Provincia

Simona Bonafè e Marco Marchetti


© ph. Luca Toni
Stasera il cuore di Pesaro è stato animato da un incontro tra due giovani deputati,  il cui pensiero è risultato in sintonia con quello di noi elettori democratici. La prima ospite la si è iniziata a conoscere alcuni mesi fa quale portavoce di Matteo Renzi per le primarie del 2012; controparte che non necessita di particolari presentazioni, Marco Marchetti, colui che solo qualche anno fa ha saputo far crescere e consolidare la realtà democratica provinciale.

Platea numerosa, tanti i simpatizzanti renziani ed in primis i componenti dell’Associazione Costruiamo Adesso, che tramite Twitter hanno posto interessanti quesiti ai noti ospiti.


© ph. Luca Toni
Marco Marchetti ha ricordato la tendenza attuale, che “i mercati fanno la politica, i tecnici amministrano ed i politici vanno in TV”: in questo paradosso il Movimento a 5 Stelle non ha avuto difficoltà ad acquisire rilevanti consensi. Ma la politica deve tornare a fare politica, se Grillo vuole andare al voto con questa legge elettorale è per poter continuare a controllare i parlamentari che verrebbero eletti, continuando a restare il leader indiscusso del Movimento.


© ph. Luca Toni
La Bonafè ha proseguito auspicando una revisione quanto più prossima della legge elettorale, sostenendo poi che il Partito Democratico sinora non è stato in grado di proporre un’idea vincente, troppo spesso si è criticato il berlusconismo in modo sbagliato, quando sarebbe bastato constatare di volta in volta le promesse non mantenute. Su questo è convenuto anche Marchetti, ricordando come Berlusconi è stato l’interprete di una cultura largamente diffusa, all’interno del nostro Paese.

Deve iniziare una stagione di scelte concrete, senza l’utilizzo di condizionali.


© ph. Luca Toni
Un giovane democratico – volontario come lo scrivente – ha affermato che “la Festa si fa non solo per fare un bene al Partito, ma al Paese”. È questo lo spirito consono a chi, in questo momento, decide di appassionarsi di politica, che necessita di preparazione, impegno, ma soprattutto di grande passione.

Redazione web Festa Pesaro
© ph. Luca Toni

Finanziamenti pubblici ai partiti: servono trasparenza, democrazia, regole precise.


© ph. Luca Toni
Pesaro, 5 settembre 2013.  Un dibattito sulla riforma dei finanziamenti pubblici ai partiti: una questione spinosa, al centro di un referendum nel 1993,  dibattuta nell'ambito della passata campagna elettorale,  tutt'ora oggetto di animata discussione politica. Se ne parla con l'onorevole Antonio Misiani – tesoriere del Partito Democratico e con Sergio Boccaludri – tesoriere di Sinistra Ecologia e Libertà. 


© ph. Luca Toni

Prime battute riservate all'onorevole Misiani, che cita l'art. 49 della Costituzione a supporto della tesi sulla necessità di un finanziamento ai partiti: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. A seguire una precisazione: “purtroppo in questi anni i partiti italiani non sono stati un grande esempio di democrazia”.  “In Italia infatti, sostiene il tesoriere Pd, il sistema dei finanziamenti ha fallito: soltanto nel 2010 sono stati erogati 282 milioni di euro, senza una discriminante tra partiti veri e partiti morti, senza i criteri della democrazia”.
La situazione è migliorata con la legge del 2012, che ha introdotto controlli garantendo un ottimo livello di trasparenza, “ma senza portare un segnale di discontinuità con il passato”. 
La nuova riforma sostenuta dal Pd e dal governo mira a “restituire al cittadino la possibilità di scegliere se e quanto finanziare i partiti politici”, utilizzando la forma di finanziamento del 2 per mille, ispirata al 5 per mille attualmente devolvibili alle Onlus. Tutto ciò sarà da attuarsi però, rafforzando il sistema delle agevolazioni fiscali a chi effettua donazioni e stabilendo un tetto massimo alle singole donazioni private, per favorire la piccola donazione scoraggiando “l'acquisto” dei partiti. 
 


© ph. Luca Toni
Sergio Boccaludri non condivide la visione del governo e critica il disegno di legge, accusandolo di essere “basato sul censo, piuttosto che sul consenso”. “E' necessario colpire soltanto chi fa uso improprio dei soldi della politica”, sostiene il tesoriere di Sel, citando a sua volta l'art. 3 della costituzione, in cui si afferma che “il compito della Repubblica è rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Boccaludri cita anche il nuovo regolamento europeo che prevede nuovi fondi in favore dei partiti: “l'Italia con questa proposta di legge sta invece andando nella direzione opposta”.
Un'ulteriore questione paradossale sottolineata dal tesoriere Sel riguarda l'impossibilità per le società partecipate di finanziare i partiti, ma non le fondazioni politiche. 

Una linea comune per Pd è Sel è invece rappresentata dalle questioni riguardanti la definizione di criteri oggettivi e specifici per garantire la democrazia all'interno dei partiti e stabilire chi potrà presentarsi alle elezioni, e la necessità di regolamentazione delle lobby, elaborando criteri definiti per le parti interessate a sostenere i partiti. 


© ph. Luca Toni

Ultimi interventi concentrati sulla possibile crisi di governo causata dall'interdizione di Silvio Berlusconi: se Boccaludri si dice ottimista sul superamento dell'attuale empasse diplomatico tra le parti della maggioranza, Misiani sostiene che “mandare a gambe all'aria il paese per questa questione sarebbe da pazzi” , sopratutto in uno scenario in cui non è stata ancora messa mano alla legge elettorale. 

Redazione web Festa Pesaro
© ph. Luca Toni

 

Programma venerdì 6 settembre Festa Pesaro


Piazza del Popolo – Arena Spettacoli ore 18.30
Dance & Fitness: Pesaro Balla, Tango

ore 21  “Festival Musicale”

Piazzale Collenuccio – Sala dibattiti ore 19 Festa Comunicazione:
“Quelli tra fake e realtà”
con L’Apparato, Sara Bentivegna, Giovanni Boccia Artieri, Casalegglo,Marco Esposito, Roberta Maggio e Marxisti per Tabacci

ore 21
Simona Bonafè e Marco Marchetti.
Intervistati da Lolita Falconi

Cortile Palazzo Mazzolari Mosca – Villaggio Bambini Sport Village ore 19.30
Intrattenimento e tante attività per tutti i bambini: stimolanti laboratori manuali, disegno, giochi e per i più grandi giochi tradizionali edivertenti percorsi motori

Cortile Palazzo Ricci – Jazz Village ore 21.30
MYO – Mondaino Young Orchestra

Via Branca - Galleria Comunale ore 18
μέθεξις
(mètexis) mostra a cura di “CELESTE” Autoproduzioni

Cortile Musei Civici - Rassegna Cinema “Le Ciliegie Sono Mature” ore 21
“Signore e Signori, buonanotte”
Film collettivo

Piazza Olivieri – Ludoteca

ore 20.30
Torneo di Burraco – Gruppo Burraco Ludoteca

Via Pedrotti ore 18.30
Mercatino sotto le stelle

Largo Aldo Moro – Villaggio Latino ore 19.30
Villaggio Latino: animazione e cucina etnica

Piazzale Matteotti dalle ore 19
Festival del Cibo per Strada

ore 20.30 Tombola

Inoltre segnaliamo:
Musei Civici – Mostra“Oltre il territorio: Franco Bucci, Massimo Dolcin e Gianni Sassi”
dalle ore 16.30 alle ore 19.30. Ingresso 3€ a cura di Sistema Museo

Restituire la possibilità di scelta ai cittadini


© ph. Luca Toni
Antonio Misiani è nato a Bergamo il 4 settembre 1968, città in cui tuttora vive con la moglie Maria Ines e i figli Maria Chiara e Marco. 
Diplomato al Liceo Classico “Paolo Sarpi” di Bergamo, ha poi studiato all’Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano, dove si è laureato in Economia Politica. 
Ha lavorato nel settore della formazione professionale e in quello finanziario.
È stato eletto tesoriere nazionale del Partito Democratico dall'assemblea nazionale del Pd a Roma il 7 novembre 2009 con la segreteria di Pier Luigi Bersani, riconfermato con la segreteria di Guglielmo Epifani.
È membro dal 2009 dell'Ufficio di Presidenza Nazionale di Legautonomie, nell'ambito del quale segue i temi del federalismo fiscale. Alle elezioni politiche del 24-25 febbraio 2013 è stato rieletto Deputato per il Partito Democratico nella Circoscrizione Lombardia 2. Nella XVII Legislatura è membro della V Commissione bilancio, tesoro e programmazione.

Le opinioni del deputato Misiani, in un'intervista esclusiva per la redazione web della Festa Nazionale della Comunicazione  di Pesaro.

E' davvero necessaria una riforma della legge che stabilisce il  finanziamento pubblico dei partiti? Esiste un modello in Europa o in altre parti del mondo che l'Italia potrebbe usare come base di partenza per l'elaborazione della riforma dei finanziamenti pubblici ai partiti? 

La riforma è necessaria, il nodo dei finanziamenti pubblici ai partiti rimane tutt'ora irrisolto. La nostra proposta prevede come nodo centrale la possibilità per i cittadini di scegliere se e quale partito finanziare, nel massimo rispetto della democrazia. Lo stato dovrà certamente regolamentare questo processo, e la riforma può essere migliorata introducendo un tetto massimo alle singole donazioni dei cittadini, per non permettere a nessuno di “comprarsi” un partito.

Per quanto riguarda i modelli utilizzati negli altri paesi, ritengo molto interessante il modello Canadese (che prevede un particolare sistema di finanziamento “a progetto” n.d.r), rispetto alle modalità di donazioni private. Per quel che riguarda quelle pubbliche stiamo proponendo un modello nuovo, originale, per cui ogni cittadino può decidere di destinare il 2 per mille dei suoi oneri fiscali ad un partito. L'idea prende spunto dal 5 per mille attualmente  destinabile alle Onlus.   

Qual'è il ruolo che il found raising in Italia può ricoprire nel sostentamento dei partiti? Siamo culturalmente pronti ad un salto di qualità  verso un incremento del coinvolgimento dei cittadini nella vita dei partiti, che esuli dal mero contributo economico? 

Il found raising rappresenta un elemento fondamentale e imprescindibile per i partiti, che ha un legame molto forte con le realtà partitiche dislocate sul territorio. Questo è particolarmente vero per la nostra realtà di centro sinistra, che ha questo aspetto scritto nel dna: si pensi alle feste, alle campagne di tesseramento ecc. 
Dando uno sguardo alla situazione italiana credo che un cambio culturale profondo rispetto alle logiche di partecipazione sia necessario, e potrebbe rappresentare il motore per la ripartenza democratica del paese. La scelta di far partire l'attività politica dai cittadini è fondamentale, il Partito Democratico ha già intrapreso questa strada, a partire dal meccanismo delle primarie: questa è una sfida  che il nostro partito può e deve raccogliere.

Redazione web Festa Pesaro
© ph. Luca Toni
 

Razionalizzare il sistema sanitario, per sopravvivere alla crisi.

Pesaro, 4 settembre. Un dibattito sulla sanità pubblica, in cui mettere a confronto sistemi regionali virtuosi, per il fronteggiamento della crisi. Se n'è parlato con Ernesto Preziosi - deputato del Partito Democratico, Almerino Mezzolani – assessore alla sanità della Regione Marche e con l'assessore alla sanità per la regione Toscana Luigi Marroni. 

Una riflessione su un sistema in crisi, che ha subito tagli per ben 26 miliardi di euro in quattro anni, è che non potrà più essere concepito allo stesso modo, rischiando seriamente il default. 
Il deputato Preziosi, in merito al depauperamento del sistema sanitario pubblico italiano, sottolinea l'importanza del diritto alla Salute, sancito dall'articolo 32 della Costituzione (che rappresenta un'unicità in Europa), un diritto che a causa della mancanza di coesione di questo “governo d'emergenza”, rischia di essere messo in secondo piano.  “Non è più possibile proseguire sulla strada delle politiche di compromesso, dobbiamo alzare la voce affinchè non si compia un ulteriore passo indietro, rispetto al Patto sulla salute precedente”.  “Più che attuare altri tagli c'è una nuova economia da realizzare, servono politiche di razionalizzazione delle risorse che pongano la sanità pubblica come priorità ed operino un riequilibrio territoriale”.
In quest'ottica serve un recupero delle risorse che vengono sprecate ed un potenziamento delle grandi realtà sanitarie presenti sul territorio, da mettere in rete tra loro e con le altre realtà minori. Un progetto non ambizioso, ma che favorisca la creazione di modelli di base, permetta una defiscalizzazione delle strutture e concepisca in maniera diversa il rapporto tra pubblico e privato. 

L'assessore Marroni compie un report di quelle che sono state le misure applicate dalla regione Toscana per la riorganizzazione del sistema sanitario regionale e il reperimento delle risorse. 
La riforma si è basata su alcuni importanti pilastri quali il potenziamento delle strutture sul territorio, l'introduzione di politiche di prevenzione, l'apertura di nuove case della salute e “di cura intermedia”, il riequilibrio tra aziende ospedaliere universitarie e ospedali di secondo livello, la chiusura di strutture ospedaliere con un tasso di occupazione dei posti inferiore all'85%, la centralizzazione dei laboratori. La realizzazione di tutti questi provvedimenti è stata molto complessa, non solo  per le resistenze trovate nei territori. 

Il lavoro di difesa e di ammodernamento del sistema sanitario della regione Marche è stato definito dall'assessore Mezzolani “un'esperienza terribile, fatta in solitudine”.  Questo sopratutto per una mancanza di gradualità nell'eliminazione di risorse per un totale di 180 milioni di euro, che ha rischiato di compromettere quel sistema sanitario solidale e universalistico prerogativa dei periodi precedenti alla crisi. In questo contesto sono state avviate delle riforme che non incidessero linearmente sul sistema ma recuperassero i fondi necessari per tenerlo in piedi. 
In merito alla questione dell'ospedale unico, Mezzolani definisce il progetto come un passo importante, a cui potrebbero seguire altri passi,  verso  una grande riforma del sistema regionale , che reggerebbe meglio. “La giunta ha fatto tutto il possibile per arrivare alla costruzione dell'ospedale, mancano solo le risorse del governo, risorse che se non arriveranno saranno cercate altrove. L'ospedale unico va realizzato, non ci sono altre strade, stiamo valutando proposte di altissimo livello giunte da due cordate di imprenditori locali, alle quali speriamo il governo possa aggiungere almeno una parte delle risorse necessarie. Non appena sapremo qualcosa di nuovo, i cittadini saranno i primi a saperlo.”
L'assessore marchigiano tranquillizza inoltre i cittadini, sottolineando che il patrimonio costituito dagli attuali due ospedali di Pesaro e Fano non sarà toccato, evitando speculazioni edilizie. “Sarà il nostro contributo alla costruzione dell'ospedale unico”.     

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