Provincia

Festa Pesaro, edizione targata energia locale

Festa Pesaro, edizione targata #energialocale: nove giorni di politica e vivacità nel “cuore” della città. Trecento volontari formano la squadra PD, al lavoro con immutato entusiasmo. In arrivo tanti big.

PESARO – Anche quest’estate la città di Pesaro ospiterà la festa provinciale del Partito Democratico, che non sarà solo un evento politico locale, ma sarà targata, come in altre occasioni, come festa nazionale tematica, in questa edizione dedicata agli Enti locali.

La festa si articolerà in nove giornate, da sabato 25 agosto a domenica 2 settembre. Nove giorni con nove luoghi di attività e tanti big del centro-sinistra italiano, che si confronteranno con esponenti di altre forze politiche e personaggi della cultura. Un format collaudato, che quest’anno avrà come denominatore l’hashtag #energialocale, utile a declinare le vicende politiche nazionali ed internazionali nel contesto dell’amministrazione dei singoli territori.

Trecento volontari formeranno la squadra democrat capace di allestire una sala dibattiti nel cortile di Palazzo Mazzolari Mosca, in via Rossini, con almeno due appuntamenti giornalieri; un’arena spettacoli in piazza del Popolo, insieme ad un ristorante, una piadineria con servizio di street food e un bar. Inoltre, ma non in secondo luogo, la novità dello “Spazio Partito”, sempre in piazza: non più un luogo solo informativo, ma un punto di ritrovo, ascolto e condivisione tra la cittadinanza e gli amministratori locali. Torneranno, come da tradizione, anche altri spazi collaterali, tra cui l’immancabile Spazio Bimbi in piazza del Popolo e, al Mercato delle Erbe, la tombola.

Festa Pesaro vivrà attorno a piazza del Popolo, dove sarà allestito il palco utilizzato per gli spettacoli musicali e di intrattenimento. Sempre in piazza, ma nelle adiacenze del palazzo delle Poste, sorgerà il ristorante curato da una sinergia di circoli cittadini. A pochi passi la piadineria, anch’essa animata dai circoli, e il bar, affidato ai Giovani Democratici. A Palazzo Gradari, dalle 22.30, spazio all’ascolto musicale “soft”, mentre al pomeriggio, dalle 19, si esibiranno in piazza le scuole di danza.

La sala dibattiti sarà allestita nel cortile di Palazzo Mazzolari Mosca, cuore pulsante della “cultura” locale: la Festa vivrà pertanto in pieno centro, regalando ulteriore vitalità alla città di Pesaro, già protagonista di un’estate ricca di eventi.

“Il primo grazie è per i trecento volontari che anche quest’anno renderanno possibili nove giorni di Festa – ha esordito il segretario provinciale PD Giovanni Gostoli -. Pesaro sarà una delle piazze principali d’Italia in quel periodo, insieme a Ravenna, teatro quest’anno della festa nazionale. La Festa sarà aperta il 25 agosto dal presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, mentre il sindaco di Pesaro Matteo Ricci chiuderà il 2 settembre. Ma ogni giornata sarà ricca di appuntamenti di livello: martedì 28 avremo l’ex premier Paolo Gentiloni, venerdì 31 il segretario nazionale Maurizio Martina. Il primo giorno, sabato 25, si confronteranno tre sindaci: Valeria Mancinelli di Ancona, Dario Nardella di Firenze e Federico Pizzarotti di Parma. Poi altri confronti, tra cui quello con Alessia Morani e Giovanni Toti, poi Giorgio Gori e Stefano Candiani, infine Anna Ascani e Arturo Scotto. Per noi, infatti, è molto importante vivere questa Festa pensando ad un cantiere del nuovo centro-sinistra italiano”.

Il programma definitivo sarà presentato e pubblicato dopo il 20 agosto sul sito www.festapesaro.it, ma sono già ufficiali le presenze, tra gli altri, di Walter Veltroni, Piero Fassino, Marco Minniti, Simona Bonafé e Luigi Marattin.

Non solo politica, ma anche cultura con due presentazioni di libri: “L’utopia sostenibile” di Enrico Giovannini e “Né sfruttati, né bamboccioni” di Francesco Cancellato. Parteciperà ad un appuntamento della Festa anche l’ex rettore dell’Università di Bologna, Ivano Dionigi. In tutto saranno circa 50 gli ospiti presenti a Festa Pesaro.

“Questa Festa testimonia che il voto del 4 marzo non ha scalfito gli entusiasmi dei volontari del PD cittadino – spiega Francesca Fraternali, segretaria dell’Unione comunale PD di Pesaro -. La buona amministrazione di Pesaro merita un appuntamento nazionale capace di valorizzare il ruolo degli enti locali nel cantiere politico del Partito Democratico”.

“Avremo venti spettacoli e concerti tutti gratuiti – interviene l’organizzatore della Festa, Timoteo Tiberi – che vivranno su due palchi, in piazza del Popolo e a Palazzo Gradari. Quattrocento metri quadrati di spazi food, con un ristorante, una piadineria e un bar. Quaranta metri quadrati di Spazio Bimbi per quattrocento ore di attività. E mi piace sottolineare che, dei circa trecento volontari, almeno trenta sono under 25, segno che l’attività politica giovanile sta dando dei buoni frutti”.

La Festa sarà animata, sul piano della comunicazione social, da una redazione web composta da volontari: comunicati online tutti i giorni su www.festapesaro.it e dirette social in tempo reale su Facebook, Twitter e Instagram.

I numeri di Festa Pesaro 2018

9 giorni di Festa

9 luoghi di attività della Festa

300 volontari

50 ospiti

20 spettacoli e concerti. Tutti gratuiti

2 palchi per musica e spettacoli

400 mq di Food (1 ristorante, 1 piadineria, 1 bar, tutti animati da volontari)

40 mq di Spazio Bimbi in piazza del Popolo per 400 ore di attività

Pesaro, 10 agosto 2018

A Fano piace il protocollo sulla Sanità con Ceriscioli

Una bella soddisfazione vedere circa 250 persone all'incontro pubblico col Presidente Luca Ceriscioli per approfondire il Protocollo sulla Sanità firmato tra la Regione Marche e il Comune di Fano. E’ la dimostrazione di quanto i cittadini abbiano a cuore il tema della salute e sentano il bisogno di essere informati sul futuro della riorganizzazione dei servizi sanitari, oggi sempre più complessa.

Il documento è un punto di svolta per la città di Fano poiché assicura che l’ospedale Santa Croce rimarrà aperto, anche quando entrerà in funzione il nuovo presidio ospedaliero di 2° livello a Muraglia che rappresenterà, per tutta la Provincia di Pesaro e Urbino, un’eccellenza pari a quella che oggi, nelle Marche, offre soltanto Torrette di Ancona. Da qui il titolo dell’incontro: una sanità di qualità vicina al cittadino, oggi e domani. 

Il Protocollo, distribuito ai partecipanti dell’assemblea, è stato illustrato dal Segretario Ignazio Pucci, dal Capogruppo Alberto Bacchiocchi, dal Vice Presidente del Consiglio regionale Renato Claudio Minardi. L’iniziativa è stata presentata dal Presidente del Consiglio comunale Rosetta Fulvi e ha visto intervenire anche il Sindaco Massimo Seri.

L’accordo prevede anche 20 milioni di euro al Comune di Fano per realizzare le infrastrutture viarie in direzione Pesaro, una Residenza Sanitaria Assistita di 80 posti letto (mai esistiti nella nostra città), una clinica privata convenzionata a Chiaruccia, complementare alla sanità pubblica per recuperare la mobilità passiva data da coloro che si curano fuori regione. Inoltre, il Protocollo consentirà anche l’avvio del progetto CIVES con alloggi di housing sociale a Gimarra e una piscina moderna e funzionale a disposizione della comunità che la aspetta da tanti anni.

Interventi di grande rilievo che in pochi anni daranno un volto nuovo a questo territorio con risposte importanti ai cittadini in termini di qualità della vita, non solo per la tutela della salute, ma anche per l’economia e la socialità. Risultati che sono frutto di un lavoro serio del nostro partito, del nostro gruppo in Consiglio comunale e del nostro rappresentante in Consiglio regionale Minardi che ha svolto con tenacia ed equilibrio un ruolo fondamentale, insieme al Presidente Ceriscioli, per tutelare le esigenze di Fano in un quadro regionale.

Gostoli (Pd) replica alla Cgil: “Nelle Marche le politiche sociali sono al centro dell’azione di governo”

PESARO – “Prima di tutto il sociale. E la Regione Marche in questi anni lo ha dimostrato con i fatti; politiche sociali al centro dell’azione della Giunta Regionale”. Giovanni Gostoli, segretario provinciale Pd Pesaro e Urbino risponde con una nota alle critiche della segretaria provinciale della Cgil, Simona Ricci (rileggi qui precedente articolo Pu24). “L’inizio della legislatura si è concentrata proprio sui fondi del sociale che la Regione non era più riuscita a garantire nella precedente legislatura. Nei primi mesi di mandato la giunta Ceriscioli aveva ripristinato in toto i fondi del capitolo di bilancio.

Oggi la preoccupazione, invece, è sulle intenzioni future del neo governo Conte – precisa Gostoli – una questione non marginale che forse sottovaluta il sindacato. I Presidenti di Regione, il 21 giugno scorso, hanno presentato un documento nel quale si chiedeva conto al governo che fine avessero fatto i 263.267.106,00 euro del Fondo Nazionale per le politiche sociali; i 432.606.660 euro del Fondo per le non autosufficienze; i 51.100.000 euro del fondo per il Dopo di Noi e dei 4.427.262,58 euro del Fondo famiglia. Ad oggi non è arrivata nessuna risposta”.

E aggiunge: “Le uniche certezze sono i fondi per la Lotta alla Povertà che il precedente governo Gentiloni aveva garantito con un decreto dell’ex ministro del lavoro e delle politiche sociali per l’anno 2018 legandolo ai livelli essenziali sociali (Liveas) che porteranno nella nostra Regione una disponibilità nuova e aggiuntiva di oltre 5 milioni e mezzo di euro da trasferire agli ambiti territoriali sociali per il raggiungimento di livelli uniformi di servizi su tutto il territorio regionale”.

“Le considerazioni a carattere finanziario riportate sul comunicato della Cgil sono incomplete e devono essere interpretate all’interno di una situazione più puntuale di ciò che è avvenuto negli anni passati – prosegue Gostoli – L’impegno nel recupero del taglio degli anni passati ha visto la Regione impegnata in un sostanziale spostamento dei fondi del SSR sul versante territoriale incrementando in modo particolare le politiche di sostegno ai cittadini disabili. Alcuni dati: il finanziamento ai Centro socio-educativi-riabilitativi è passato da circa 6 milioni di fondi regionali agli attuali 8 milioni di fondi Lea; il finanziamento dei servizi della l.r. 18/1996 sono stati quasi raddoppiati passando dai 6 ai 12 milioni di euro trasferiti ai comuni per il co-finanziamento di servizi di educativa scolastica e domiciliare e per tirocini di inclusione lavorativa; sono stati raddoppiati anche i fondi per la Vita indipendente passando dai 600 mila euro ad un milione e duecento mila euro, cosa questa che ci ha permesso di soddisfare, nell’anno 2018, tutte le richieste pervenute e di approvare una specifica legge regionale in materia. A parità di finanziamento sono rimaste le comunità socio-educative-riabilitative finanziate per quasi 6 milioni di euro e i servizi di sollievo per le persone con patologie psichiatriche. Interventi importanti che costituiscono quasi il 50% dell’intero bilancio in capo alle politiche sociali comprensive anche degli interventi per i disabili gravissimi e per i disabili sensoriali quantificabili in circa 46 milioni su un bilancio annuale di oltre 83 milioni di euro.

I fondi europei hanno costituito un valore aggiunto importante prevedendo, per la prima volta nella programmazione europea FSE, una specifica linea per le politiche di inclusione sociale che porterà al territorio regionale oltre 40 milioni di euro nel corso del settennio di programmazione (2014-2020) e che abbiamo interamente trasferito agli ATS per il potenziamento del personale e per il pagamento delle indennità dei tirocini di inclusione sociale per persone in situazione di povertà.

In tutto questo abbiamo cercato anche di dare elementi di tenuta al bilancio regionale sulle politiche sociali; in particolare abbiamo garantito una disponibilità incrementale dei fondo per la non autosufficienza mettendo in bilancio in questi anni una disponibilità di oltre 3 milioni e mezzo all’anno di euro per Sad e assegni di cura per anziani.

Condivisibile invece l’invito fatto ai comuni di mettere di proprio ripensando il proprio bilancio in funzione della situazione economica complessiva nazionale che sta mettendo in seria difficoltà il sistema di welfare – conclude il segretario provinciale Giovanni Gostoli – Non aspettarsi tutto e solo dalla Regione, ma rivedere il proprio bilancio in funzione di una programmazione finanziaria sociale – la cui competenza è primariamente in capo ai comuni – che deve fare i conti con alcuni settori con forte capacità di tenuta e altri più fragili e maggiormente colpiti da tagli nazionali non recuperabili con fondi europei o sanitari. Si tratta di fare un patto tra Regione e Comuni – sostiene Gostoli – affinché i comuni recuperino centralità gestionale dei servizi rafforzando l’organizzazione istituzionale degli ATS con il supporto regionale non solo in termini finanziari, ma anche programmatori, regolamentari e infine normativi.”

Dl Terremoto, il Pd marchigiano durissimo contro il governo M5S-Lega

Dl Terremoto, il Pd marchigiano durissimo contro il governo M5S-Lega: "Clamoroso fallimento alla prima prova dei fatti, terremotati usati per la campagna elettorale e poi abbandonati". Articolo di Informazione.tv: http://www.informazione.tv/it/Politica/art/77720-dl-terremoto-il-pd-marchigiano-durissimo-contro-il-governo-m5s-lega-clamoroso-fallimento-alla-prima-prova-dei-fatti-terremotati-usati-per-la-campagna-elettorale-e-poi-abbandonati/

"È molto importante che il Pd, dopo l’approvazione del dl sul sisma, si compatti in tutte le sue articolazioni per fare il punto – spiega il presidente della regione Marche Luca Ceriscioli –. Il primo segnale del Governo del cambiamento sul tema del terremoto è stato negativo. Nessun cenno alle risorse che verranno messe a disposizione. Al Parlamento non è stato permesso neanche di discutere gli emendamenti presentati".

Accanto al Governatore tutto lo “stato maggiore” del partito regionale, i consiglieri regionali, con il capogruppo Fabio Urbinati, la Giunta, i tre parlamentari Alessia Morani, Francesco Verducci e Mario Morgoni e Matteo Terrani, segretario di federazione del Pd di Ascoli Piceno.
«Quello che stupisce – riprende Ceriscioli – è che non siano stati approvati emendamenti che non necessitano di copertura o per cui questa era già prevista. L'atteggiamento è di rimandare di 6/7 mesi i temi importanti. Ci si aspettava un segnale più forte e netto sul sisma da questo governo, considerate le promesse espresse in campagna elettorale. L'emblema è l'emendamento Whirlpool, appoggiato da tutti i sindaci e accolto solo parzialmente benché già con copertura economica. Ci sono 130 famiglie nel cuore del cratere che potevano avere una risposta che li mettesse al riparo dai licenziamenti, mentre oggi hanno lo strumento degli ammortizzatori solo per 6 mesi. Nessuna risposta anche per gli organici scolastici, problema da noi più volte sollevato in più sedi. Mancano all'appello 200 insegnanti, una questione cruciale per la rinascita dei territori del sisma. Su questo tema in particolare è difficile dire che le risposte si daranno con la Finanziaria, perché le scuole sono già aperte a settembre. Infine c'è preoccupazione per le risorse. Lo scorso governo ci ha garantito oltre 10 miliardi di euro che speriamo non vengano dirottati su altre politiche care al governo Lega-5 Stelle. Speriamo di essere smentiti con il prossimo provvedimento legislativo e speriamo di essere cattivi profeti nel dire che in futuro ci toglieranno le risorse".


"Il Governo alla prima prova dei fatti ha clamorosamente fallito – aggiunge il deputato Mario Morgoni – il provvedimento emesso nelle ultime ore di vita dell'Esecutivo Gentiloni ha visto una serie di correzioni importanti grazie al Pd al Senato. Il primo passaggio non è farina del sacco di Lega-M5S. Alla Camera, nonostante gli impegni assunti, nei confronti degli oltre 200 emendamenti c'è stato un atteggiamento di netta chiusura: mancanza di capacità e volontà, dilettantismo stucchevole che non ha consentito di affrontare serenamente la dialettica parlamentare. Abbiamo assistito a una sceneggiata perché un governo serio non può mettere la fiducia e impedire al dibattito parlamentare di produrre esiti normativi. Non abbiamo potuto ottenere alcun risultato se non far prendere qualche impegno al viceministro Castelli".

"Hanno usato i terremotati  in campagna elettorale e poi li hanno abbandonati – afferma la deputata Alessia Morani – mancano risorse per rinnovare 700 contratti a tempo determinato essenziali per la ricostruzione. Non è un argomento di lana caprina, ma riguarda soprattutto la possibilità di ripartenza di questi territori: è impossibile evadere le pratiche senza quel personale. Questo è un altro tema non derogabile. In Parlamento noi non abbiamo fatto ostruzionismo, ma abbiamo chiesto conto di alcune misure che non tornavano. Abbiamo chiesto la riduzione al 40% delle tasse dei cittadini del cratere e la restituzione in 120 rate anziché in 60. Il Governo, invece, ha annunciato il condono fiscale per tutti ma questo non aiuta i terremotati. Nel decreto poi non c'è niente per i Comuni. Il Governo non ha messo un euro per il cratere, non sono state stanziate nuove risorse. Siamo riusciti a fare approvare un odg per dare i risparmi della Camera alle zone terremotate. Nessun soldo dei tagli dei vitalizi andrà ai terremotati: restano solo sulla carta perché per 3 anni quei 40 mln rimarranno bloccati".

Ad intervenire anche il senatore Francesco Verducci, che ha lanciato il "massimo allarme sulla questione terremoto. Dopo che il sisma è stato la priorità per i Governi Renzi e Gentiloni, ora rischia di scivolare in secondo piano. Non lo permetteremo. In questi due anni – prosegue Verducci –, grazie all’impegno dei sindaci, delle forze sociali, della Regione e dei parlamentari abbiamo creato un sistema di protezione per i cittadini, per il lavoro e le imprese. Un sistema che rischia di essere smontato. La ricostruzione non si vince in queste zone senza piano per il lavoro per i prossimi 50 anni. La Lega ed il Movimento 5 Stelle hanno preso i voti e poi sono scappati".
Verducci torna poi sul caso Whirlpool. "Un esempio di sciacallaggio a piene mani. Siamo riusciti in Parlamento ad ottenere una proroga degli ammortizzatori sociali a 6 mesi, pur avendola chiesta per 24, ma la Whirlpool vivrà se il Governo ed il ministro allo Sviluppo economico inizieranno a prendere sul serio la questione. Invece il tavolo del 6 luglio scorso è saltato e ancora non si conosce la nuova data dell’incontro. Una cosa inaccettabile".

A concludere la serie di interventi, il capogruppo in Consiglio regionale, Fabio Urbinati. "Il giorno dopo il 4 marzo abbiamo dichiarato, insieme al presidente Ceriscioli, che qualunque Governo si fosse formato avremmo vigilato sulle politiche relative al terremoto. I nostri timori sull’assenza nel contratto di Governo dei temi del  sisma e della ricostruzione, relegati in 702 battute comprese gli spazi, hanno trovato conferma nei primi atti di questo Esecutivo al riguardo. Io mi rivolgo ai parlamentari di maggioranza della Regione Marche, dei quali non ho ancora sentito le voci, affinché portino avanti le prerogative di questi territori che li hanno eletti. Sul caso Whirlpool, nel cuore del cratere, la loro assenza ed il loro silenzio è evidente. Voglio sottolineare che il lavoro e la scuola sono le vie attraverso le quali passa la ricostruzione".

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