Provincia

Sanità, Pd a M5S e Lega: “Contratto di governo in sintonia con la riforma nelle Marche”

Ieri sera incontro del Dipartimento provinciale con Fabrizio Volpini. Gostoli: “Vogliamo che tutta la comunità marchigiana sia protagonista del nuovo Piano Sanitario”

Nel contratto di governo M5S e Lega il capitolo dedicato alla sanità è molto in sintonia con il processo di riforma sanitaria avviato nelle Marche. Basta con la politica dei "due forni" : nelle Marche sostengono una posizione e contemporaneamente un'altra diversa a Roma”. Parole del segretario provinciale Pd, Giovanni Gostoli, all’incontro tenuto ieri sera in via Mastro Giorgio a Pesaro del Dipartimento provinciale Pd Salute e Sanità. All’incontro ha partecipato Fabrizio Volpini, consigliere regionale e presidente della commissione sanità in Regione Marche, ed è stato coordinato da Rosetta Fulvi, vicesegretaria provinciale Pd.

Vedremo con il tempo se le parole si tradurranno in fatti. La “prova del nove” sono le risorse destinate alla sanità pubblica che non deve subire tagli e il timore c’è considerate le tante promesse mirabolanti presenti nel contratto di governo. In particolare nel documento – ha aggiunto Gostoli – si scrive di superare il modello "ospedalo-centrico". Investire in alta tecnologia, digitalizzare SSN con particolare riferimento al Fascicolo Sanitario Elettronico e alle ricette digitali. Affrontare problema dell'invecchiamento della popolazione garantendo strutture socio-sanitarie e a bassa intensità di cura. Rivedere il ruolo di medico di medicina generale come perno del sistema. Preservare il modello di gestione del servizio sanitario a finanziamento prevalentemente pubblico. Punti condivisibili che sono tutto il contrario rispetto alle critiche dell’opposizione giallo-verde nelle Marche”.

Il Dipartimento provinciale Pd Salute, aperto ai professionisti del settore, nasce per dare un contributo alla riforma sanitaria che vuole implementare l’offerta dei servizi dalla costa alle aree interne, esigendo e vigilando sulla qualità. “Nei prossimi giorni toneremo a incontrarci per approfondire i singoli temi – dice Giovanni Gostoli - A cominciare dalla riduzione delle liste di attesa e la rete dell’emergenza nei quali bisogna spingere l’acceleratore. Poi inizieremo a discutere del nuovo Piano sanitario ed è già in programma un focus sulla salute mentale

“La riforma sanitaria è un processo aperto, un percorso in divenire, che non si realizza in un giorno. Ogni trasformazione comporta dei disagi iniziali, ma nel nostro territorio sono più dovuti ai ritardi sull’applicazione. Siamo consapevoli che la situazione può migliorare e la riforma serve proprio a questo scopo. Il Pd è impegnato a rafforzare la rete provinciale servizio sanitario pubblico partendo dai nuovi bisogni di salute dei cittadini. Parlano i numeri, non le chiacchiere. L’aumento del budget economico di spesa e del personale in sanità, oggi di circa 1200 dipendenti in più rispetto al 2014, è la dimostrazione di un chiaro investimento nella sanità pubblica. Molti gli investimenti di qualità anche sulle tecnologie per offrire alla comunità marchigiana anche strumenti innovativi per la cura delle persone”

Poi l’appello a Volpini: “Vogliamo che la tutta la comunità marchigiana sia protagonista del nuovo Piano Sanitario 2018-2020 oltre che la destinataria. Così come vorremmo mettere a disposizione l'esperienza e il modello di sanità del  PD chiedendo alla Regione di  scrivere il Piano insieme a tutti gli interlocutori e fruitori del servizio sanitario del territorio marchigiano, dai professionisti, ai sindaci, ai sindacati, ecc. Serve anche il continuo investimento da parte dell’Azienda Ospedaliera Marche Nord e dell’Asur – conclude Gostoli - per informare e far conoscere ai cittadini le tante professionalità, i servizi e le buone pratiche della sanità marchigiana”.

 

A Fano si riparte insieme #6000assemblee

A distanza di 2 mesi dalla riflessione aperta sull'esito negativo delle elezioni politiche del 4 marzo nella precedente assemblea comunale, poi proseguita con incontri nei singoli circoli, e dopo l'ottimo successo dell'iniziativa di 2 settimane fa, con Pierluigi Castagnetti, ricordando la grande figura politica di Aldo Moro a 40 anni dalla tragica morte, domani sera 25 maggio alle 21, nella sala riunioni della bocciofila "La Combattente" in via Tito Speri, si terrà un'Assemblea con gli iscritti e gli elettori del PD di Fano. Aprirà i lavori il presidente dell'Assemblea, Enrico Nicolelli, introdurrà il Segretario del PD Fano, Ignazio Pucci e interverranno il Segretario del PD di Pesaro Urbino, Giovanni Gostoli, e l'Onorevole Alessia Morani

Sarà un'occasione importante per riprendere le fila del dibattito sulla situazione politica nazionale, mentre si sta formando un Governo tra Movimento 5 Stelle e Lega che ci preoccupa sia nei metodi, poco rispettosi della Costituzione e per nulla innovativi per le logiche spartitorie e opache delle decisioni, che nel merito viste le diverse proposte demagogiche e populiste del cosiddetto "contratto di governo". Sarà anche un momento di confronto partecipato e costruttivo sia sulle dinamiche politiche nazionali e locali che sul futuro del nostro partito per... RIPARTIRE INSIEME, come recita lo slogan del volantino dell'iniziativa. Siamo convinti infatti che, oggi più che mai, ci sia ancora tanto spazio di azione per un partito riformista, europeista e responsabile come il PD ha dimostrato di essere con il percorso di riforme e i tanti risultati positivi ottenuti dagli ultimi governi. Certo vanno corretti gli errori, occorre metter da parte i personalismi e le risse interne e bisogna ricostruire un dialogo con la società a partire dagli anelli più deboli. Il PD può e deve ripartire con slancio a patto che sappia, con coraggio e umiltà, riconnettersi con il sentimento comune del Paese, quello reale e anche quello virtuale, non per aderire all'ondata di odio e non per far leva sulle paure, ma per capire lo stato d'animo profondo della società e quindi accompagnare e stimolare percorsi di inclusione e di riscatto sociale e promuovere e far crescere la fiducia nell'Italia e negli italiani. Per questo è fondamentale che il PD si attrezzi, a partire dall'opposizione a livello nazionale, ritrovando insieme le idee e le motivazioni per rappresentare al meglio un Paese straordinario come il nostro.  

Pd riparte dall'ascolto: il circolo centro di Pesaro ha incontrato la Caritas

Incontro al Circolo Centro PD Pesaro in via Mastrogiorgio tra il circolo locale e Andrea Mancini Direttore del Centro di Ascolto della Caritas di Pesaro in via Passeri. Primo di una serie di incontri con le realtà territoriali che il circolo ha avviato per riscoprire il senso civico e sociale di vicinanza.

Bisogna partire dai fatti concreti e il segretario del Pd circolo Centro “Romolo Pagnini”, Luca Storoni, lo ha ribadito a chiare lettere nella presentazione di Andrea Mancini, responsabile del centro d'ascolto diocesano della Caritas, in un incontro molto seguito e partecipato, nella sede del Pd in via Mastrogiorgio. Storoni, con una sintetica riflessione ha sottolineato come "abbiamo pagato lo scotto di una politica del fare e lasciato indietro la percezione e il cambiamento di questi tempi. È vero che è tutt'ora in atto la crisi economica e il fenomeno della globalizzazione, portando all'allargamento della forbice nonostante una certa ridistribuzione della ricchezza, consolidando in realtà le fasce di povertà''. E allora Storoni, ma anche molti iscritti al Pd, sentono la necessità di aprire un primo canale di ascolto, che non deve avere una funzione politica, ma prettamente sociale, che permetta di conoscere meglio il territorio e le esigenze dei cittadini. La presenza di Andrea Mancini ha assunto dunque un duplice significato: quello pedagogico, che poi è il dna dell'operato della Caritas, e quello di testimonianza. È importante ha sottolineato Mancini non solo distribuire pacchi viveri, ma anche formare le persone, nel campo del volontariato e gli ospiti, come li chiamava don Gaudiano. Da questo input è sorta spontaneamente da parte degli iscritti presenti all'incontro la necessità di realizzare una agenzia di volontariato civile, che non deve avere una dimensione politica ma sociale. Mancini seguendo un iter pedagogico ha poi illustrato le attività e le finalità della Caritas diocesana. Qual'è la situazione delle persone disagiate oggi a Pesaro. Cosa sta facendo la Caritas fra vecchie e nuove povertà?

E a questo punto solo i dati ci possono fare vedere le problematiche, che poi sono state approfondite con molta intelligenza e senza rischi demagogici. “A Pesaro nel 2017 nel centro d'ascolto di via Mazzini, sono arrivate 1500 persone bisognose, di cui 500 nuove e 1000 riconfermate. Per queste persone sono stati erogati 30.000 servizi fra cui docce, pacchi alimentari, assistenza legale etc. Alla mensa di via del Teatro unica realtà territoriale che eroga pasti caldi, vengono distribuiti una media di 25.000 pasti caldi e gli utenti sono persone residenti bisognose e di passaggio. Nel 2017 sono stati distribuiti 6000 pacchi alimentari ad altrettante persone con nuclei famigliari. Certamente sono viveri a lunga conservazione, ma per quanto riguarda la distribuzione di viveri quotidiani, verdure, pane, dolci, non abbiamo una struttura di volontari adeguata per svolgere questi servizi, ad iniziare dai furgoni con le celle frigorifere. Ai poveri, molte sono le famiglie pesaresi senza lavoro, il LAVORO e l'ABITAZIONE, sono le principali esigenze in questo momento. In un anno a Pesaro, città tranquilla e controllata, transitano 700 senza fissa dimora”.

Dati che fan riflettere a cui si aggiungono problematiche legate al sistema sanitario e all'utilizzazione dell'emporio per il vestiario di Villa Fastiggi. Nell'ambulatorio medico nella cittadella della solidarietà in via Passeri a pochi metri dal centro d'ascolto e dalla mensa, si spendono in medicine 300 euro al mese, perchè nella regione Marche gli italiani non residenti non hanno il diritto al medico di base. Questo centro serve anche per far recuperare la dignità delle persone. Come l'emporio per il vestiario con un punteggio che permette di prendere i vestiti, rientra in questa sfera di recupero della dignità. Allora occorrerebbe, e questo potrebbe essere un punto programmatico anche del Pd, sensibilizzare e conoscere il territorio anche con la creazione di tutor volontari, che vanno alla ricerca negli angoli della città, dei nuovi e vecchi poveri, che spesso per un senso di pudore non si dichiarano e non si rivolgono alle strutture di aiuto.

Un primo passo a cui ne seguiranno altri, dove tra giuste provocazioni e ascolto reciproco deve riprendere corpo il senso sociale del vivere in vicinanza.

Il Circolo Centro "Romolo Pagnini"

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Giovanni

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Rei strumento straordinario contro povertà anche nelle Marche

Cos'è e dove rivolgersi nelle Marche per fare richiesta

Sono attualmente 1.340, 2 ogni 1.000, le famiglie residenti nella Marche che beneficiano del reddito di inclusione sociale (REI). Le persone coinvolte sono 3.341, 22 ogni 10.000 residenti, e l’importo medio mensile del sostegno economico è di 256,74 euro (dati al 23 marzo scorso). E’ quanto è emerso durante la conferenza stampa organizzata questa mattina in Regione, a cui ha preso parte, tra gli altri, il presidente Luca Ceriscioli. Dal prossimo 1° luglio, grazie alle risorse aggiuntive previste nella legge di bilancio 2018, inoltre, il REI diventerà universale: verranno cioè meno i requisiti familiari e resteranno solo i requisiti economici.  

“E’ uno strumento straordinario contro la povertà che in Italia e nella nostra Regione non c’è mai stato  e per il quale sono stanziate risorse significative. Ancora non c’è una consapevolezza piena di questa possibilità, ovvero l’incontro bisogno/domanda non si è compiuto  – ha detto Ceriscioli – . Fare richiesta è sempre possibile, le domande sono aperte e forse non è stata fatta abbastanza pubblicità per questo abbi

amo voluto raccogliere, analizzare i dati e divulgare al massimo questa che è una delle più grandi innovazioni sociali, dopo che da 30 anni se ne parlava. Su una stima che vede 38mila famiglie marchigiane in povertà assoluta, le domande fino ad ora pervenute, sono meno di quanto ci si potesse aspettare. Il Rei si basa non solo sul contributo erogato dall’Inps, ma anche su una proposta progettuale calibrata sulle singole persone richiedenti il beneficio. E’ importante per l’Italia e per le Marche che anche il prossimo Governo continui su questa strada”. Centri per l’impiego, Ambiti sociali, servizi sociali comunali, curano la presa in carico dei beneficiari, in modo da permettere loro una prospettiva duratura di fuoriuscita dalle difficoltà. Nelle Marche sono attivati 226 punti REI, dove reperire informazioni ed essere assistiti nella presentazione della domanda.

Il Reddito di inclusione (REI) è una misura di contrasto alla povertà condizionata alla valutazione della condizione economica, attiva dal 1° gennaio 2018 e introdotta dal Decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147 "Disposizioni per l'introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà". Complessivamente per questa nuova misura, per il 2018, lo Stato ha stanziato 1,8 miliardi di euro. Il 15 per cento di questo stanziamento dovrà essere utilizzato per i servizi di orientamento al lavoro che affiancano il contributo (5,6 i milioni di euro a ciò destinati nelle Marche per il 2018, a cui si aggiungono, per i prossimi due anni e mezzo, oltre 20 milioni tra fondi Fesr e altre linee di finanziamento).


Il REI è costituito da: un beneficio economico, erogato mensilmente attraverso una carta di pagamento elettronica (Carta REI), un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa predisposto dai servizi sociali del Comune di residenza, finalizzato al superamento della condizione di povertà. E’ attualmente rivolto a nuclei familiari, anche monoparentali, che presentino i seguenti requisiti:
Requisiti di residenza e soggiorno
Il richiedente deve essere congiuntamente:
- cittadino dell'Unione o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
- residente in Italia, in via continuativa, da almeno due anni al momento della presentazione della domanda.
Requisiti familiari
Nel nucleo familiare deve essere presente almeno una delle seguenti condizioni:
- presenza di un minorenne;
- presenza di una persona con disabilità e di almeno un suo genitore o un suo tutore;
- presenza di una donna in stato di gravidanza accertata (nel caso in cui sia l'unico requisito familiare posseduto, la domanda può essere presentata non prima di quattro mesi dalla data presunta del parto e deve essere corredata da documentazione medica rilasciata da una struttura pubblica).- presenza di un componente che abbia compiuto 55 anni con specifici requisiti di disoccupazione.
Requisiti economici
Il nucleo familiare deve essere in possesso congiuntamente di:
- un valore ISEE in corso di validità non superiore a 6mila euro;
- un valore ISRE (l'indicatore reddituale dell'ISEE, ossia l'ISR diviso la scala di equivalenza, al netto delle maggiorazioni) non superiore a 3mila euro;
- un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20mila euro;- un valore del patrimonio mobiliare (depositi, conti correnti) non superiore a 10mila euro (ridotto a 8 mila euro per la coppia e a 6 mila euro per la persona sola).
Altri requisiti
Per accedere al REI è inoltre necessario che ciascun componente del nucleo familiare:
- non percepisca già prestazioni di assicurazione sociale per l'impiego (NASpI) o altri ammortizzatori sociali di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria;
- non possieda autoveicoli e/o motoveicoli immatricolati la prima volta nei 24 mesi antecedenti la richiesta (sono esclusi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità);
- non possieda navi e imbarcazioni da diporto (art. 3, c.1, D.lgs. 171/2005).
Il sostegno economico massimo previsto, da un minimo di 187 euro fino ad oltre 500 euro mensili, è diverso a seconda del numero di componenti del nucleo familiare e delle risorse di cui la famiglia dispone. In particolare, il valore del beneficio massimo mensile è ridotto dell'importo mensile degli eventuali trattamenti assistenziali percepiti dalla famiglia nel periodo di fruizione del REI, esclusi quelli non sottoposti alla prova dei mezzi, come ad esempio l'indennità di accompagnamento. Viene concesso per un periodo massimo di 18 mesi  eventualmente rinnovabile per ulteriori 12 mesi.
Condizione necessaria per accedere al beneficio è aver sottoscritto il Progetto personalizzato con i Servizi Sociali del Comune di residenza, in base al quale la famiglia è tenuta a svolgere determinate attività e impegni individuati dagli operatori sociali. Se l’analisi preliminare svolta dagli operatori sociali del Comune fa emergere che la condizione di povertà è esclusivamente dovuta alla mancanza di lavoro il Progetto Personalizzato è sostituito dal Patto di Servizio definito presso il competente Centro per l’Impiego. Per fruire del REI occorre avere una attestazione ISEE in corso di validità.
 
DOVE RIVOLGERSI
·         Presso i competenti sportelli sociali dei Comuni di residenza
·         REI@regione.marche.it

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