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Gostoli (Pd) replica alla Cgil: “Nelle Marche le politiche sociali sono al centro dell’azione di governo”

PESARO – “Prima di tutto il sociale. E la Regione Marche in questi anni lo ha dimostrato con i fatti; politiche sociali al centro dell’azione della Giunta Regionale”. Giovanni Gostoli, segretario provinciale Pd Pesaro e Urbino risponde con una nota alle critiche della segretaria provinciale della Cgil, Simona Ricci (rileggi qui precedente articolo Pu24). “L’inizio della legislatura si è concentrata proprio sui fondi del sociale che la Regione non era più riuscita a garantire nella precedente legislatura. Nei primi mesi di mandato la giunta Ceriscioli aveva ripristinato in toto i fondi del capitolo di bilancio.

Oggi la preoccupazione, invece, è sulle intenzioni future del neo governo Conte – precisa Gostoli – una questione non marginale che forse sottovaluta il sindacato. I Presidenti di Regione, il 21 giugno scorso, hanno presentato un documento nel quale si chiedeva conto al governo che fine avessero fatto i 263.267.106,00 euro del Fondo Nazionale per le politiche sociali; i 432.606.660 euro del Fondo per le non autosufficienze; i 51.100.000 euro del fondo per il Dopo di Noi e dei 4.427.262,58 euro del Fondo famiglia. Ad oggi non è arrivata nessuna risposta”.

E aggiunge: “Le uniche certezze sono i fondi per la Lotta alla Povertà che il precedente governo Gentiloni aveva garantito con un decreto dell’ex ministro del lavoro e delle politiche sociali per l’anno 2018 legandolo ai livelli essenziali sociali (Liveas) che porteranno nella nostra Regione una disponibilità nuova e aggiuntiva di oltre 5 milioni e mezzo di euro da trasferire agli ambiti territoriali sociali per il raggiungimento di livelli uniformi di servizi su tutto il territorio regionale”.

“Le considerazioni a carattere finanziario riportate sul comunicato della Cgil sono incomplete e devono essere interpretate all’interno di una situazione più puntuale di ciò che è avvenuto negli anni passati – prosegue Gostoli – L’impegno nel recupero del taglio degli anni passati ha visto la Regione impegnata in un sostanziale spostamento dei fondi del SSR sul versante territoriale incrementando in modo particolare le politiche di sostegno ai cittadini disabili. Alcuni dati: il finanziamento ai Centro socio-educativi-riabilitativi è passato da circa 6 milioni di fondi regionali agli attuali 8 milioni di fondi Lea; il finanziamento dei servizi della l.r. 18/1996 sono stati quasi raddoppiati passando dai 6 ai 12 milioni di euro trasferiti ai comuni per il co-finanziamento di servizi di educativa scolastica e domiciliare e per tirocini di inclusione lavorativa; sono stati raddoppiati anche i fondi per la Vita indipendente passando dai 600 mila euro ad un milione e duecento mila euro, cosa questa che ci ha permesso di soddisfare, nell’anno 2018, tutte le richieste pervenute e di approvare una specifica legge regionale in materia. A parità di finanziamento sono rimaste le comunità socio-educative-riabilitative finanziate per quasi 6 milioni di euro e i servizi di sollievo per le persone con patologie psichiatriche. Interventi importanti che costituiscono quasi il 50% dell’intero bilancio in capo alle politiche sociali comprensive anche degli interventi per i disabili gravissimi e per i disabili sensoriali quantificabili in circa 46 milioni su un bilancio annuale di oltre 83 milioni di euro.

I fondi europei hanno costituito un valore aggiunto importante prevedendo, per la prima volta nella programmazione europea FSE, una specifica linea per le politiche di inclusione sociale che porterà al territorio regionale oltre 40 milioni di euro nel corso del settennio di programmazione (2014-2020) e che abbiamo interamente trasferito agli ATS per il potenziamento del personale e per il pagamento delle indennità dei tirocini di inclusione sociale per persone in situazione di povertà.

In tutto questo abbiamo cercato anche di dare elementi di tenuta al bilancio regionale sulle politiche sociali; in particolare abbiamo garantito una disponibilità incrementale dei fondo per la non autosufficienza mettendo in bilancio in questi anni una disponibilità di oltre 3 milioni e mezzo all’anno di euro per Sad e assegni di cura per anziani.

Condivisibile invece l’invito fatto ai comuni di mettere di proprio ripensando il proprio bilancio in funzione della situazione economica complessiva nazionale che sta mettendo in seria difficoltà il sistema di welfare – conclude il segretario provinciale Giovanni Gostoli – Non aspettarsi tutto e solo dalla Regione, ma rivedere il proprio bilancio in funzione di una programmazione finanziaria sociale – la cui competenza è primariamente in capo ai comuni – che deve fare i conti con alcuni settori con forte capacità di tenuta e altri più fragili e maggiormente colpiti da tagli nazionali non recuperabili con fondi europei o sanitari. Si tratta di fare un patto tra Regione e Comuni – sostiene Gostoli – affinché i comuni recuperino centralità gestionale dei servizi rafforzando l’organizzazione istituzionale degli ATS con il supporto regionale non solo in termini finanziari, ma anche programmatori, regolamentari e infine normativi.”

Dl Terremoto, il Pd marchigiano durissimo contro il governo M5S-Lega

Dl Terremoto, il Pd marchigiano durissimo contro il governo M5S-Lega: "Clamoroso fallimento alla prima prova dei fatti, terremotati usati per la campagna elettorale e poi abbandonati". Articolo di Informazione.tv: http://www.informazione.tv/it/Politica/art/77720-dl-terremoto-il-pd-marchigiano-durissimo-contro-il-governo-m5s-lega-clamoroso-fallimento-alla-prima-prova-dei-fatti-terremotati-usati-per-la-campagna-elettorale-e-poi-abbandonati/

"È molto importante che il Pd, dopo l’approvazione del dl sul sisma, si compatti in tutte le sue articolazioni per fare il punto – spiega il presidente della regione Marche Luca Ceriscioli –. Il primo segnale del Governo del cambiamento sul tema del terremoto è stato negativo. Nessun cenno alle risorse che verranno messe a disposizione. Al Parlamento non è stato permesso neanche di discutere gli emendamenti presentati".

Accanto al Governatore tutto lo “stato maggiore” del partito regionale, i consiglieri regionali, con il capogruppo Fabio Urbinati, la Giunta, i tre parlamentari Alessia Morani, Francesco Verducci e Mario Morgoni e Matteo Terrani, segretario di federazione del Pd di Ascoli Piceno.
«Quello che stupisce – riprende Ceriscioli – è che non siano stati approvati emendamenti che non necessitano di copertura o per cui questa era già prevista. L'atteggiamento è di rimandare di 6/7 mesi i temi importanti. Ci si aspettava un segnale più forte e netto sul sisma da questo governo, considerate le promesse espresse in campagna elettorale. L'emblema è l'emendamento Whirlpool, appoggiato da tutti i sindaci e accolto solo parzialmente benché già con copertura economica. Ci sono 130 famiglie nel cuore del cratere che potevano avere una risposta che li mettesse al riparo dai licenziamenti, mentre oggi hanno lo strumento degli ammortizzatori solo per 6 mesi. Nessuna risposta anche per gli organici scolastici, problema da noi più volte sollevato in più sedi. Mancano all'appello 200 insegnanti, una questione cruciale per la rinascita dei territori del sisma. Su questo tema in particolare è difficile dire che le risposte si daranno con la Finanziaria, perché le scuole sono già aperte a settembre. Infine c'è preoccupazione per le risorse. Lo scorso governo ci ha garantito oltre 10 miliardi di euro che speriamo non vengano dirottati su altre politiche care al governo Lega-5 Stelle. Speriamo di essere smentiti con il prossimo provvedimento legislativo e speriamo di essere cattivi profeti nel dire che in futuro ci toglieranno le risorse".


"Il Governo alla prima prova dei fatti ha clamorosamente fallito – aggiunge il deputato Mario Morgoni – il provvedimento emesso nelle ultime ore di vita dell'Esecutivo Gentiloni ha visto una serie di correzioni importanti grazie al Pd al Senato. Il primo passaggio non è farina del sacco di Lega-M5S. Alla Camera, nonostante gli impegni assunti, nei confronti degli oltre 200 emendamenti c'è stato un atteggiamento di netta chiusura: mancanza di capacità e volontà, dilettantismo stucchevole che non ha consentito di affrontare serenamente la dialettica parlamentare. Abbiamo assistito a una sceneggiata perché un governo serio non può mettere la fiducia e impedire al dibattito parlamentare di produrre esiti normativi. Non abbiamo potuto ottenere alcun risultato se non far prendere qualche impegno al viceministro Castelli".

"Hanno usato i terremotati  in campagna elettorale e poi li hanno abbandonati – afferma la deputata Alessia Morani – mancano risorse per rinnovare 700 contratti a tempo determinato essenziali per la ricostruzione. Non è un argomento di lana caprina, ma riguarda soprattutto la possibilità di ripartenza di questi territori: è impossibile evadere le pratiche senza quel personale. Questo è un altro tema non derogabile. In Parlamento noi non abbiamo fatto ostruzionismo, ma abbiamo chiesto conto di alcune misure che non tornavano. Abbiamo chiesto la riduzione al 40% delle tasse dei cittadini del cratere e la restituzione in 120 rate anziché in 60. Il Governo, invece, ha annunciato il condono fiscale per tutti ma questo non aiuta i terremotati. Nel decreto poi non c'è niente per i Comuni. Il Governo non ha messo un euro per il cratere, non sono state stanziate nuove risorse. Siamo riusciti a fare approvare un odg per dare i risparmi della Camera alle zone terremotate. Nessun soldo dei tagli dei vitalizi andrà ai terremotati: restano solo sulla carta perché per 3 anni quei 40 mln rimarranno bloccati".

Ad intervenire anche il senatore Francesco Verducci, che ha lanciato il "massimo allarme sulla questione terremoto. Dopo che il sisma è stato la priorità per i Governi Renzi e Gentiloni, ora rischia di scivolare in secondo piano. Non lo permetteremo. In questi due anni – prosegue Verducci –, grazie all’impegno dei sindaci, delle forze sociali, della Regione e dei parlamentari abbiamo creato un sistema di protezione per i cittadini, per il lavoro e le imprese. Un sistema che rischia di essere smontato. La ricostruzione non si vince in queste zone senza piano per il lavoro per i prossimi 50 anni. La Lega ed il Movimento 5 Stelle hanno preso i voti e poi sono scappati".
Verducci torna poi sul caso Whirlpool. "Un esempio di sciacallaggio a piene mani. Siamo riusciti in Parlamento ad ottenere una proroga degli ammortizzatori sociali a 6 mesi, pur avendola chiesta per 24, ma la Whirlpool vivrà se il Governo ed il ministro allo Sviluppo economico inizieranno a prendere sul serio la questione. Invece il tavolo del 6 luglio scorso è saltato e ancora non si conosce la nuova data dell’incontro. Una cosa inaccettabile".

A concludere la serie di interventi, il capogruppo in Consiglio regionale, Fabio Urbinati. "Il giorno dopo il 4 marzo abbiamo dichiarato, insieme al presidente Ceriscioli, che qualunque Governo si fosse formato avremmo vigilato sulle politiche relative al terremoto. I nostri timori sull’assenza nel contratto di Governo dei temi del  sisma e della ricostruzione, relegati in 702 battute comprese gli spazi, hanno trovato conferma nei primi atti di questo Esecutivo al riguardo. Io mi rivolgo ai parlamentari di maggioranza della Regione Marche, dei quali non ho ancora sentito le voci, affinché portino avanti le prerogative di questi territori che li hanno eletti. Sul caso Whirlpool, nel cuore del cratere, la loro assenza ed il loro silenzio è evidente. Voglio sottolineare che il lavoro e la scuola sono le vie attraverso le quali passa la ricostruzione".

Ricci confermato in segreteria nazionale. Gostoli: "Pd deve ricostruire nuova sinistra in Europa"

L'articolo uscito ieri, domenica, sul Corriere Adriatico di Pesaro e le riflessioni del segretario provinciale Pd Giovanni Gostoli su Democratica: "L’alternativa è dare una nuova visione del Paese, oltre l’orgoglio delle cose buone realizzate, dentro un orizzonte più largo, l’Europa".

 

Al Pd serve ascoltare, confrontarsi, discutere su una nuova proposta
https://www.democratica.com/focus/pd-proposta-nuova/

 

 

Assegno unico per la famiglia, natalità e genitorialità: la proposta Pd e le slide

Il Partito democratico ha presentato un'altra proposta di legge, dopo quella per il raffrnzamento del Rei e di contrasto alla povertà. Il sostegno alla famiglia e alla natalità, le politiche per la genitorialità, al centro del DDL. 10 miliardi in più per le famiglie. Le slide e la proposta di legge sono in allegato al post formato pdf.

DUE MISURE EQUE E SEMPLICI CHE RIORDINANO GLI INTERVENTI PER I FIGLI A CARICO

ASSEGNO UNICO PER OGNI FIGLIO A CARICO

fino a 240 euro al mese da 0 a 18 anni

fino a 80 euro al mese dai 18 ai 26 anni

DOTE UNICA PER L'ACQUISTO DEI SERVIZI PER L'INFANZIA

fino a 400 euro al mese da 0 a 14 anni

IN SINTESI

Nel 2017 ancora un calo record delle nascite: l'ultimo Bilancio demografico nazionale dell'Istat ci dice che per il terzo anno consecutivo i nati in Italia sono meno di mezzo milione. 458.151, mai così pochi dall'Unità d'Italia. Una tendenza che va contrastata con misure concrete.

Oggi ci sono in Italia ben 12 misure diverse a sostegno dei figli. La proposta del Pd riordina e potenzia il sostegno alle famiglie attraverso la creazione dell’assegno unico per i figli a carico e della dote unica per l’acquisto di servizi per l’infanzia. Due misure semplici, eque e continuative che accompagneranno le famiglie nella crescita dei figli, dal settimo mese di gravidanza fino ai 26 anni. Un intervento universale e progressivo per la grande maggioranza delle famiglie con figli a carico.

 L’assegno unico universale: fino a 240€ al mese per ogni figlio a carico dal settimo mese di gravidanza fino ai 18 anni; fino a 80€ al mese dai 18 ai 26 anni. L’assegno viene maggiorato per figli con disabilità.

 La dote unica per l’acquisto dei servizi per l’infanzia: fino a 400€ al mese per ogni figlio a carico da zero a 3 anni per spese di asilo nido, babysitter e altri servizi per l’infanzia. Importo ridotto dai 3 a 14 anni. La dote viene maggiorata per ogni figlio con disabilità.

Un intervento concreto che aumenta di circa 10 miliardi la spesa dello Stato per favorire la natalità e la genitorialità.

Il costo complessivo della proposta è pari a 29,6 miliardi di euro. L’attuale spesa, assorbita dalle nuove misure, vale circa 20 miliardi di euro. L’incremento, pari a 9,6 miliardi di euro, viene finanziato attraverso risparmi sulla spesa pubblica.

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