Provincia

Ricci chiama a raccolta gli amministratori locali

PESARO – Matteo Ricci apre la penultima giornata di Festa Pesaro chiamando a raccolta gli amministratori locali del PD, in un’assemblea nazionale resa meno partecipata dal meteo e dai problemi autostradali nel sud delle Marche, ma comunque ricca di spunti e voglia di ripartire, come PD, proprio dall’esperienza dei sindaci.  “A cavallo tra settembre e ottobre – esordisce Ricci - convocheremo un’assemblea nazionale degli amministratori PD, propedeutica al Forum di Milano di fine ottobre. La situazione è molto delicata e dobbiamo fronteggiare un governo di incompetenti che soffia sui problemi per alimentare una propaganda senza fine. Ma soprattutto, questo governo non offre soluzioni concrete”. Ancora, suonando la carica contro la retorica del populismo: “Non vi è alcuna assunzione di responsabilità da parte di questo esecutivo – prosegue Ricci - perché il populismo si nutre di alibi, ma a breve con l’inizio della discussione sulla legge di stabilità i nodi verranno al pettine, e lì non si potrà più rimandare alcuna decisione”. A questo punto Ricci ha sollecitato i colleghi alla mobilitazione, perché questo passaggio storico impone il contributo di tutti. Abbiamo iniziato la giornata con il presidio contro il blocco dei fondi sulle periferie, così come hanno fatto tanti Comuni danneggiati da questa decisione. Martedì 5 settembre una delegazione di sindaci sarà in Commissione Bilancio per provare a ribaltare la situazione, ed ottenere ciò che ci spetta. Nel contratto di governo non si parla per nulla di enti locali, e su questo tema dovremo fare una grande battaglia politica. Dobbiamo ripartire dal territorio e da un vasto coinvolgimento delle realtà associative e sociali più dinamiche delle nostre città. Dove siamo stati in grado di fare questo lavoro come a Brescia e Ancona abbiamo vinto e il PD ha ottenuto grandi risultati, se perdiamo tempo in discussioni sterili come a Siena e Pistoia rimediamo sconfitte cocenti”. Sul congresso: “E’ giusto che si celebri il prima possibile, ma va incanalato nella giusta direzione perché se sarà un congresso sul passato rischiamo una conta che ci indebolirà ulteriormente. Urge una piattaforma culturale e politica nuova, dove i sindaci devono essere protagonisti perché sul territorio esprimiamo la migliore classe dirigente, ma non siamo stati in grado di valorizzarli fino in fondo”.

Terminata la relazione introduttiva di Ricci, spazio ai colleghi amministratori.

Giorgio Gori, sindaco di Bergamo: “Gli amministratori devono smontare la narrazione del PD come partito delle élite. Ad un governo così pericoloso si risponde allargando il nostro perimetro, coinvolgendo le migliori forze sociali e civiche dei territori, soprattutto in vista delle amministrative del prossimo maggio quando si voterà in metà dei comuni italiani”.

Leonardo Grimani, sindaco di San Gemini (Terni) e senatore: “Viviamo una fase complicata. La Lega è ancora in campagna elettorale e Salvini passa più tempo nelle piazze che al Viminale. C’è una chiara intenzione di marginalizzare il PD, e noi questo non possiamo permetterlo”.

Antonio Battista, presidente della provincia di Campobasso: “Va riaperta una discussione seria sulle province, perché vanno garantite le risorse giuste per la manutenzione delle strade e delle scuole, e ad oggi il budget a nostra disposizione rende difficile ogni tipo di intervento. La sconfitta del 4 marzo ci impone una riflessione seria a partire dalla nostra proposta politica”.

Chiude l’assemblea Gianni Dal Moro, responsabile organizzazione PD: “Abbiamo convocato una manifestazione nazionale a Roma sabato 29 settembre, e coinvolgeremo tutti coloro che non si riconoscono nelle politiche del governo gialloverde. Da lì partirà un percorso per ridefinire la nostra identità culturale, articolato in sei tappe che attraverseranno il Paese. Parleremo di capitale umano, diseguaglianze, democrazia e cittadinanza. Un altro appuntamento importante sarà il Forum nazionale e spalancheremo le porte ad associazioni, sindacati e quanti vorranno darci una mano. Solo dopo aver ricostruito un pensiero ed una cultura alternativi ai Cinque Stelle e alla Lega potremo affrontare il congresso. In questo passaggio l’apporto degli amministratori sarà fondamentale, perché sono capaci di guardare oltre il Partito Democratici”.

Martina esalta la piazza pesarese: “C’è bisogno di PD in Italia”

PESARO – Piazzale Collenuccio gremito, oltre ogni previsione, per ascoltare l’intervento del segretario nazionale PD Maurizio Martina, ormai abituato al calore e alla passione politica della piazza pesarese, intervistato da Roberto Vicaretti di RaiNews24: “Il momento che stiamo attraversando è molto tosto – ha esordito Martina, dopo avere ricordato i suoi inizi nella sezione bergamasca di Mornico al Serio - ma è straordinario mettere a disposizione la passione per il proprio partito. Per me è un onore essere segretario dopo il percorso che ho fatto. Ora guardiamo avanti”. Sulla linea del partito: “C'è un rischio democratico e l'unità è un valore. Non facciamo discussioni politiciste che coinvolgono solo pochi. A me interessa recuperare i nostri elettori che guardano altrove o si astengono”. Sulle frequenti polemiche interne: “Non possiamo battibeccarci soffermandoci sulle virgole di un’intervista, perché altrimenti significa che non siamo un pezzo della soluzione, ma un pezzo del problema”. Poi le soluzioni: “Il PD ha le risorse per trovare le risposte e le soluzioni. Non esiste cercare una soluzione per l’Italia, al di fuori dell’Italia. Poi Macron è una figura di riferimento per ciascuno di noi, ma non rappresenta una soluzione utile al caso italiano. Non giochiamo a chi trova la chiave programmatica più esaltante. Riflettiamo sui principi e sui valori che sono in ballo con l’appuntamento delle prossime elezioni europee del maggio 2019”. Sull’Europa: “Il vecchio continente, nel secondo dopoguerra, ha partorito pace e giustizia. Non dimentichiamocelo, e ricordiamolo a chi non lo sa. Facciamo scattare la molla dei valori e dei principali, altrimenti sarà dura battere Salvini”. Sul congresso: “Il congresso lo faremo prima delle elezioni europee, ma è già iniziato un lavoro sui temi per ricollegare il PD al Paese. Dopo il forum di Milano in programma a fine ottobre, chiameremo migliaia di persone in piazza per costruire l'alternativa”. Sui sogni di chi ha idee di sinistra: “Manca alla sinistra mondiale un sogno comune, del quale in tanti si appassionino dando il meglio di loro in una nuova avventura politica. Registro un vuoto non solo in Italia, ma in tutta Europa, dalle parti delle forze politiche di sinistra. Noi siamo in cerca di un riferimento globale che attualmente non c’è. Condivido Walter Veltroni quando dice che dobbiamo riconquistare la dimensione del sogno e la capacità di indicare un orizzonte”. Sul proprio futuro: “Non mi interessa stare a discutere adesso del mio futuro. Di certo, per la mia quota di responsabilità, farò ancora il mio mestiere, darò un contributo. Ma il mio lavoro di segretario termina con il prossimo congresso e sono concentrato nell’esercitare appieno il mio ruolo adesso”. Su ciò che non serve al dibattito sul PD: “Non mi convince la discussione sul cambiamento del nome e del simbolo del partito. Si deve partire da un progetto che risponda alle inquietudini di questo tempo”. Sui corpi intermedi: “Costruiamo un nuovo rapporto con i corpi intermedi e sfidiamo i sindacati sulle nuove sfide. Non lasciamo il tema del reddito di base ai Cinque Stelle, facciamo anche noi proposte alternative per guidare il cambiamento odierno”. Infine, la chiusura: “In funzione dei leader di domani di tutto il centro-sinistra europeo e mondiale, dobbiamo imparare ad accompagnare i vertici dei nostri partiti, soprattutto nei momenti di difficoltà. Questo non è un problema di Martina, ma è una necessità per le leadership di domani. Altrimenti le primarie rimangono solo un moto di passione che dura una domenica, e non l’inizio, ogni volta, di una stagione politica appassionante, nuova e vissuta con spirito comunitario. Scrolliamoci di dosso questa rassegnazione, che non ci deve appartenere. Ed entro la fine di settembre scenderemo in piazza per esprimere il nostro dissenso al governo gialloverde, rilanciando il PD”.

Nel pomeriggio, conversazione con tanti punti di convergenza tra il sindaco di Bergamo Giorgio Gori e l’ex sindaco di Pavia, ora deputato di Forza Italia, Alessandro Cattaneo. Moderazione affidata, come per l’intervista serale a Maurizio Martina, al giornalista di RaiNews24, Roberto Vicaretti. Nel corso del confronto, si è registrata perplessità, e a tratti larga contrarietà, nei confronti delle politiche palesate finora dal governo gialloverde, e orientamenti comuni, ad esempio sul ruolo che l’Italia deve giocare in Europa. “Oggi il vento va verso i movimenti populisti – esordisce Gori, candidato PD alle scorse regionali lombarde - ma non significa che le loro soluzioni si traducano in quello che le persone si aspettavano da loro. Penso che nel giro di qualche tempo assisteremo al diminuire dell’entusiasmo popolare nei confronti della coalizione del sedicente cambiamento”. Sull’Europa e i leader europeisti: “Trovo curioso mettere in dubbio il ruolo di Macron, che da mesi è uno dei principali riferimenti di tutte le forze che si riconoscono nell’europeismo. Bisogna cercare di valorizzare ciò che unisce le forze pro-Europa contro i movimenti sovranisti, non sottolineare le differenze”. Sulla globalizzazione e l’immigrazione: “Chi è sindaco non può non vedere il disagio – prosegue Gori -. Non si tratta solo di un disagio economico, ma anche identitario. Le persone faticano ad orientarsi nel mondo globalizzato. Ma sottolineo che mai avremmo pensato di sentire delle frasi così cattive contro gli stranieri. L’immigrazione non è in sé un problema, ma la sua gestione deve essere certamente migliorata”. Sulla prossima Legge di Stabilità: “I mercati attendono il governo sulla legge di bilancio – anticipa Gori -. Se stiamo alle parole di questi mesi, ci sarà uno sforamento senza senso di tutti i parametri che l’Italia ha condiviso in sede europea. E francamente, secondo me i tanto sbandierati reddito di cittadinanza e flat tax non vedranno la luce nella maniera promessa in campagna elettorale, ma verranno calmierati per evitare scontri con l’Europa”. Sul PD: “Non dobbiamo azzerare la storia del Partito Democratico. Abbiamo fatto degli errori, ma sempre tenendo insieme una linea basata su progresso, attenzione a chi è in difficoltà, redistribuzione delle risorse. Penso che ciò che manca adesso al PD, in parte sarà colmato dalla situazione reale che i cittadini si troveranno di fronte, purtroppo, nei prossimi mesi”. Ancora sullo spirito con cui i democrat dovrebbe vivere il proprio partito: “Io mi aspetto che vecchi e nuovi leader lavorino insieme. Ci unisce l’attenzione che abbiamo sempre avuto per i cosiddetti ultimi: da questo dobbiamo ripartire”. Infine, la chiusura di Gori, con applauso del pubblico pesarese: “Non ha senso tenere le porte chiuse, ma non bisogna fare tre passi indietro rispetto al rinnovamento di questi anni. Il riformismo, anche nel PD, è la strada giusta”.

Intanto, per tutti i democrat, e per chi volesse liberamente partecipare, si avvicina l’appuntamento con il pranzo di chiusura di Festa Pesaro, fissato per domenica 2 settembre alle ore 12.30 in piazza del Popolo: menu fisso con bruschette, bis di primi, secondo, contorno, dolce, caffé e bevande a 20 euro. In caso di maltempo il pranzo avrà regolare svolgimento al Mercato delle Erbe con ingresso da via Branca. Prenotazioni entro venerdì 31 agosto ai seguenti recapiti: 366.6394834 - 333.2203926 - 349.0607760.

Per consultare il programma digitare www.festapesaro.it. Dirette social dai dibattiti e dai luoghi della festa tutti i giorni, su Facebook, Twitter ed Instagram.

Foto: Ph. Luca Toni

Gran finale a Festa Pesaro con l’intervista a Matteo Ricci

PESARO – Con l’intervista di Serena Bortone al sindaco di Pesaro Matteo Ricci, qui alla festa in veste (anche) di responsabile nazionale Enti locali PD, cala il sipario su Festa Pesaro. Un’edizione fortemente voluta, altrettanto riuscita e davvero partecipata, che fa ben sperare per una ripartenza “energica” di tutto il PD locale e nazionale. Ricci interverrà alle ore 21 in piazzale Collenuccio, ma l’area dibattiti sarà teatro di altri due incontri. Alle ore 18 “L’educazione ai sentimenti contro la violenza di genere”, conversazione condotta da Valeria Scafetta, con Paolo Ercolani, Fabrizio Battistelli e Marcella Tinazzi. Alle ore 19 si rifletterà sulle politiche del lavoro con l’ex ministro Cesare Damiano, altro ospite affezionato al pubblico di Pesaro.

In caso di maltempo, tutte le iniziative politiche si svolgeranno nei locali di Palazzo Gradari, con ingresso da via Rossini.

Ma per tutti i democrat, e per chi volesse liberamente partecipare, il programma giornaliero inizia ben prima, con il pranzo di chiusura di Festa Pesaro fissato per le ore 12.30 in piazza del Popolo: menu fisso con bruschette, bis di primi, secondo, contorno, dolce, caffé e bevande a 20 euro. In caso di maltempo il pranzo avrà regolare svolgimento al Mercato delle Erbe con ingresso da via Branca. Prenotazioni in anticipo ai seguenti recapiti: 366.6394834 - 333.2203926 - 349.0607760.

In piazza del Popolo, alle ore 21.15, attesa trepidante per il concerto dei Kinnara, gruppo amato dal popolo democrat e apprezzato dalla cittadinanza in tutte le passate edizioni di Festa Pesaro.

Alle ore 19.30, sempre in piazza, spettacolo di percussioni e danze dell’Africa occidentale con i Folà e AfroDanza Pesaro.

Piazza del Popolo vivrà anche di momenti ricreativi e di incontro. Innanzitutto, l’Area Bambini, che dalle ore 19 ospiterà dei laboratori creativi a cura dell’associazione “Mani in pasta per te”.

Poco distante, allo Spazio Partito, apertura dell’info point dalle ore 18, mentre alle ore 19.30 gli amministratori comunali PD (assessori, consiglieri comunali, rappresentanti dei quartieri) daranno vita a “Piazza Dem”, un momento quotidiano di ascolto, confronto e risposte ai cittadini. Oggi saranno a disposizione della cittadinanza l’assessore alla Rapidità Rito Briglia, affiancato dal presidente del Quartiere Colline e Castelli Nicholas Blasi.

A fianco, sempre in piazza, sarà aperto lo stand di Legautonomie. Inoltre, dalle ore 20, tutti i giorni al Mercato delle Erbe, la classicissima Tombola.

Per i buongustai, aperti dalle ore 19.30 il ristorante con menu di carne completo a prezzi modici, e la piadineria con tutti i tipi di farciture. A fianco, il bar gestito dai Giovani Democratici.

Festa Pesaro è pensata all’insegna della mobilità sostenibile: tutti i giorni, dalle ore 20.30 alle 23.30, un bus navetta gratuito partirà, ogni 10 minuti, dal piazzale di San Decenzio, raggiungendo in brevissimo tempo piazza del Popolo.

Festa Pesaro, tante idee per l’Europa e il rilancio del PD

PESARO – Laboratorio PD: con questo titolo si potrebbe raccontare in estrema sintesi il dibattito in prima serata tenuto a Festa Pesaro giovedì 30 agosto, con Simona Bonafé, la deputata Alessia Morani, l’economista e capogruppo PD in Commissione Bilancio alla Camera Luigi Marattin e Stefano Mazzetti, sindaco di Sasso Marconi (Bologna), intervistati da Michele Romano.

Apertura riservata alla parlamentare “locale” Alessia Morani, che mira subito il premier Giuseppe Conte: “Siamo di fronte all’assurdità di un premier che nessuno conosce, e che obbedisce ai due vicepremier, che di fatto sono i vari co-presidenti. Il problema non è la scarsa o nulla conoscenza che gli italiani avevano, fino a poche settimane fa, di Giuseppe Conte, ma la mancanza di relazioni ad alto livello che questa persona dovrebbe avere ma non ha”. Sulla nuova realtà mediale: “Il Paese è cambiato a causa – in parte - del combinato disposto tra tv degli ultimi vent'anni e l’avvento dei social media. Questo ha stravolto totalmente la nostra società”.

Interviene Simona Bonafé: “Dobbiamo ricostruire una narrazione di sinistra che sappia rispondere alle esigenze che la cittadinanza ci pone. Questo Paese sta prendendo una piega davvero preoccupante: basti pensare che il ministro dell’Interno, dopo essere stato indagato, ha dichiarato che quell’avviso di garanzia per lui è una medaglia”. Sul modello di sviluppo, parlando come europarlamentare: “Prima o poi il pianeta ci presenterà il conto – prosegue la Bonafé -, quindi in Europa stiamo lavorando per traghettare il vecchio continente verso nuovi modelli economici, improntati alla sostenibilità”. Sull’idea di Europa di Salvini: “Il segretario leghista dimostra, con quello che dice, ciò che ha fatto al Parlamento europeo in questi anni. Ovvero niente: non l’ho mai visto con in mano un dossier, quindi non conosce il vero valore e la reale potenzialità dell’Europa”, chiude l’europarlamentare.

La conversazione si è diretta in maniera univoca sui temi europei, con l’idea di Europa al centro di tutte le riflessioni: “Serve dire un po’ di verità – spiega la Morani -: noi siamo uno dei paesi fondatori dell'Europa, e non possiamo accettare che il governo abbia come modello un paese illiberale come l’Ungheria. Ripensando a ciò che ci ha portato alla sconfitta del 4 marzo, penso che la gestione – a Bruxelles - del macro-tema migratorio e l’impostazione della fiscalità, sono stati i principali motivi per i quali abbiamo perso le elezioni. Ma dobbiamo riprenderli, avviano una battaglia quotidiana”. Prosegue Marattin: “Una forza europea di centro-sinistra deve condividere il problema migranti. Non può accontentarsi di quanto disposto anni fa a Dublino. Ci vuole un bilancio comunitario che preveda un impegno importante e costante sulla gestione migratoria”. Ancora la Morani: “La percezione degli italiani sull’immigrazione è completamente falsata: il fenomeno è già stato drasticamente ridotto dal nostro governo con i ricollocamenti, la diminuzione del numero di sbarchi, e nel complesso politiche vere, concrete”.

Infine Mazzetti, con il compito di tradurre il ruolo dell’Europa nella vita dell’ente locale: “Recentemente il presidente di Confindustria ha manifestato, a nome degli imprenditori, la sua contrarietà a qualsiasi idea di fuoriuscita dall’Europa. Del resto, chi fa impresa non ha nessun interesse ad uscire dal mercato comune”.

Luigi Marattin, consigliere economico prima di Renzi e poi di Gentiloni, ha traghettato la discussione sui temi economici, ancora in chiave europea: “Perché non si fanno passi avanti su una unione bancaria europea? Perchè non si prende seriamente in mano il tema di un budget unico europeo? Evidentemente, perché non vogliamo condividere i rischi”.

Sul PD: “Chiarendo che le divisioni a sinistra sono cominciate nel 1921 – esordisce con una battuta Alessia Morani – penso che noi dobbiamo imparare nuovamente a parlare tra noi, ad approfondire i temi, a capire quali sono i punti sui quali costruire una linea comune e condivisa. Abbiamo bisogno di leader forti, ma a differenza degli altri partiti in Italia, abbiamo bisogno anche di leader autorevoli, cioé dotati di una autorevolezza riconosciuta anche al di fuori del partito. Il PD è l’unico partito capace di affrontare la sfida con il Movimento Cinque Stelle e la Lega. Questo è chiaro”. Un sindaco potrebbe essere il nuovo leader del PD, chiede il giornalista a Mazzetti: “Amministrare l’ente locale aiuta, tutti i giorni, a vivere il proprio tempo nel proprio territorio. Spesso la politica nazionale porta fuori dal tempo, su ragionamenti meno concreti. Un sindaco è messo continuamente alla prova dalla concretezza delle risposte che deve dare”. Marattin: “Cinque Stelle e Lega sono dalla stessa parte, nel gruppo dei populisti che parlano bene alla pancia della gente. A loro va contrapposto un nuovo blocco politico, ma non basta solo il PD: ci vuole un gruppo di forze solide e più ampio. Dall’altra parte abbiamo forze contrarie all'apertura, che pensano di risolvere problemi complessi tornando ai confini nazionali. Bisogna costruire un blocco radicalmente alternativo con un nuovo vocabolario. La proposta di Calenda va in questa direzione”. Chiude la Bonafé: “Congresso subito. Non so, quindi non posso dire quando, ma abbiamo bisogno di confrontarci a congresso al più presto. Condivido l’analisi di Marattin: la società italiana, seguendo il solco di quella europea, è divisa in due, e noi dobbiamo mettere da parte le divergenze interne per prospettare un futuro al nostro Paese. In particolare, dobbiamo ripartire con una proposta capace di appassionare la gente”.

Nel pomeriggio, le due principali sigle sindacali, Cgil e Cisl, per bocca dei rispettivi segretari regionali Daniela Barbaresi e Sauro Rossi, hanno riflettuto, insieme al consigliere regionale PD Gino Traversini e al giornalista Luca Senesi, sulle politiche regionali e nazionali in materia di sociale e lavoro. “Nel Decreto Dignità di dignitoso c’è ben poco – esordisce la Barbaresi -. Non è utile, per le misure che propone, a contrastare la precarietà e per questo la Cgil si opporrà all’allargamento della platea dei voucher. È un decreto che non risponde ai problemi dei lavoratori”. Rossi sposta la riflessione sul blocco del Bando Periferie: “La Cisl sabato prossimo sarà al fianco dei sindaci danneggiati dal blocco dei fondi periferie. Sono investimenti importanti per lo sviluppo delle città e quei progetti devono essere realizzati”. Sulla flat tax e il reddito di cittadinanza interviene Traversini: “Siamo contrari alla flat tax, che serve a favorire i ricchi, e al tempo stesso al reddito di cittadinanza, che scoraggia le persone ad impegnarsi nella ricerca del lavoro. Bene, se ci guardiamo indietro, quanto fatto sulla lotta alla povertà con la misura del Reddito di inclusione”. Ancora il consigliere di Cantiano, questa volta sulla retorica del governo: “Stanno tenendo alta l'attenzione sui migranti per non parlare dei temi economici, ma tra qualche settimana si inizierà a parlare di Legge di Stabilità, e i nodi verranno al pettine. Non possono più, adesso, tergiversare con temi da campagna elettorale, è ora che si mettano alla prova con i fatti”. Gli fa eco la Barbaresi: “Ancora le forze politiche al Governo si comportano come se fossero all’opposizione. Continuando così emergeranno tutte le contraddizioni di questa maggioranza, penso molto presto. Le priorità per il bene dell’Italia sono la lotta alle disuguaglianze e l’impegno per la qualità del lavoro”. Sulle politiche del lavoro: “Nei limiti delle nostre competenze – spiega Traversini - la Regione ha fatto tanto per incentivare il lavoro. I risultati sono incoraggianti, ma ancora tanto va fatto. L’impegno per il sociale, soprattutto in questa provincia, è stato ed è enorme. Stiamo lavorando anche su Impresa 4.0 per innovare e rendere competitive le nostre imprese. E di sicuro, i sindacati e le associazioni di categoria resteranno i nostri interlocutori privilegiati”.

Intanto, per tutti i democrat, e per chi volesse liberamente partecipare, si avvicina l’appuntamento con il pranzo di chiusura di Festa Pesaro, fissato per domenica 2 settembre alle ore 12.30 in piazza del Popolo: menu fisso con bruschette, bis di primi, secondo, contorno, dolce, caffé e bevande a 20 euro. In caso di maltempo il pranzo avrà regolare svolgimento al Mercato delle Erbe con ingresso da via Branca. Prenotazioni entro venerdì 31 agosto ai seguenti recapiti: 366.6394834 - 333.2203926 - 349.0607760.

Per consultare il programma digitare www.festapesaro.it. Dirette social dai dibattiti e dai luoghi della festa tutti i giorni, su Facebook, Twitter ed Instagram.

Foto: Ph. Luca Toni

Arriva Veltroni, grande attesa a Festa Pesaro

PESARO – Tre appuntamenti politici caricano di attesa sabato 1° settembre, penultima giornata di Festa Pesaro. Tutti di primo livello, con ospiti davvero qualificati. Il clou sarà alle ore 18, in piazzale Collenuccio, con l’intervento di Walter Veltroni, già più volte a Festa Pesaro (in tanti ricordano il bagno di folla ai giardini di viale Zara nell’edizione 2016). Alle ore 21 Enrico Giovannini, già presidente Istat e ministro del Lavoro nel governo Letta, presenterà il suo libro “L’utopia sostenibile”, edito con Laterza a marzo 2018, dialogando con l’economista Oscar Giannino.

In mattinata Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e responsabile nazionale Enti locali PD, ha convocato alle ore 10.30 nella sala del Consiglio comunale l’assemblea nazionale degli amministratori locali PD, denominata “Energia locale per ripartire”. Sarà un momento di riflessione e rilancio dell’azione dei sindaci nella ricostruzione del progetto politico del Partito Democratico.

In caso di maltempo, tutte le iniziative politiche si svolgeranno nei locali di Palazzo Gradari, con ingresso da via Rossini.

In piazza del Popolo si esibirà Stefano Ligi con un tributo a Rino Gaetano e alla canzone d’autore. Inizio alle ore 21.15. Alle ore 22, al Gra’ di palazzo Gradari, si esibirà il trio jazz Michele Donati.

Piazza del Popolo vivrà anche di momenti ricreativi e di incontro. Innanzitutto, l’Area Bambini, che dalle ore 19 ospiterà dei laboratori creativi a cura dell’associazione “Mani in pasta per te”. In contemporanea alle ore 19 e poi alle 21, esibizione del Mago Magari.

Poco distante, allo Spazio Partito, apertura dell’info point dalle ore 18, mentre alle ore 19.30 gli amministratori comunali PD (assessori, consiglieri comunali, rappresentanti dei quartieri) daranno vita a “Piazza Dem”, un momento quotidiano di ascolto, confronto e risposte ai cittadini. Oggi saranno a disposizione della cittadinanza l’assessore all’Operatività Enzo Belloni, affiancato dai consiglieri comunali Marco Minnucci e Alessandra Cecchini. Saranno a disposizione anche i presidenti dei Quartieri Luca Pandolfi (Montegranaro-Muraglia) ed Enrico Siepi (Centro-Mare).

A fianco, sempre in piazza, sarà aperto lo stand di Legautonomie. Inoltre, dalle ore 20, tutti i giorni al Mercato delle Erbe, la classicissima Tombola. In via Branca, nelle serate di venerdì e sabato dalle ore 19.30, torneo di “Sfido”, il nuovissimo gioco in scatola made in Pesaro realizzato da Francesco Ciceroni (già autore del gioco “Pesaropoli”).

Per i buongustai, aperti dalle ore 19.30 il ristorante con menu di carne completo a prezzi modici, e la piadineria con tutti i tipi di farciture. A fianco, il bar gestito dai Giovani Democratici.

Festa Pesaro è pensata all’insegna della mobilità sostenibile: tutti i giorni, dalle ore 20.30 alle 23.30, un bus navetta gratuito partirà, ogni 10 minuti, dal piazzale di San Decenzio, raggiungendo in brevissimo tempo piazza del Popolo.

Ma per tutti i democrat, e per chi volesse liberamente partecipare, si avvicina l’appuntamento con il pranzo di chiusura di Festa Pesaro fissato per domenica 2 settembre alle ore 12.30 in piazza del Popolo: menu fisso con bruschette, bis di primi, secondo, contorno, dolce, caffé e bevande a 20 euro. In caso di maltempo il pranzo avrà regolare svolgimento al Mercato delle Erbe con ingresso da via Branca. Prenotazioni in anticipo ai seguenti recapiti: 366.6394834 - 333.2203926 - 349.0607760.

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