine Giuseppe Marco Albano ha strappato un sorriso alla platea raccontando in toni ironici e a tratti grotteschi, la morte dal punto di vista di chi con essa è cresciuto e oggi vive e prospera nel suo surreale Stand by me.


Al termine gli artisti presenti hanno raccontato brevemente il loro percorso nella tavola rotonda condotta da Giorgio Bramante Donnini insieme con Cristian Della Chiara, i quali hanno ringraziato gli intervenuti dando appuntamento al prossimo anno per la seconda edizione della rassegna.

Redazione web Festa Pesaro

Cambiamo tutto! Una ricetta per la rinascita dell'Italia: rete, condivisione, partecipazione.


© ph Luca Toni
Pesaro 30 agosto 2013. La sala dibattiti di piazzale Colenuccio ospita Riccardo Luna per la presentazione del suo libro “Cambiamo tutto!”, considerato il manifesto italiano della superiorità della rete nel mondo contemporaneo. Sul palco anche Enrico Battistelli e Alessandro Paolini, fondatori della startup “BP Cube”.

Già dai primi scambi con il giornalista Paolo Angeletti, l'autore compie una premessa: sarà una presentazione diversa, dinamica, interattiva. Una promessa che sarà pienamente rispettata. Da subito Riccardo Luna mostra la volontà, più che di promuovere il libro, di raccontare un frammento di quella moltitudine di storie che il suo continuo peregrinare per l'Italia per la rivista Wired lo ha portato a raccogliere. “Storie,  idee, persone che cambiano il mondo”.


© ph Luca Toni

L'intenzione è quella di dimostrare che la rete sta cambiando anche l'Italia, che una gran numero di giovani, partendo da zero, ha realizzato progetti davvero innovativi. Sebbene infatti molti nel nostro paese ancora pensino che la rete sia un fenomeno passeggero, internet permette ogni giorno a tantissime persone di diventare padroni del proprio destino. “Non si tratta solo di un fatto tecnologico, il suo punto di forza sta nelle reti interconnesse di persone.” Luna definisce il fenomeno della rete come “un'arma di costruzione di massa”, e si dice ottimista per il futuro del paese, perché ogni giorno tanti giovani possono dire di avercela fatta, di aver realizzato il loro sogno.  Partendo da questo dato fa partire una critica nei confronti del giornalismo italiano, che spesso nasconde queste storie di speranza, continuando a passare messaggi negativi che deprimono chi li legge.
Le potenzialità della rete però non sono utili solo per la creazione di startup, ma vanno utilizzate per ampliare gli orizzonti di quella  piccola e media imprenditoria in crisi che è fondamentale salvare e recuperare, per la ripresa economica del paese. Un paese purtroppo governato da un gran numero di politici ignari delle straordinarie potenzialità di questa rivoluzione tecnologica, come mostra  una video intervista ad esponenti della nostra classe politica.  


© ph Luca Toni
La discussione è integrata da numerosi contributi video e dalle testimonianze di Battistelli e Paolini, startupper che nella città di Fossombrone hanno dato vita a BP Cube, un incubatore di idee che si occupa di aiutare giovani nello sviluppo delle proprie idee innovative, e li supporta con tutti gli strumenti necessari alla loro realizzazione. Il progetto ha già raccolto più di 100 candidature ed ha portato alla firma di 10 contratti con giovani innovatori da ogni parte d'Italia, tre dei quali sono stati invitati sul palco a raccontare la loro esperienza di startup.

© ph Luca Toni
La rete quindi, è uno strumento che rende possibile tutto o quasi, ma  fondamentale nel processo di rinascita dell'Italia sarà la voglia di darsi da fare, il condividere le idee, la speranza di veder realizzato il proprio obbiettivo. In tanti ce l'hanno già fatta.  

Redazione web Festa Pesaro
foto © ph Luca Toni

 

"Il congresso deve avere un tema centrale: l'Italia e le nostre proposte per uscire dalla crisi. Non il nome del futuro segretario"


© ph Luca Toni

“Il Governo ci ha assicurato che lo Stato si farà carico della copertura dell’Imu 2013 e che gli enti locali non subiranno un taglio delle entrate. La service tax dovrà essere applicata tenendo conto di criteri di equità e di sostenibilità. Non subito, ma dal 2014”. Questo il commento del sindaco di Torino Piero Fassino sulla decisione del Governo Letta di abolire l’imposta sulla casa. Con lui, sul palco di Festa Pesaro, il segretario ragionale del Pd, Palmiro Ucchielli, che ha subito voluto ringraziare i tanti volontari che lavorano con passione per la buona riuscita della kermesse.


© ph Luca Toni

Tanti gli argomenti di discussione affrontati ieri, a cominciare da quel patto di stabilità che tanto fa penare gli amministratori locali e che il sindaco di Torino ha scelto di disattendere due anni fa. “Quando ho fatto quella scelta – commenta Fassino intervistato dalla giornalista dell’Unità Paola Benedetta Manca – non ho chiesto ad altri di adottare la mia stessa soluzione. Non ritengo sia stata la mia la corretta strada da percorrere. Il patto di stabilità va rispettato, ma riformulato. I limiti di spesa sono troppo stretti e per un Comune è diventata difficile anche la sola copertura dei più semplici interventi di manutenzione, come quelli sulle strade”. Giusto quindi che il Governo, soprattutto alla luce dei nuovi provvedimenti presi e di quelli che entreranno in vigore, riprenda in mano il discorso sul federalismo fiscale, tenendo in considerazione le esigenze degli enti amministrativi più piccoli. “Bisogna rimettere i sindaci nelle condizioni di operare – aggiunge Ucchielli – La Regione Marche ha garantito con risorse proprie alcuni interventi che i Comuni non sarebbero stati in grado di realizzare. C’è una distribuzione dei poteri che va ridiscussa e un problema di tenuta della democrazia locale che non va sottovalutato”.


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E il Governo di larghe intese? “Un direttivo che va assolutamente sostenuto per il bene del Paese“, afferma Fassino. “Una scelta a cui non saremmo voluti arrivare”, precisa il segretario regionale dei democrat. “Perché, certo – spiega Ucchielli – avremmo preferito essere noi alla guida dell’Italia con una coalizione di centro-sinistra, ma se vogliamo garantire stabilità all’Italia quella presa è l’unica via percorribile”. Il discorso sarà diverso quando si tornerà alle urne. “Nessuno – aggiunge il sindaco di Torino – pensa di riproporre un Governo di larghe intese alle prossime elezioni. Il Governo Letta è figlio di uno stato di necessità. L’esito elettorale ha sicuramente deluso, ma chi dà retta solo ai sondaggi non fa il bene del partito”.


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Inutile anche il dibattito avviato sui possibili candidati alla segreteria nazionale del partito. “Il congresso – dice Fassino – deve avere un tema centrale: l’Italia e le nostre proposte per uscire dalla crisi. Renzi, Cuperlo, Civati sono tutte persone valide, ma che idee hanno per il futuro del Paese? E a chi di noi teme un’imboscata interna al partito per salvare Berlusconi rispondo che il pericolo non c’è. Le leggi non sono piegabili e modellabili sulle persone e le sentenze vanno rispettate. Questo è l’orientamento che ispirerà ogni nostro pronunciamento”.

Redazione web Festa Pesaro
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Un bagno di folla per il ministro dell'Integrazione Cécile Kyenge


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In un piazzale Collenuccio gremito di persone è stato il ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge a dare il via ufficiale ieri pomeriggio a Festa Pesaro. Un bagno di folla, il suo. Una vera e propria dimostrazione di affetto, che sembra allontanare di anni luce le parole di Calderoli - "quando vedo la Kyenge non posso non pensare ad un orango”, aveva detto l’esponente leghista - e i tanti attacchi di cui il ministro è stata vittima negli ultimi mesi. “Calderoli? Non è nei miei pensieri. Mi ha regalato dei fiori per scusarsi. Li ho portati – commenta ironica – alla Madonna del Buon Consiglio.  Da oltre cento giorni – spiega Kyenge alla giornalista Maria Latella – subisco attacchi perché colpevole di essere nera, di essere donna, nata all’estero, laureata. Colpevole di aver rotto tutti gli stereotipi. Tantissime persone si ritrovano in quello che io rappresento, quindi quando attaccano me, attaccano anche loro. Fare politica vuol dire anche lavorare per i più deboli, proteggere chi ha più bisogno. Preferisco parlare di quello che il Ministero sta facendo per la lotta al razzismo e per migliorare le normative sull’immigrazione”.


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Intanto con una legge europea recepita dal Governo Letta, dal prossimo settembre gli stranieri con permesso di soggiorno avranno l’opportunità di partecipare ai concorsi di lavoro pubblici. Una novità che Kyenge ha così spiegato: “Ci sono norme europee che l’Italia deve attuare indipendentemente dal pensiero del ministro. Le persone, in ogni caso, verranno scelte non perché italiane o straniere, ma perché competenti. Quando lavoravo in ospedale la prima domanda che mi veniva rivolta era se fossi un’infermiera e quando dicevo che ero un medico specializzato in oculistica mi chiedevano se fossi americana. C’è un percorso di sensibilizzazione culturale che va avviato”. E i progetti in ballo sono già tanti. “Con le parti sociali elaboreremo un documento per rafforzare quelle leggi nazionali, come la legge Mancino, che si occupano di discriminazione razziale. Lavoreremo a stretto contatto con le scuole, creeremo nuove opportunità di integrazione per gli immigrati”.


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E il Pd come affronterà le prossime sfide? “Il nostro è un partito ricco di personalità. E’ un grande suk. Per questo le discussioni sul probabile candidato alla segreteria nazionale mi interessano poco. Non ragiono pensando a qualcuno in panchina. Vedo un gruppo che lavora insieme per arrivare allo stesso obiettivo. Chi vincerà le primarie sarà il mio segretario. Mi sono sempre comportata così”.

Redazione web Festa Pesaro
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Cinemi e Cinema, il cortometraggio conquista Festa Pesaro

Buon successo di pubblico per la prima serata di Cinemi e Cinema, rassegna di cortometraggi con la quale la settima arte fa il suo ingresso all’interno di Festa Pesaro nello spazio del Cortile di Palazzo Ricci.

Dopo una breve introduzione Cristian Della Chiara, coordinatore organizzativo del Pesaro Film Festival, ha presentato questi due giorni come il brindisi d’inizio dei festeggiamenti che culmineranno nel giugno prossimo nella cinquantesima edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro.

Si è passati quindi alla visione delle opere dei quattro giovani registi, prodotto di un lavoro di ricerca profondo che si evidenzia nei riconoscimenti nazionali ed internazionali ricevuti, a dimostrazione che il talento non è figlio dell’estemporaneità.


Quattro opere differenti tra loro per toni e scelte espressive. Si va dall’intensa staticità delle immagini e dai silenzi densi di dolore della madre-non-madre di Anna Gigante in Linea nigra, al drammatico incontro con il male assoluto che inghiotte tre giovani vite e distrugge per sempre l’esistenza di Marco in Prima della pioggia di Nicola Sorcinelli, dalla solare positività di Gamba trista, protagonista in sedia a rotelle dell’animazione di Francesco Filippi, alla delicatezza ed alla ironica dolcezza di Matilde, bambina vispa e sorda al centro del corto di Vito Palmieri.

Quattro giovani registi, quattro modi diversi di descrivere il mondo e di leggere tra le pieghe dell’animo umano, quattro differenti poetiche emerse nella chiacchierata con Giorgio Bramante Donnini, seguita alla proiezione. Oggi si replica con quattro nuovi cortometraggi nella seconda e ultima parte della rassegna.

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